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Campioni internazionali

Il primo (titolo) non si scorda mai

Da Sinner a Swiatek, da Humbert a Ruud, senza dimenticare Kecmanovic, Seyboth Wild, Tig, Brady e Alexandrova ecco i tennisti/e che hanno rotto il ghiaccio in questo 2020

di | 31 dicembre 2020

Jannik Sinner dall'alto

Jannik Sinner dall'alto

Non è semplicemente un modo di dire, ma è davvero così: la prima volta non si scorda mai. Anche nello sport, e in particolare nel tennis. Il primo match da junior, il primo torneo ITF, il primo challenger, la prima vittoria nel circuito maggiore ATP/WTA restano per sempre nella memoria.

In una stagione caratterizzata da problemi e preoccupazioni che la metà basta (e avanza), dove si è giocato più o meno cinque mesi e mezzo, ci sono nove tra giocatori e giocatrici che ripensando al 2020 non potranno trattenere un sorriso. Perché è stato l’anno del loro primo titolo ATP/WTA.

SINNER (16 agosto 2001) - SOFIA

Cominciamo dal tour maschile, dove i “first time winner” sono stati 5 (tre di loro hanno fatto centro pieno alla prima finale), e iniziamo dalla…fine. La seconda settimana di novembre si è disputa il “Sofia Open” (ATP 250 - montepremi di 325.615 euro) sul veloce indoor dell’Arena Armeec della capitale della Bulgaria: il torneo, che di solito si gioca a febbraio, cambia data a causa della pandemia e quest’anno chiude di fatto la stagione del circuito maschile (ad eccezione degli otto protagonisti delle Finals di Londra).

E Jannik Sinner non si lascia sfuggire l’occasione: il ragazzo di Sesto Pusteria, allenato da coach Riccardo Piatti, mette in fila Fucsovics, Huesler, De Minaur e Mannarino raggiungendo la sua prima finale in carriera.

L’altoatesino, n.44 ATP, completa poi l’opera imponendosi 64 36 76(3), in poco meno di due ore ed un quarto di partita, sul canadese Vasek Pospisil, n.74 del ranking, e conquistando così il suo primo titolo ATP, esattamente un anno dopo il trionfo nella terza edizione delle Next Gen ATP Finals di Milano (che curiosamente l’ATP prende in considerazione per gli scontri diretti ma non come torneo in sé da conteggiare nel palmares).

A 19 anni e 3 mesi Jannik diventa anche il più giovane azzurro a conquistare un trofeo ATP, superando il primato di Claudio Pistolesi, che nel 1987 sulla terra rossa di Bari, all’età di 19 anni e 7 mesi, si aggiudicò il suo primo, ed unico, trofeo nel circuito maggiore. Grazie a questo risultato Sinner entra tra i top 40, al numero 37, ennesimo best ranking di una grandissima stagione. E diventa anche il più giovane “first time winner” del 2020.

Thiago Seyboth Wild

SEYBOTH WILD (10 marzo 2000) - SANTIAGO DEL CILE

Non però il primo “millennial”. A battere sul tempo Jannik era stato infatti a febbraio Thiago Seyboth Wild. Il 19enne di Marechal Candido Rondon, numero 182 del ranking mondiale, in gara grazie ad una wild card, al "Chile Dove Man+Care Open” (ATP 250 - montepremi 604.010 dollari) sulla terra rossa del Club Deportivo Universidad Catolica di Santiago del Cile, aveva fatto centro pieno, anche lui alla sua prima finale nel circuito maggiore, superando 75 46 63 il norvegese Casper Ruud, n.38 Atp e seconda testa di serie del torneo.

RUUD (22 dicembre 1998) - BUENOS AIRES

Sempre a febbraio aveva sollevato al cielo il suo primo trofeo anche un “figlio di papà”. All’"Argentina Open" (ATP 250 - montepremi 611.420 dollari) sulla terra battuta del Buenos Aires Lawn Tennis Club, ribattezzato "la cattedrale del tennis argentino”, è una splendida Gabriela Sabatini a premiare Casper Ruud che fa la storia del tennis di famiglia e di Norvegia: il 21enne di Oslo diventa infatti il primo tennista del suo Paese a conquistare un titolo ATP.

Per la gioia di papà Christian che è anche il suo coach, in finale Ruud, n.45 Atp ed ottava testa di serie, batte 61 64 il portoghese Pedro Sousa, n.145 Atp, menomato da una fasciatura alla gamba sinistra ma doppiamente fortunato nel corso della settimana (ripescato in tabellone come lucky loser e promosso in finale dal forfait del favorito numero uno, l’argentino Schwartzman).

Gabriela Sabatini premia Casper Ruud

Miomir Kecmanovic

KECMANOVIC (31 agosto 1999) - KITZBUHEL

A settembre abbastanza inatteso invece l’exploit del serbo Miomir Kecmanovic al “Generali Open” (ATP 250 - montepremi 542.695 euro) sulla terra rossa di Kitzbuhel, in Austria, ribattezzato quest’anno come il torneo delle sorprese.

Per la prima volta nell’Era Open, infatti, tre qualificati - Hanfmann, Djere e Huesler - raggiungono le semifinali di un torneo ATP. Il titolo però se lo aggiudica il 21enne di Belgrado, n.47 ATP, che in finale supera con un doppio 64 il tedesco Yannick Hanfmann, n.118 ATP, promosso appunto dalle qualificazioni.

