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Campioni internazionali

A tu per tu con Samsonova: "Obiettivo Top 10 in due anni"

Intervista alla russa che fin da bambina ha vissuto in Italia. L'abbiamo incontrata al Forum Sport Center di Roma dove si è allenata durante la settimana finale di Wimbledon

di | 16 luglio 2022

Un 2022 di adattamento, un futuro di grandi ambizioni. "Sogno la Top 10 in due anni" ci racconta Ljudmila Samsonova, numero 56 del mondo. La russa, che ha vissuto in Italia fin da quando era bambina, si è allenata per qualche giorno a Roma durante la seconda settimana di Wimbledon. Un torneo che non ha potuto disputare, per la scelta degli organizzatori di escludere russi e bielorussi, vinto alla fine da Elena Rybakina nata a Mosca ma diventata kazaka nel 2018. "Non l'ho guardato, nemmeno una partita" ammette Samsonova.

La incontriamo al Forum Sport Center di Roma, dove si è allenata grazie ai buoni uffici di Mauro Ricevuti, volto familiare agli appassionati di SuperTennis, consulente sportivo all'interno di questa autentica città dello sport della Capitale. Esteso per 110 mila metri quarti, il Forum contiene 18 campi da tennis di cui tre coperti, quattro da padel, 14 palestre fitness, altre quattro all'aperto, una di arrampicata, 5 piscine, campi di calcetto, calciotto e beach volley. Una piccola c

Dopo il soggiorno non previsto a Roma, dove ha ritirato il visto per gli USA (dopo che in un primo tempo le avevano detto di andare a Malta) Samsonova è partita per la sua casa nel Principato di Monaco dove resterà fino al 26 luglio, prima di giocare cinque settimane in America. Una parte di stagione che si concluderà con lo US Open, l'ultimo Slam in calendario. Sarà una prova importante, il primo senza coach Daniele Silvestre con cui non lavora più dallo scorso aprile. "Adesso mi segue Danilo Pizzorno, che ci sarà sempre di più - ci spiega -. Quando lui non c'è mi aiutano il mio fidanzato e mio padre per la parte atletica".

"IL 2022 UN ANNO DI ADATTAMENTO E SCOPERTA"

La tua esplosione è iniziata a Berlino l'anno scorso con il primo titolo WTA. Quest'anno ci sono state belle conferme come gli ottavi a Indian Wells o la semifinale a Stoccarda. Come ti giudicheresti in questa prima metà del 2022?
"In crescita. Ho imparato tante cose, ho preso anche qualche batosta. E' stato un anno di adattamento fino ad ora. Fino all'anno scorso tante avversarie non mi conoscevano. Ora hanno iniziato a capirmi e studiarmi. Ovvio che devi migliorarti sempre di più perché quello che facevi prima non ti basta più. Poi non parti più dalle qualificazioni, il livello si è alzato. Non ero abituata. Sto cercando un equilibrio".

Quanto è difficile abituarsi a giocare tornei sempre più importanti e ad affrontare avversarie settimana dopo settimana avversarie di livello più alto?
"Cambiano gli allenamenti, cambiano ovviamente gli obiettivi. Ma devi essere soprattutto fortunata nel team che lavora con te. Serve un team che abbia l'asticella sempre alta e che abbia esperienza. Un team che ti sappia guidare e spingere fino a tuoi limiti. Perché ti faranno sempre notare quello che ti serve per diventare quello che vuoi".

Ti sei definita una giocatrice "super aggressiva": dove sei intervenuta e dove vuoi intervenire per completare questa evoluzione?
"Sicuramente l'impatto di un tecnico come Danilo Pizzorno per me è fondamentale. Con lui lavoriamo tanto sulla tecnica perché secondo lui, e secondo me, lavorando sulla tecnica puoi alzare il tuo livello. Poi la tecnica va sempre combinata con la tattica".

Qual è la parte del tuo gioco di cui vai più fiera e l'aspetto su cui credi di poter migliorare di più?
"Son contenta del mio servizio. Posso migliorare sicuramente sulle rotazioni, ci sto lavorando per capire come sfruttare il mio tennis anche sulle superfici più lente, restando sempre una giocatrice aggressiva ma con un po' più di margine".

Ci sono cose che hai scoperto o capito con Danilo e che magari prima non avevi realizzato del suo gioco?
"Assolutamente sì, è una continua scoperta. Anno dopo anno scopro cose nuove. L'anno scorso mi definivo super-aggressiva, quest'anno però ho capito di avere anche altre armi. A volte rimango sorpresa da me stessa, da quello che so fare"

"LA SFIDA CON SWIATEK HA CAMBIATO TUTTO"

A proposito di sorprese, che effetto ti ha fatto la sfida contro Iga Swiatek a Stoccarda? A lungo sei rimasta l'ultima ad averle tolto un set...
"Durante la partita, ho pensato 'Luda puoi vincere'. E un po' il braccio ha tremato. Analizzando la partita dopo la sconfitta, ho capito che avevo giocato alla pari contro una giocatrice imbattuta. Ho provato delle emozioni fortissime, me la ricordo benissimo quella partita. Onestamente non mi aspettavo di giocare così".

