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Campioni internazionali

Maria e Caroline, la nuova vita delle blond girls - Video

Nel 2020 hanno salutato il tour due ex regine bionde del tennis mondiale, e lo hanno fatto a modo loro: Sharapova ha scelto come palcoscenico il web con un video postato su Vogue e Vanity Fair, Wozniacki ha detto addio sulla Melbourne Arena. Del ritiro della russa e della danese si è parlato anche a “2020 Reloaded”, l’appuntamento delle 21 su SuperTennis

di | 02 dicembre 2020

Sharapova e Wozniacki a Madrid nel 2015 (foto Getty Images)

Sharapova e Wozniacki a Madrid nel 2015 (foto Getty Images)

Una algida, l’altra solare. Entrambe belle, alte e bionde hanno salutato il tour mondiale a pochi giorni l’una dall’altra: Sharapova il 26 febbraio, Wozniacki il 24 gennaio. In carriera si sono affrontate in 11 occasioni con un bilancio favorevole a Maria per 7 a 4. Diverse per personalità e stile di gioco, sia la russa che la danese hanno avuto padri, Yuri e Piotr, che hanno da sempre creduto che potessero arrivare al top. Ma diverse anche per gli impegni ai quali si sono dedicate dopo il ritiro: il business più vario Maria, la famiglia e la sensibilizzazione verso le problematiche create dall’artrite reumatoide Caroline (del ritiro di Sharapova e Wozniacki si è parlato nella terza puntata di “2020 Reloaded” su SuperTennis).

Maria Sharapova a Roma

Inarrestabile Maria Sharapova, come il titolo della sua autobiografia (“Unstoppable: my life so far”), uscita a settembre 2017, a poche settimane dal rientro nel tour dopo la squalifica di 15 mesi per aver assunto Meldonium (se pur “in buona fede” secondo la sentenza). Infatti nemmeno quell’onta era riuscita a scalfire la popolarità della bella siberiana, classe 1987.

“Masha” non è soltanto una campionessa che è riuscita ad arrivare al numero uno del ranking - posizione difesa complessivamente per 21 settimane - e a completare il Career Grand Slam. Ma è anche un’icona dello star system e una regina del glamour, e soprattutto una grande promotrice di sé stessa.

“E’ importante fare sogni e farli grandi, altrimenti è difficile alzarsi la mattina”, questa è la sua filosofia. Tutto è cominciato la notte che papà Yuri e Maria, che ha solo 9 anni, arrivano all’Accademia di Bollettieri, in Florida.

Nessuno li sta aspettando, sono partiti dalla Russia con appena 700 dollari e non parlano una parola d’inglese. Ma tra tante incognite c’è una certezza: quella bimba alta e bionda sarà una regina del tennis mondiale.

Maria Sharapova dopo aver battuto Serena Williams nella finale di Wimbledon 2004

E così è stato: Maria è diventata una delle atlete più famose e pagate nella storia dello sport. A 17 anni ha vinto Wimbledon battendo Serena Williams (una delle due volte in 22 sfide in cui le è riuscito) e a 18 è diventata per la prima volta numero uno WTA (era il 22 agosto del 2005).

In carriera ha vinto 36 tornei tra cui 5 Slam - Australian Open 2008, Roland Garros 2012 e 2014, Wimbledon 2004 ed Us Open 2006 - e ha giocato altre 23 finali. L’ultimo successo è stato a Tianjin, a ottobre 2017 (l’unico trofeo conquistato dopo la squalifica), in finale contro Sabalenka.

“Maria!, I've just met a girl named Maria, And suddenly that name Will never be the same …” (“Maria, ho appena incontrato una ragazza che si chiama Maria, ed improvvisamente quel nome non sarà mai più lo stesso”). Così canta il protagonista del musical “West Side Story”. Piaccia o no, la Sharapova ha cambiato le regole: una sportiva brava e famosa, oltretutto innegabilmente bella, può diventare una donna d’affari di successo.

Per l’autorevole rivista “Forbes”, è stata lei l’atleta donna più pagata al mondo per diverse stagioni, ma la cosa curiosa è che ha sempre guadagnato molto più fuori del campo da tennis che dentro.

