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Campioni internazionali

Draper, il detective mancato lancia la sfida a Nadal: "Un'occasione speciale"

Il britannico Jack Draper affronta il campione in carica Rafa Nadal in un imperdibile primo turno all'Australian Open. Conosciamo meglio il Top 50 che ha guadagnato più posizioni nel 2022

di | 15 gennaio 2023

"Sarà un'occasione speciale" ha detto Jack Draper quando ha conosciuto il nome del suo primo avversario all'Australian Open 2023. Il britannico numero 40 del mondo, il Top 50 che ha guadagnato più posizioni nel ranking ATP nel 2022, inizierà il suo cammino nel primo Slam della stagione contro Rafa Nadal, che l'anno scorso ha vinto l'Australian Open per la seconda volta diventando uno dei soli quattro giocatori capaci di trionfare almeno in due occasioni in tutti i major.

"La mia carriera è ancora giovane, è grandioso poter vivere esperienze così, affrontare Rafa in un grande stadio - ha aggiunto -. Ma voglio fare il meglio possibile". Non si accontenta di esserci, dunque, vuole provare a vincere. Ma certo non sarà un'impresa da poco contro il maiorchino, il campione Slam più titolato di sempre.

Mancino come Nadal, che ha vinto 114 partite e ne ha perse 17 contro avversari che impugnano la racchetta con la mano sinistra, Draper ha ottenuto i primi successi a livello ATP solo nel 2022. La svolta è arrivata in estate, in Nord America. A Montreal ha centrato la prima vittoria su un Top 10, Stefanos Tsitsipas, e si è spinto ai quarti di finale. Poi allo US Open ha sorpreso Felix Auger-Aliassime. Con questi risultati ha costruito la strada verso la Top 50 e il debutto alle Intesa Sanpaolo Next Gen ATP Finals.

Ma non si monta la testa. "Il tennis è una piccola bolla, ed è facile restare imprigionati nelle pressioni e nelle sfide quotidiane, nella successione di vittorie e sconfitte - ha detto -. Sto imparando come divertirmi un po' di più. In fondo sono nel circuito solo da sei mesi, sto ancora imparando giorno dopo giorno come posso essere più continuo dal punto di vista tecnico, fisico e mentale".

Affascinato dai polizieschi, detective mancato, della sua ancor giovane carriera apprezza particolarmente la possibilità di conoscere il mondo. "Penso di essere stato in più di cinquanta nazioni, non ho tenuto il conto" ha detto a Milano in un'intervista pubblicata sul sito dell'ATP, in cui ha confessato anche di essere un pessimo giocatore di carte. 

Andy Murray: "Draper è un top player"

Ha conosciuto tutte le strade del mondo, Draper, come il numero 1 britannico Cameron Norrie, che è nato a Auckland e ha studiato negli Stati Uniti, e come l'ex numero 1 del mondo Andy Murray. Lo scozzese ne ha parlato come di "un top player, anche se ha solo vent'anni e nelle ultime stagioni non ha giocato tanto".

Nel suo tennis, ha spiegato Murray, "non vedo grandi debolezze. Serve bene, risponde bene e non è sempre facile per un giocatore con il suo fisico", 193 centimetri per 85 chili secondo la scheda per l'ATP. "Si muove anche bene, ha un rovescio solido da fondo. Commette raramente errori gratuiti da quella parte, e di diritto gioca con molto spin - ha aggiunto Murray -, ma quando ha tempo per caricare il colpo, il suo diritto diventa molto pesante".

Coach Trotman: "Ha un grande desiderio di vincere"

Oltre ai muscoli c'è di più, c'è una testa ben pensante sopra le spalle larghe. Un mix prezioso, ulteriormente forgiato da ottobre 2021 dal suo attuale coach, James Trotman, che in virtù del suo precedente ruolo con la LTA, la federazione britannica, lo conosceva già da diverso tempo.

"Fin da giovane, mi hanno colpito diverse cose di lui: era desperate to win, non sempre lucido nelle scelte, emotivamente poteva fare il pugnetto alla e poi spaccare la racchetta il punto dopo, ma era incrdibile come stava in campo. Era piccolo, non cresceva e aveva sviluppato un tennis da contrattaccante. Adesso ha un fisico decisamente più possente e deve gestire la potenza che riesce a generare" ha detto a Jill Craybass in un'intervista per il podcast ufficiale dell'ATP.

Jack Draper, l'erede dei grandi brits

Un fisico già provato da una serie già piuttosto lunga di infortuni. "Ho avuto tanti problemi fisici e questo ti fa mettere le cose in prospettiva - ha detto -. Passavo tanto tempo a casa, con la voglia di essere invece in campo, e non era facile sapendo che avrei potuto fare progressi e invece ero costretto a non fare niente". 

Se nel 2020 a fermare la sua possibile ascesa ci si è messo il Covid che ha bloccato tutto il circuito da marzo a ottobre, nel 2021 ha saltato la seconda metà della stagione dopo aver passato un paio di turni al Queen's e tolto un set a Djokovic a Wimbledon. "Mi sono rotto i legamenti della caviglia sulla terra rossa, dopo la stagione sull'erba - ha spiegato -. Allora mi sono detto che avrei dovuto smettere di pensare alla classifica e concentrarmi solo su come stare bene e rimanere integro fisicamente più a lungo. E' per questo, credo, che sono arrivato dove sono adesso".

Per il 2022, coach Trotman si era dato due obiettivi nel lavoro con Draper: "mantenere il suo fisico sano e dargli gli strumenti per giocare a un livello da top 100. Finire la stagione top 50 è stato incredibile". Ma è soltanto un nuovo punto di partenza. Il capitano Jack è pronto a salpare verso obiettivi ogni volta più grandi.

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