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Campioni nazionali

Camila, mistero senza fine bello

Con lei in campo non sai mai che piega può prendere la giornata: oggi contro una campionessa come la Kuznetsova è stata quasi perfetta. Il suo tennis bum bum è sempre senza mezze misure: ora che il polso sembra guarito…

di | 23 gennaio 2020

La revisione del servizio durante l’inverno ha superato il vaglio del campo, i guai al polso sono un ricordo e Camila Giorgi sembra tornata quella di 12 mesi fa, quando usciva dalla Rod Laver Arena tra gli applausi dopo aver giocato a ping pong contro Karolina Pliskova.

E se il convincente successo all’esordio sulla qualificata tedesca Lottner aveva fatto intendere che la restaurazione fosse a buon punto, contro Svetlana Kuznetsova è arrivato un match quasi perfetto, chiuso 6-3 6-1 in un’ora e tre minuti. Un risultato che vale tanto, perché se incontrata al primo turno la russa può essere la classica scatola di cioccolatini di Forrest Gump – non sai mai quello che ti capita – ma già al secondo Sveta diventa una brutta cliente. E invece la russa di Spagna, ex numero 2 del mondo e vincitrice di due prove dello Slam, è stata spazzata via da una Giorgi che è salita ancora di livello, abbinando al solito tennis boom-boom anche un’ottima percentuale di punti con la prima (76%, col 100% - 10 su 10 - nel secondo set) e un saldo tra vincenti e errori gratuiti ampiamente positivo (+13).

Se allargando lo sguardo all’esordio con la Lottner il numero più confortante riguarda i due break subiti in altrettante partite, il dato che ruba l’occhio del match con la Kuznetsova è quello relativo alla lunghezza degli scambi. Sulla Margaret Court, Camila e Sveta hanno chiuso i punti in 2,2 colpi nel primo set e in 2,6 colpi nel secondo. Non serve molto altro per raccontare un match nel quale lo spartito è stato semplice: io servo, tu rispondi e se non fai punto tu, lo faccio io. E tre volte su cinque (o 59 volte su 99), il punto se l’è aggiudicata la ventottenne di Macerata. Roba che a pensare alle 4 ore e 44 minuti della Kutznetsova contro Francesca Schiavone nel 2011 vengono ancora i brividi.

“Sono molto contenta della mia prestazione – ha poi ammesso laconicamente Camila, dopo aver aggiunto che la classifica che la vede al n.102 non rappresenta un cruccio – mi piacciono le condizioni in cui si gioca a Melbourne”.

Un torneo nel quale sabato cercherà per la prima volta il pass per gli ottavi, sfidando un’altra pluricampionessa Slam, quell’Angelique Kerber che l’ha battuta in tutti e quattro i precedenti. Fatalità, tre volte in terra australe: a Brisbane nel 2016 e a Sydney nel ‘18 e nel ‘19. L'altro confronto diretto risale agli ottavi di Wuhan nel 2015.

Insomma, se le qualificazioni al main draw di Cocciaretto e Trevisan erano state delle ottime notizie per Tathiana Garbin, la recita al limite della perfezione con la quale Camila Giorgi s’è avvicinata alla seconda settimana del major down under vale un sorriso a tutti denti. “Sarà una partita aperta perché quando è in fiducia, Camila può essere una minaccia per chiunque”.

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