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Campioni internazionali

Raducanu sceglie coach Tursunov: in Gran Bretagna è un caso politico

La decisione di Emma Raducanu di scegliere un coach russo ha scatenato forti reazioni e ha coinvolto anche il Parlamento britannico

di | 29 luglio 2022

Emma Raducanu cambia ancora. La britannica, chiamata fra un mese a confermare il risultato più prestigioso della sua carriera, il titolo allo US Open, ha scelto un nuovo allenatore. Nella stagione sul cemento in Nord America, infatti, la numero 10 del mondo sarà affiancata da Dmitry Tursunov, in passato allenatore di Aryna Sabalenka e di Anett Kontaveit che ha aiutato ad entrare in Top 5. La collaborazione, per ora non definitiva, inizierà già la prossima settimana a Washington, torneo trasmesso su SuperTennis e sulla piattaforma digitale SuperTenniX, dove Raducanu è iscritta insieme ad altre ex campionesse Slam come Simona Halep e Victoria Azarenka.

Eppure meno di un anno fa, lo scorso novembre, Tursunov diceva che non si sarebbe trovato a suo agio a lavorare con una giocatrice come Raducanu per la facilità dimostrata di licenziare i suoi coach.

In effetti a soli vent'anni la britannica ha già collezionato un numero significativo di coach. Dopo gli ottavi a Wimbledon 2021, il torneo che di fatto l'ha lanciata, ha lasciato Nigel Sears per Andrew Richardson. Con lui ha vissuto il cammino trionfale allo US Open che ha vinto partendo dalle qualificazioni senza perdere un set in tutte le dieci partite.

Ma dopo il torneo, ha salutato anche Richardson per iniziare con il tedesco Torben Beltz, 44 anni, l’ex n.1 del mondo che Beltz ha allenato a più riprese durante la carriera (dal 2003 al 2005, poi dal 2011 al 2013 e, soprattutto dal 2015 al 2017, periodo nel quale Angie ha conquistato due dei suoi 3 Slam).

Raducanu finora non ha vissuto un gran 2022. Ha vinto nove partite e ne ha perse dodici, ha raggiunto al massimo i quarti di finale (a Stoccarda) e da maggio non ha più vinto due partite di fila nello stesso evento. Nonostante questo, è di nuovo al centro dell'attenzione ma non per i suoi risultati. La sua decisione di scegliere un coach russo come Tursunov è presto diventata un caso politico.

Tursunov coach di Raducanu, le reazioni politiche

Chris Bryant, parlamentare laburista, ha incoraggiato la britannica a cambiare idea. "Il Cremlino sfrutterà questa decisione per la sua propaganda, come un'indizio che la Gran Bretagna non è poi così tanto preoccupata della guerra in Ucraina - ha detto al quotidiano Telegraph Sport -. Sarebbe un peccato che Emma andasse avanti con questa sua idea, le chiedo di ripensarci e di condannare la barbarica guerra di Putin".

Il timore dei britannici è dunque di vedere la propaganda di Putin utilizzare un successo sportivo come uno strumento di legittimazione politica. Di fatto lo stesso presupposto sulla base del quale hanno escluso tennisti e tenniste provenienti da Russia e Bielorussia da Wimbledon e dagli altri tornei organizzati in Gran Bretagna quest'anno.

Julian Knight, capo della commissione parlamentare su Digitale, Cultura, Media e Sport, ha proposto una possibile alternativa. Ha chiesto alla Lawn Tennis Association, la Federtennis britannica, di intervenire per sostenere Raducanu.

"Vedere un coach russo allenare la numero 1 di Gran Bretagna dà fastidio - ha detto Knight al Telegraph -. Spero che la LTA mostri un minimo di leadership e possa consigliare Emma su quale sia la scelta migliore". 

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