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Campioni nazionali

Berrettini prudente, rientro rimandato

L'azzurro non si sentiva ancora a posto dopo l'infortunio alla caviglia. Ha effettuato l'allenamento poi, d'accordo con Vincenzo Santopadre, ha deciso precauzionalmente di aspettare ancora una settimana e tornare a Cincinnati.

di | 06 agosto 2019

Una scelta precauzionale. Matteo Berrettini sta bene ma ha scelto di non rischiare. Si è infatti cancellato dal tabellone del Masters 1000 di Montreal dopo l'allenamento, in accordo con il tecnico Vincenzo Santopadre. Sta bene l'azzurro, ma ha preferito una maggiore prudenza. Rientrerà dunque a Cincinnati. Berrettini avrebbe dovuto affrontare al primo turno Feliciano Lopez: al suo posto, giocherà l'australiano John Millman. 

Berrettini non gioca dall'ottavo di finale di Wimbledon contro Roger Federer. Dopo la lezione subita, per cui scherzosamente aveva chiesto il prezzo allo svizzero, si è fermato per una distorsione alla caviglia destra in allenamento. Uno stop che l'ha frenato dopo una stagione sull'erba da rivelazione con il titolo a Stoccarda, la semifinale a Halle e il primo ottavo di finale Slam.

L'infortunio gli ha impedito di giocare a Gstaad per confermare il titolo vinto l'anno scorso, il primo in carriera nella memorabile finale tutta dritti pesanti e palle corte contro Roberto Bautista Agut. Berrettini contava di recuperare in tempo per i due Masters 1000 statunitensi in modo da avvicinarsi al meglio all'ultimo Slam della stagione, lo US Open.

Già da Cincinnati, Berrettini avrà grandi occasioni di guadagnare posizioni in classifica. Da qui a fine stagione, infatti, difenderà appena 115 punti: dieci per l'eliminazione al primo turno allo Us Open, 65 che derivano dall'ottavo di finale a Pechino, altri 40 per i due ottavi a San Pietroburgo e Chengdu.

Proprio sul duro Berrettini mostra evidenti margini di progresso. Nel circuito maggiore, infatti, ha vinto appena il 39% di partite giocate su questa superficie che pure, soprattutto all'aperto, potrebbe consentirgli di esprimere al meglio il suo tennis insieme potente e creativo. Ma finora ha fatto meglio, in termini di successi totali e di percentuale di vittorie, sulla terra e sull'erba: il duro rimane anche l'unica superficie su cui non abbia ancora vinto titoli nel circuito maggiore.

Berrettini, che invece sul duro ha conquistato due titoli Challenger, ha di fronte una nuova sfida in questa parte finale di stagione. Con un livello consolidato nei tornei ATP 250 e 500, il numero 2 d'Italia e numero 26 del mondo ha vinto solo sette partite su 14 negli Slam e tre su dieci nei Masters 1000, tornei in cui ha raggiunto al massimo gli ottavi di finale quest'anno agli Internazionali BNL d'Italia, sconfitto da Diego Schwartzman in un pomeriggio di nervosismo e frustrazione.

Berrettini, numero 12 nella Race, ricava non più del 23% di punti stagionali da Masters 1000 e Slam. Nella fascia di giocatori compresi tra l'undicesima e la ventesima posizione, solo Nick Kyrgios che ottiene meno, appena il 13%: peraltro la quasi totalità dei punti stagionali dell'australiano dipendono dai due titoli negli ATP 500 di Acapulco e Washington.

Numeri che confermano il margine di progresso di Berrettini, dodicesimo miglior giocatore per rendimento al servizio nelle ultime 52 settimane nel ranking ATP. E fanno aumentare le speranze per un finale di stagione in ascesa già a partire da Cincinnati. In Ohio, Berrettini non ha mai giocato in carriera. La prima volta potrebbe trasformarsi in un nuovo inizio per una stagione da ricordare.

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