Il russo risponde al ministro dello sport britannico Nigel Huddlestone. "Lo sport dovrebbe star fuori da tutto questo. Il tennis e lo sport dovrebbero far sentire la loro voce di pace, restando fuori da tutto questo"
19 marzo 2022
Quando a fare meglio di te è soltanto Rafa Nadal, è giusto porsi alcune domande. Nel 2022 Andrey Rublev ha già alzato al cielo due trofei, perdendo appena 2 delle 20 partite disputate. Il russo sta bene, molto bene. E si vede. “13 vittorie consecutive sono tante – conferma Rublev –, mi sento bene e sto giocando un buon tennis. La cosa importante è mantenere uno stato d’animo che sia il più possibile positivo, è questo che ti fa allenare bene e vivere la stagione con entusiasmo. Nadal? È il miglior giocatore della storia, può fare qualsiasi cosa. A volte è meglio sedersi, guardarlo giocare e godersi lo spettacolo”.
La scritta “No War” sulla telecamera, a Dubai, ha lasciato il segno. “Quando ho scritto quelle parole mi sono affidato al cuore, non ho pensato a quante persone avrebbero visto il messaggio. Le notizie sono sotto gli occhi di tutti, è normale parlarne e confrontarsi anche tra colleghi. Bisogna anche essere bravi a fare una selezione perché è difficile capire cosa è vero e cosa non lo è. Quello che sta accadendo è davvero terribile, mi sento male per tutti. Lo sport deve lanciare un messaggio di speranza. Per noi atleti è importante restare uniti e dimostrare di essere al di fuori della politica”.
Secondo il ministro dello sport britannico Nigel Huddleston, agli atleti russi dovrebbe essere richiesto di dimostrare la loro contrarietà all'invasione dell'Ucraina voluta dal presidente Putin per poter giocare a Wimbledon. “Il tennis e lo sport in generale dovrebbero continuare a far sentire la propria voce di pace restando però al di fuori di tutto”, è convinto Andrey. “Siamo atleti. Vogliamo competere. Abbiamo sacrificato così tante cose per essere dove siamo. Vogliamo solamente fare il nostro lavoro”.