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Campioni nazionali

Mager e il tennis: una storia d’amore

Sui campi in Riviera già a 6 anni, a 16 quasi quasi molla. Poi il ritorno di fiamma, il primo exploit alle Prequali IBI 2017, la fidanzata tennista Valentine che lo segue (insieme a a Matteo Civarolo), la ripartenza dai Challenger, l’ingresso nel team dell’ex pro Flavio Cipolla. Fino alla fantastica settimana di Rio

di | 24 febbraio 2020

Ammetto, da ragazzo, di aver pensato principalmente a divertirmi. È normale abbandonarsi ad un periodo di svago da giovani. Uscivo la sera, trascorrevo tempo con gli amici, avevo ormai posto il tennis in secondo piano, per mia scelta”. Parole e musica di Gianluca Mager, straordinario protagonista al Rio Open 2020 e neo Top-100 del ranking Atp. La storia del venticinquenne di Sanremo è insolita e particolare: una vita tennistica di ripartenze e illusioni, di sudore, fatica e, finalmente, di gioie incontrastate. L’exploit di Rio de Janeiro è giunto certamente a sorpresa, ma le qualità del gioco di Mager erano note da molto tempo agli addetti ai lavori e ai più attenti appassionati.

Gianluca Mager nasce il primo giorno di dicembre del 1994 a Sanremo, dove inizia a giocare a tennis all’età di 6 anni. Già dai tornei nazionali under 12 inizia a farsi notare, sconfiggendo avversari anche molto più prestanti dal punto di vista fisico. “A 14 anni ero ancora piuttosto minuto, ma riuscivo a sopperire con un tennis brillante – raccontava –. Poi, dopo qualche tempo, sono cresciuto fisicamente anche io”. È il momento dell’allontanamento dalla racchetta, tanto è vero che a livello under 18 Gianluca disputa solamente tre tornei nel 2010. Il bilancio recita: una vittoria e tre sconfitte. Dopo qualche sporadica apparizione nelle qualificazioni dei challenger, Gianluca riappare quasi magicamente nel 2013, raggiungendo i quarti di finale nel futures di La Spezia, sconfiggendo tra gli altri Salvatore Caruso. In quel periodo era arrivata la prima vera svolta della sua carriera.

L’ex davisman Diego Nargiso rimane abbagliato dal tennis di Mager, chiede lumi, si informa e riesce a contattare il giovane talento azzurro. Da quel momento inizia una proficua collaborazione. “Diego è stato il primo a credere in me”, raccontava all’epoca il sanremese. Niente più distrazioni, niente più discoteche, priorità al tennis. Allenamenti mattina e pomeriggio e una vita, finalmente, dedicata al tennis. In pochi mesi arrivano le prime soddisfazioni, le qualificazioni giocate agli Internazionali BNL d’Italia e una classifica che lo avvicina al muro della Top 300 Atp.

Il rapporto lavorativo tra Mager e Nargiso si interrompe e nel 2016 il ligure riparte dal Progetto Over 18 della Federazione Italiana Tennis, gestito da Umberto Rianna. “Quando ho sconfitto Gabashvili nel challenger di Genova ho capito che il tennis, realmente, poteva rappresentare il mio futuro. Fino a quel momento non ne ero del tutto sicuro. Quel successo mi ha arricchito di consapevolezza”.

L’anno successivo, al Foro Italico, Mager disputa delle grandi Prequalificazioni e si ritrova in campo, al primo turno del main draw, contro Aljaz Bedene. Gianluca a tratti domina, il pubblico è in visibilio, le sue accelerazioni strappano applausi tra gli spettatori increduli. Nel secondo set arrivano le occasioni mancate e nel terzo parziale giungono i crampi. Morale della favola: Bedene vince 6-7 6-4 3-0 rit. Mager sembra aver mancato la chance della vita, ma è semplicemente troppo presto per spiccare il volo.

