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Campioni nazionali

Sinner: è Vilella l'ultimo ostacolo verso la storia

L'azzurro, il più giovane nelle qualificazioni dello Us Open, affronta Mario Vilella Martinez per un posto nel main draw e nella storia. Lo spagnolo, famoso per la reazione furiosa dopo una sconfitta a Shymkent, ha ottenuto i migliori risultati sul rosso.

di | 23 agosto 2019

A un passo dal sogno. E dal main draw dello Us Open. Jannik Sinner, il più giovane nel tabellone di qualificazioni, si gioca l'ingresso a Flushing Meadows contro il 24enne spagnolo Mario Vilella Martinez. Entrambi sognano il debutto in uno Slam, nessuno dei due li ha giocati nemmeno da junior. Numero 202 del mondo, Vilella ha vinto due maratone non banali contro Taro Daniel, 67 67 64, e Akira Santillan, battuto 67 64 62 senza mai perdere il servizio.

 

 

Proprio il servizio è il suo colpo migliore, spiegava in un'intervista di inizio anno disponibile su Youtube. “Gioco bene il servizio liftato, mi piace stare un po' dietro la riga, ma non troppo, e attaccare col dritto” spiegava. Caratteristiche che l'hanno portato a ottenere i migliori risultati sulla terra battuta, dove ha vinto il primo Challenger della carriera, in estate a Praga. Sul duro ha raccolto appena cinque vittorie in 20 partite a questo livello e i primi due Futures della carriera, in Tunisia nel 2015.

 

Sinner, che può spostarlo lontano dal campo con la maggiore pesantezza di palla quando colpisce d'incontro, incontra un avversario che probabilmente cercherà di farlo rispondere da posizioni meno vantaggiose, di costringerlo a offrire una traiettoria più centrale in manovra e impostare lo scambio da una posizione di vantaggio.

Ventiquattrenne di Elche, cresciuto alla Juan Carlos Ferrero Equelite Academy dove è tornato a inizio anno dopo averla abbandonata nella primavera del 2018, ha sconfitto a Murcia Nico Almagro nell'ultimo incontro della sua carriera. Sa di dover utilizzare schemi più diretti, inseguire una più rapida conclusione del punto sul duro, senza la paziente costruzione che può invece ricercare sul rosso. In questo passaggio, un giocatore come Sinner naturalmente portato al colpo piatto, che gioca esattamente per come è, semplice, schietto e diretto, può innestare i suoi punti forti nelle debolezze dell'avversario.

 

“Conosco giocatori a cui non piace giocare sulla terra, se gli metti una palla e carica poi non colpiscono più come prima. Un po' quello che succede a me sul veloce” raccontava qualche mese fa al sito spagnolo Punto de Break. Vilella tendeva a mettersi molta, troppa pressione. “Ti dicono: hai 23-24 anni, perché non sei ancora arrivato in alto? È gente che non sa niente di come funziona il tennis, però ti porta a vivere il tennis con molto più stress”. Per avere un'idea, basta rivedere la reazione dopo la sconfitta contro Brkic al Challenger di Shymkent: racchetta sbattuta cinque volte per terra e poi lanciata verso il telone mentre l'arbitro sta ancora scandendo “game, set and match”.

Pochi secondi diventati virali, che offrono l'immagine di un evidente sfogo da frustrazione ma non raccontano tutto di un giocatore alla ricerca di un punto di equilibrio. Dall'intervista a Punto de Break dello scorso aprile, emerge l'immagine di un tennista a cui piace quel che fa ma non considera la sua professione come l'ossessione della vita, che si ritaglia una dimensione extra-tennis come una camera di decompressione, che in un certo senso sembra aver contenuto le ambizioni per ridurre le tensioni, più orientato alla ricerca di una serenità complessiva di vita che lanciato all'inseguimento spasmodico di un successo con il rischio collaterale di maggiori delusioni e attimi fugaci di passeggera felicità. Viveva il tennis attraverso emozioni forti quanto estreme, saltava lo spettro intermedio. Ha toccato il fondo della sua provvisorietà e ridefinito i confini delle possibilità.

La forza tranquilla di Jannik Sinner, quell'apparenza di controllo inscalfibile, di impassibile convinzione, di fronte all'ondeggiar del match può costituire un fattore contro un avversario che invece esprime la competitività nei colori accesi delle contrastanti passioni. Contro Galovic, Sinner ha servito invano per il secondo set sul 5-3, ha mancato due set point prima di chiudere al tiebreak, ha cancellato due match point sotto 2-5 nel terzo e due palle break nell'ultimo punto della partita. Teoricamente, arriva all'appuntamento con la storia comunque più fresco di Vilella, proiettato verso l'alto e non verso una confortevole stasi. Lo spettacolo, a questo punto, deve ancora cominciare.

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angelo guarascio
23 agosto 2019

go sinner