Oltre alle collezioni di abbigliamento per la casa che l’ha sempre sponsorizza (e della quale è stata stilista) a quelle di accessori tra i più vari, ai servizi fotografici di ogni tipo sulle riviste patinate, nel 2013 “Masha” ha lanciato anche una linea di caramelle giganti, decisamente ipercaloriche, “Sugarpova”, alla quale nel 2017 ha affiancato pure una linea di cioccolatini.

Anche il versante “rosa” di Maria ha sempre fatto notizia. Dalle accuse di essere un po’ ”fredda” rivoltele da Adam Levine, frontman dei Maroon 5 (un vero gentleman …), al fidanzamento - con tanto di mega brillante - con il cestista serbo Sasha Vujacic, alla “liason” con il bulgaro Grigor Dimitrov, di cinque anni più giovane, chiusa a luglio 2015. Fino all’ultimo (?) fidanzato attribuitole, il 41enne milionario britannico Alexander Gilkes. 

L’essere sempre, costantemente, sotto i riflettori è la conseguenza della sua enorme popolarità: 15 milioni e mezzo di fan su Facebook ai quali si aggiungono oltre 8 milioni e mezzo di follower su Twitter e i 4 milioni su Instagram.

Lo sguardo magnetico della "tigre" siberiana

I 15 anni da star di Maria Sharapova

E una ragazza che da sempre ha vissuto in prima pagina il 26 febbraio sceglie il web per annunciare il ritiro, attraverso un video pubblicato sui siti di Vogue e Vanity Fair in cui legge una lettera piena di emozionanti ricordi.

Una decisione che Maria maturava già da un po’ (complice un altro delicato intervento alla spalla e la successiva riabilitazione) anche se si era data un’ultima chance scegliendo Riccardo Piatti come coach per provare ad essere di nuovo quella campionessa che disegna il campo con le sue accelerazioni. Ma il match d’esordio agli Australian Open perso nettamente contro Vekic aveva dimostrato che non era più possibile.

“Nel dare la mia vita al tennis, il tennis mi ha dato una vita - dice Sharapova nella lettera - … mi mancheranno l’allenamento e la mia routine quotidiana: svegliarsi all’alba, allacciare la scarpa sinistra prima della destra e chiudere il cancello del campo prima di colpire la prima palla…. Mi mancheranno le altre giocatrici che, lo sapessero o meno, mi hanno spinto a fare del mio meglio”.

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La danese vincitrice della WTA Final 2017

UNA DANESE CHIAMATA 'SUNSHINE'

Un soprannome, “Sunshine" (“luce del sole”, coniato da Brad Gilbert e riferito al suo sorriso aperto), che è diventato iconico per Caroline Wozniacki, classe 1990.

Ritornando al gioco delle parole cantate, quelle per raccontare la tennista danese potrebbero essere “Ain’t no sunshine when she’s gone, It’s not warm when she’s away” (“Manca il sole da quando se n’è andata, non fa più caldo da quando lei è via”), canzone scritta da Bill Withers ed inserita tra l’altro nella colonna sonora del film “Notting Hill”.

Anche se non quanto la sua rivale, pure Caroline è stata un’icona di femminilità e sportività, divertendosi spesso a posare come modella, come dimostrano le patinatissime foto in costume da bagno pubblicate per quattro anni di fila, dal 2015 al 2018, sul celebre supplemento “Swimsuit” del magazine “Sports Illustrated”.

La sua avvenenza le ha permesso già nel 2009, l’anno dell’esplosione, di indossare per prima in assoluto agli Us Open una linea di out-fit Adidas griffati Stella McCartney.

Caroline posa per “Sports Illustrated”

Proprio a New York infatti “Caro” ha raggiunto la sua prima finale Slam arrendendosi soltanto a “mamma” Kim Clijsters.

Per sollevare il suo primo, ed unico, trofeo Major agli Australian Open 2018, superando Simona Halep, avrebbe però dovuto perdere un’altra finale a Flushing Meadows (nel 2014, contro Serena), aspettare quasi nove anni ed annullare un paio di match-point (al 2° turno contro la croata Fett)….

