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Terrore a Vienna. Massu: "Ho avuto paura, ma sto bene"

Lunga notte di terrore a Vienna. Un commando composto da almeno quattro persone ha scatenato sparatorie in sei punti diversi della città. "Siamo rimasti otto ore chiusi per precauzione in un ristorante, molto vicino a uno degli attacchi" scrive su Twitter Nicolas Massu, coach di Dominic Thiem.

03 novembre 2020

Alle otto della sera di un lunedì fino a quel punto normale, Vienna precipita nel terrore. Intorno alle venti della sera di lunedì 2 novembre, un commando terrorista composto da almeno quattro persone ha sparato i primi colpi vicino la principale sinagoga della città. Secondo i media locali, ulteriori sparatorie sarebbero avvenute in sei punti diversi della città. Non è stata confermata la notizia secondo la quale il gruppo avrebbe preso con sé degli ostaggi in un ristorante giapponese. Le sparatorie si sono concentrate in un quartiere centrale della città, spiegano i media locali, pieno di locali e di ristoranti. In uno di questi, era a cena Nicolas Massu, coach cileno di Dominic Thiem.

"Le forze speciali sono sulle tracce dei terroristi", ha detto subito dopo l'attacco il ministro degli interni Karl Nehammer alla tv Orf, come riporta l'Ansa. Uno degli attentatori, armato con un fucile d'assalto, è stato ucciso, ha confermato il ministro. "Aveva una cintura esplosiva", ha detto la tv austriaca Orf. Falsa, secondo la polizia.  Un primo bilancio all'alba parla di quattro morti, compreso l'attentatore, e 17 i feriti di cui sei gravi. 

Gli attentatori che fanno parte del commando, partiti dalla Seitenstettengasse "hanno iniziato a sparare a caso nei vicini locali", ha detto il sindaco di Vienna Michael Ludwig alla tv Orf. Da lì si sono spostati in altre zone del centro, lasciando una scia di sangue.

Intorno alle 23 Massu, coach di Dominic Thiem, rimasto a Vienna dopo la conclusione dell'ATP 500, su Twitter poco dopo le 23, racconta su Twitter di essere suo malgrado nel cuore dei drammatici eventi.

"Sono nel centro di Vienna, molto vicino alla zona dell'attacco" ha comunicato il cileno. "Ci tengono dentro un ristorante, aspettando di capire quando possono farci uscire da qui". Centinaia i messaggi di sostegno e di incoraggiamento per l'ex top 10. Tra i tanti, scrive anche l'ambasciata cilena in Austria, attraverso il suo profilo ufficiale, che ha annunciata di essersi attivata a beneficio di tutti i connazionali presenti nella capitale austriaca.

A tarda notte, alle 2.21, Massu può comunicare il suo sollievo. "Sono tornato in hotel, sto bene nonostante una grande paura" scrive. Nel ristorante, spiega, "ci hanno tenuto per otto ore, per precauzione. Grazie a tutti per i messaggi affettuosi".

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