HUMBERT (26 giugno 1998) - AUCKLAND ed ANVERSA

Uno non basta, deve aver pensato Ugo Humbert. Il 21mancino di Metz apre l’anno firmando a gennaio l"ASB Classic" (ATP 250 - montepremi di 532.695 dollari) sul cemento di Auckland, in Nuova Zelanda.

Nella sua prima finale nel circuito maggiore il francese, n.57 del ranking mondiale, vince per 76(2) 36 76(5) il derby con il connazionale Benoit Paire, n.24 Atp e quinto favorito del seeding.     

Ugo Humbert alza il trofeo di Auckland nella cerimonia di premiazione con lo sconfitto Benoit Paire

E poi ad ottobre mette a segno il bis all’“European Open” (ATP 250 - 394.800 euro di montepremi) sul veloce indoor di Anversa, in Belgio.

Il mancino di Metz, n.38 del ranking, salva quattro match-point in semifinale contro il britannico Evans e poi in finale si impone 61 76(4) sull’australiano Alex De Minaur, n.29 ATP ed ottavo favorito del seeding.

Passando al tour femminile, che ha pagato pesantemente la cancellazione dello swing asiatico (le donne hanno dovuto rinunciare anche alle WTA Finals in programma a Shenzhen), sono 4 le giocatrici che hanno conquistato quest’anno il loro primo trofeo.

ALEXANDROVA (15 novembre 1994) - SHENZHEN

Si comincia a gennaio con il trofeo dello “Shenzhen Open” (WTA International - 775.000 dollari di montepremi) sul cemento della metropoli nel sud-est della Cina, che finisce nelle mani della russa Ekaterina Alexandrova.

Nella sua seconda finale in carriera nel circuito maggiore (dopo quella di Linz 2018 persa contro la Giorgi) la 25enne di Chelyabinsk, n.34 del ranking mondiale e quinta testa di serie, sconfigge 62 64 la kazaka (di origini russe) Elena Rybakina, n.36 Wta e settima testa di serie. Settimana da incorniciare per la russa che nel corso del torneo elimina, tra le altre la cinese Qiang Wang e la spagnola Muguruza.

Ekaterina Alexandrova conquista a Shenzhen il primo titolo del 2020

Jennifer con il suo primo trofeo WTA vinto in carriera a Lexington

BRADY (12 aprile 1995) - LEXINGTON

Tutti si aspettano Serena Williams almeno in finale al “Top Seed Open” (WTA International - 202.250 dollari di montepremi) sui campi in cemento di Lexington, in Kentucky. Ed invece a vincere il titolo è la statunitense Jennifer Brady, n.49 WTA, che in finale si impone 63 64 sull’elvetica Jil Teichmann, n.63 WTA.

TIG (27 luglio 1994) - ISTANBUL

Centro pieno al terzo tentativo per Patricia Maria Tig. La rumena firma il “TEN BNP Paribas Tennis Championships” (WTA International - 202.250 dollari di montepremi) sulla terra rossa di Istanbul, in Turchia.

Nella sfida per il trofeo la 26enne di Bucarest, n.88 WTA, si supera in rimonta per 26 61 76(4) la canadese Eugenie Bouchard, n.272 del ranking, promossa dalle qualificazioni, che perde la sua sesta finale (su sette disputate).

Patricia Maria Tig con il suo primo trofeo WTA vinto ad Istanbul

Swiatek bacia il suo primo trofeo

SWIATEK (31 maggio 2001) - ROLAND GARROS

C’è poi chi come primo titolo della carriera si aggiudica addirittura uno Slam: è quello che fa Iga Swiatek a Parigi. Nella sfida per il trofeo del Roland Garros la polacca, n.54 del ranking, supera 64 61, in un’ora e 24 minuti di partita, la statunitense Sofia Kenin, n.6 WTA e quarta testa di serie, già battuta proprio a Parigi negli ottavi del torneo junior del 2016 ed oltretutto menomata da un problema alla coscia sinistra.

“Sono orgogliosa di me stessa - dice la 19enne di Varsavia, che sale al numero 17 del ranking -. Non mi aspettavo di vincere questo trofeo, e chiaramente per me è fantastico. E’ un’esperienza che ti cambia la vita: mi sento come una che in qualche modo ha fatto la storia”. 

Iga, settima tennista non compresa tra le teste di serie in finale al Roland Garros nell’Era Open, diventa la seconda a fare centro pieno dopo la lettone Jelena Ostapenko nel 2017 e diventa anche la prima rappresentante del suo Paese - uomo o donna - a conquistare un trofeo Major.

Per lei era solo la seconda partecipazione allo Slam francese: lo scorso anno era uscita negli ottavi per mano della Halep. Swiatek, che inizia la sua campagna parigina eliminando la finalista del 2019, la ceca Vondrousova, e batte via via Hsieh, Bouchard, Halep, Trevisan, Podoroska e Kenin, non perde un set in sette partite (cede in tutto 28 giochi): l’ultima tennista a conquistare il trofeo con percorso netto era stata la belga Justine Henin nel 2007.

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