Possiamo dire che quella è stata un po' la partita della svolta?
"Sì. Dopo la partita ho scritto un messaggio a Danilo: 'Io voglio arrivare là'. Non dico il numero, non voglio dirlo, ma lì in alto. Tutto grazie a quella partita che mi ha dato una consapevolezza incredibile. Poi ho imparato anche che non è una cosa immediata. Ero tutta carica, poi magari perdi due o tre partite, che ci sta, è normale, e a quel punto devi essere brava a non mettere tutto in discussione. Quella partita è stata un test, ha dimostrato che posso giocare a quel livello per mantenerlo con continuità mi serve tempo".

C'è una superficie su cui pensi di rendere di più? 
"L'anno scorso ti avrei detto erba. Ma ora credo che posso giocare bene ovunque. Certo, fra terra e cemento ti dico cemento, ma posso fare bene anche anche sulla terra indoor che mi piace molto. Devo però migliorare certi aspetti, perché più sali di livello e più ti fanno notare i tuoi limiti: è normale".

Iga Swiatek e Liudmila Samsonova a Stoccarda (Foto Getty Images)

"NELLA WTA DI OGGI SOGNARE IN GRANDE E' PIU' FACILE"

In questo momento, a parte Swiatek, nel circuito femminile le altre sono tutte molto vicine. Questa incertezza rende più facile ambire al vertice o più difficile arrivarci?
"Secondo me ti viene più naturale ambire. Poi è difficile uguale, secondo me. Ma un pensiero del tipo 'se ce l'ha fatta lei, posso farcela anche io' ti passa per la testa. E in tante adesso vogliono provarci perché ti senti più vicina"

Perché secondo te nel circuito WTA vediamo così tante giocatrici di vertice dell'Est Europa?
"Non lo so. Potrei dirti per la disciplina, ma ce l'hanno anche in America. Non so se è la scuola che ti indirizza di più al tennis. Penso che in Repubblica Ceca i bambini, o magari le bambine, le portino subito al tennis"

Nel tuo caso, come ti sei avvicinata al tennis?
Ho vissuto dieci anni in Val d'Aosta. Non c'erano grandi possibilità di fare sport. I miei genitori però volevano che facessi qualcosa. Quando avevo sei anni mia madre ha trovato su Internet un circolo e mi ha portato. Ho provato, mi è piaciuto e ho continuato"

Fuori dal campo che cosa ti piace fare, che cosa guardi, che musica ascolti?
"Mi piacciono molto le serie tv, la musica rap in tutte le lingue, italiano, russo, francese. Mi piace colorare, dipingere. Mi piace anche cantare, vado anche matta per gli animali ma non ho tempo per prendermene cura".

"GUARDARE IL TENNIS IN TV MI ANNOIA"

Quando non lo giochi, il tennis lo guardi in tv o ti annoi?
"Onestamente non lo gurado molto e so che dovrei, ammetto. Faccio fatica, guardo di più gli highlights"

Cambieresti qualcosa a livello di regolamento per renderlo più interessante per te che lo giochi?
"Sicuramente la durata, è la prima cosa. Quando rivedo in replica le mie partite, e devo farlo, dopo un'ora e mezza già non ce la faccio più. Come riuscire a ridurla, però, non saprei. Il tennis si dovrebbe stravolgere". 

Jasmine Paolini e Liudmila Samsonova palleggiano a Punta Heilbronner, a 3.466 metri (foto Peluso/De Matteo)

"FRA DUE ANNI SOGNO LA TOP 10"

Guardiamo adesso al futuro: che tipo di giocatrice vorresti essere?
Una che sa fare tutto, che si sa adattare alla situazione e all'avversaria. Una giocatrice che ha sempre una carta vincente. Credo nelle mie possibilità di farlo, ma ci vuole tempo per metabolizzare le cose che so fare e sentirle mie. Se non le sento mie, non le tirerò mai fuori nei momenti difficili. Il coach aiuta tantissimo. Danilo ci sarà sempre di più, per ora quando non c'è lui, ci sono in campo il mio fidanzato e mio padre per la parte fisica. E' fondamentale che loro mi diano un'indicazione. Danilo insiste tanto che il suo progetto con me dura quattro anni, e ne abbiamo fatti uno e mezzo, due"

Tu sei pronta a questo o sei più impaziente?
"Impaziente, io vorrei tutto e subito, se ci fosse una bacchetta magica per far prima e arrivarci direttamente la userei. Se mi dicono di fare una cosa in campo, la faccio, se sono convinta. Però se non mi viene bene subito poi rosico"

Fra due anni, alla fine di quel progetto di quattro anni di cui parlava coach Pizzorno, dove vorresti essere per ritenerti soddisfatta del lavoro svolto?
"In Top 10 per essere contenta. Poi non è detto che sia il mio sogno, per quello non si sa mai. Ma mi piacerebbe stare lì".

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