Arriva un momento di crisi interiore. Gianluca non è convinto di se stesso, del suo tennis; non arriva quel salto di qualità tanto sperato e sognato. La decisione è quella di ripartire da casa, dal Tennis Sanremo, dove c’è l’amico e giovane coach Matteo Civarolo. Dall’esterno sembrerebbe una scelta di ripiego, un passo indietro; si rivelerà invece il momento della svolta definitiva. In Liguria ci persone importanti, tennisticamente e non: c’è Valentine Confalonieri, ex giocatrice (numero 400 Wta nel 2010) e compagna di Mager, c’è Civarolo e c’è Marco Bruzzone. All’improvviso Gianluca si ritrova grazie a un nuovo team, giovane, di persone che lo conoscono da una vita e sanno, soprattutto, come motivarlo. Ma è Mager stesso a capire che serve un’inversione di tendenza rispetto al passato. Anche grazie al lavoro del preparatore fisico Diego Silva, Gianluca ci dà dentro come un forsennato, è concentrato sul lavoro, sa che è l’ultima chance per puntare al gotha del tennis. È lui a dover gestire tutte le risorse economiche, non c’è più nessun a farlo al posto suo. Deve maturare come uomo, ancora prima che come tennista. La strada però è in salita. Si riparte a gennaio 2018 dal numero 440 al mondo, mentre qualche addetto ai lavori inizia a farsi scappare il classico ‘ormai è tardi, non è più così giovane, non arriverà mai’. Mai previsione fu più sbagliata.

“Siamo ripartiti dai futures – racconta Matteo Civarolo – ma le motivazioni di Gianluca, in quei tornei, nonostante qualche buon risultato, non erano all’altezza. Abbiamo dunque deciso di ripartire ogni settimana dalle qualificazioni dei challenger”. Mager torna a sentirsi vivo, a sentirsi nuovamente un tennista professionista con una strada ben tracciata. Ha fiducia e si vede.

Passa le ‘quali’ nel ricco challenger di Aix-en-Provence e nel main draw si spinge sino ai quarti battendo Gulbis, a Vicenza batte Ymer e Gombos, sino alla grande impresa di Milano.

Al challenger dell’Harbour, accompagnato per la prima volta in un torneo da Valentine Confalonieri, Mager parte dal tabellone cadetto e raggiunge la finale. I risultati continuano ad arrivare e a fine anno il ranking recita n.270. Non ancora sufficiente per giocare il primo Slam della carriera, ma l’impressione è che non manchi molto.

Il calendario all’inizio del 2019 è sempre complicato e le occasioni, soprattutto vicino a casa, non sono tante. Matteo Civarolo e Gianluca Mager si mettono a tavolino e propendono per i challenger nordamericani. Una scelta ambiziosa. A Orlando viene subito sconfitto, così come a Columbus, dove perde in tre set lottati da Jeffrey John Wolf. Gianluca però in campo si sente bene e confida al telefono al suo coach ‘Guarda ‘Civa’ che io ho giocato proprio bene, ma questo Wolf è fortissimo. Se gioca così, vince il torneo’. Wolf, che in pochi conoscono perché proveniente dal mondo NCAA, continua in effetti così e vince il torneo.

Nuova telefonata. Mager è stanco, hanno anche perso i suoi bagagli, vuole tornare in Italia, anche se è iscritto al challenger tedesco di Koblenz. “Dai Gianlu, resisti, vai in Germania”. Mai consiglio fu più appropriato. Mager vola a Koblenz e vince il suo primo titolo challenger della carriera. Nella stagione arriveranno poi i titoli a Barletta e a Biella, dove per la prima volta a seguirlo c’è anche Flavio Cipolla, ex numero 70 Atp e maestro della tattica.

Il resto è storia recente. Una grande preparazione a Sanremo con Silva, Civarolo e Cipolla, l’exploit di Rio de Janeiro, Valentine Confalonieri sempre al suo fianco. Sembra quasi una storia da romanzo. Una storia d’amore con il tennis, dagli infiniti alti e bassi, sconosciuta ai più, che oggi si rivela al mondo grazie a un fantastico exploit.

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