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Campioni nazionali

Caruso show, e l'Italia fa 13

Salvatore Caruso ha conquistato la sua prima semifinale ATP, la tredicesima per l'Italia quest'anno. Un piccolo passo per il siciliano, un grande balzo verso la top 100

di | 20 luglio 2019

Salvatore Caruso festeggia il suo personale Moonday con qualche ora d'anticipo. Mentre il mondo celebra i cinquant'anni dall'allunaggio, dal piccolo passo per l'uomo ma grande per l'umanità, Caruso accende per la seconda volta la notte di Umag e si gode la prima semifinale ATP.
E' un grande passo per il ventiseienne di Avola, che in Croazia si è qualificato, ha eliminato Corentin Moutet, l'imprevedibile mancino francese in cerca d'autore e di continuità, e Borna Coric, primo top 20 battuto in carriera, prima del quarto di finale contro Facundo Bagnis. Ha dominato l'argentino mentre la sera lasciava il posto a una notte di musica e tifo. Ha continuato a incitarsi mentre l'avversario perdeva la calma e la presa sulla partita. Umag diventa il torneo delle prime volte: è il primo in cui sia riuscito a dare due 6-0 nel circuito maggiore (a Moutet e Bagnis).

Ha vinto otto delle ultime dieci partite giocate sul rosso e sette delle ultime dieci contro mancini. La prossima può aprire ulteriori e inesplorati orizzonti. Di fronte c'è Dusan Lajovic, il finalista di Montecarlo, che ha completato la seconda rimonta della stagione e e battuto Aljaz Bedene per la quinta volta in cinque incontri. Vincere vorrebbe dire giocarsi la prima finale nel circuito maggiore ed entrare tra i primi 100 del mondo. 
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La top 100 è a un passo

L'orizzonte di Caruso, che comunque vada migliorerà il best ranking e salirà intorno alla posizione numero 104 anche in caso di sconfitta in semifinale, ha iniziato a cambiare al Roland Garros. La vittoria su Gilles Simon, gli allenamenti con Roger Federer, il terzo turno contro Novak Djokovic pavimentano la via verso una diversa consapevolezza, verso la certezza di appartenere a quel mondo. La top 100, diceva allora alla Gazzetta dello Sport, rimane il primo traguardo, quello che può orientare le scelte e le prospettive.

"Salvo", che si riconosce una caparbietà ai confini della testardaggine e oltre, la sua strada l'ha scoperta per caso e l'ha percorsa con la convinzione delle proprie idee, forte di un incontro di quelli che cambiano la vita. Comincia tutto con un volantino, un foglio trovato senza essere cercato, e qualche volta se ne sarà anche pentito. Ha sei anni, prende le prime lezioni, poi la passione si fa seria. A sedici anni il patto con la famiglia, con papà Vincenzo, che ha un negozio di intimo, e mamma Michelina, che è insegnante. "Mi avrebbero aiutato nel tennis soltanto dopo aver preso il diploma, perché quel pezzo di carta poteva servire" ha raccontato. 

I primi successi

Dopo la scuola, per sicurezza si iscrive a Scienze Motorie a Roma. Il suo percorso, però, non conosce deviazioni. Anche perché accanto c'è Paolo Cannova, il coach con cui lavora da quando era solo un 2.5 senza punti ATP. Professionista dal 2009, nel 2016 ha partecipato per la prima volta agli Internazionali BNL d'Italia grazie a una wild card: perderà contro Nick Kyrgios. Anche il primo Slam scivola via in fretta, come un'emozione non goduta appieno: gioca l'ultimo turno di qualificazioni domenica, debutta nel main draw il giorno dopo. E poi via, perché alla fine di un viaggio c'è sempre un viaggio da ricominciare. Vince il primo Challenger a Firenze, in finale su Garin, e il tempo prende velocità. Quella velocità che lo appassiona: gli piace la Formula 1, vorrebbe prendere la patente per le moto e magari guidare la Suzuki del padre, ma per quello probabilmente dovrà aspettare la fine della carriera.

L'Italia s'è desta

A Umag potrebbe superare, arrivando in finale, i 300 mila dollari di montepremi in stagione. Ma i soldi, ha detto, servono soprattutto a rispettare se stessi. A rispettare la strada che da Avola antica, che chiamano la Montagna, dove ancora vive quando non è in giro per tornei, si apre verso il mondo.

Con la prima di Caruso in Croazia, che certifica anche il valore del lavoro dei maestri siciliani negli ultimi anni, diventano tredici le semifinali ATP con un azzurro in campo nel 2019. Solo Francia (21), Spagna (17) e Serbia (14) hanno totalizzato più piazzamenti in semifinale nel circuito maggiore dell'Italia, che però rimane insieme alla Francia la nazione che ha vinto più titoli dall'inizio dell'anno (5). E' l'Italia che va, a piccoli passi o balzi giganti, verso obiettivi ogni volta più grandi. Caruso, però, non vuole mica la luna. Chiede soltanto di andare magari in finale e poi si vedrà.
SEMIFINALI ATP 2019 (al 20 luglio)

21 - Francia
17 - Spagna
14 - Serbia
13 - Italia, Usa
11 - Argentina
9 - Canada
7 - Svizzera
6 - Grecia, Russia
5 - Germania, Austria, Cile
4 - Belgio, Gran Bretagna, Australia
3 - Moldavia, Croazia, Uruguay, Giappone
2 - Kazakistan, Repubblica Ceca, Ungheria, Norvegia
1 - Slovenia, Colombia, Georgia

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