Una carriera la sua con parecchi alti ma anche con diversi bassi. Per lei 30 titoli in singolare - compreso il già citato trofeo Slam conquistato a Melbourne e quello vinto alle WTA Finals di Singapore nel 2017 - ed altre 25 finali: l’ultimo acuto a Pechino 2018, l’ultima finale disputata a Charleston 2019.

Vera poliglotta - parla polacco (la lingua di famiglia visto che mamma e papà sono nati in Polonia), danese, inglese ma anche francese, russo e un po’ di spagnolo -, è diventata per la prima volta regina del tennis mondiale l’11 ottobre del 2010, ad appena vent’anni, e ha difeso la corona fino al 30 gennaio 2012. E’ poi risalita sul trono una seconda volta dopo il trionfo australiano per altre quattro settimane (portando a 71 il totale complessivo).

Anche la vita sentimentale di Wozniacki ha fatto notizia. Soprattutto quando “Caro” è stata mollata dal fuoriclasse irlandese del golf Rory McIlroy a partecipazioni di nozze già spedite, proprio alla vigilia del Roland Garros 2014. Un colpo che la danese ci ha messo un bel po’ ad assorbire.

Il finale del diritto di Caroline Woznicki, un colpo molto costruito sul quale ha dovuto lavorare per tutta la carriera

Ottimo rovescio bimane e un gran senso della risposta, oltre alla capacità di rimandare dall’altra parte qualsiasi palla come un muro, hanno permesso a Caroline di guadagnare oltre 35 milioni di dollari in soli montepremi grazie soprattutto ad un fisico da sportiva nata.

A riprova il tempo, assolutamente competitivo (3 ore 26’ e 33”), con il quale nel novembre 2014 ha portato a termine la maratona di New York. Accolta a braccia aperte al traguardo da Serena Williams.

Serena festeggia Caroline alla Maratona di New York 2014

Il carattere solare è infatti quello che ha permesso a “Caro”, nonostante la rivalità, di instaurare un autentico e sincero rapporto di amicizia con la più forte tennista di tutti i tempi con la quale ha condiviso tanto, soprattutto fuori dal tennis.

Ed è stata proprio Serena a farle da damigella quando, 15 giugno 2019 nell’esclusiva tenuta di Castiglion del Bosco, vicino Siena, ha sposato un altro super sportivo, David Lee, ex cestista NBA.

Ha scelto di dire basta ancora giovane Caroline: il 6 dicembre 2019, poco più di un anno dopo aver rivelato di soffrire di artrite reumatoide (diagnosticata alla vigilia degli Us Open 2018), ha annunciato il ritiro, scegliendo di farlo però dopo Melbourne: “Ho giocato a livello professionistico da quando avevo 15 anni…ho raggiunto sul campo tutto quello che avrei mai potuto sognare…. Nei mesi scorsi ho realizzato che ci sono molte più cose che vorrei nella vita: sposarmi con David è stata una di queste…così come continuare a viaggiare e aiutare la ricerca sull’artrite reumatoide”. 

Il gran finale doveva essere la sfida negli ottavi degli Australian Open contro Serena Williams che il sorteggio aveva apparecchiato ed invece al terzo turno è stata la tunisina Ons Jabeur a mettere la parola fine alla carriera della Wozniacki (curiosamente anche Serena usciva di scena per mano della Wang).

“Scusate, di solito non piango!”, ha detto commossa tra gli applausi del pubblico durante il saluto di rito. Prima di sorridere, come sempre.

Caroline Wozniacki con il padre allenatore Piotr e il marito David Lee

2020 RELOADED - GUARDA LA TERZA PUNTATA:  Il saluto delle regine (Sharapova e Wozniacki)

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IL TEMA DEL GIORNO

"2020 Reloaded" vi consentirà di ripercorrere con cadenza quotidiana i momenti chiave della stagione appena conclusa: dalle imprese azzurre ai record di Djokovic e Nadal, dal ritorno di Azarenka alle sfide di Osaka, dall’assenza di Federer alla crescita di Sinner.

Trentadue racconti testuali al mattino sul nostro sito, trentadue appuntamenti televisivi, ogni sera alle 21 a partire da lunedì 30 novembre per approfondire, riflettere, rivivere con SuperTennis le grandi emozioni di questo anno unico e, a suo modo, indimenticabile.

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