Parigi punta ad essere il primo Major con il pubblico nonostante l’emergenza da Covid-19 mentre Torino già pregusta le Finals 2021. Il nuovo sistema di classifiche maschili potrebbe avvantaggiare in chiave Londra sia Berrettini che Fognini ma intanto con la cancellazione di Washington slitta al 22 agosto la ripresa del tour. Si rivede “Delpo” mentre “King Roger” palleggia sui tetti
di Tiziana Tricarico | 26 dicembre 2020
Il Roland Garros sarà il primo Slam con il pubblico dopo l’emergenza da Coronavirus. Ad annunciarlo è il presidente della federtennis francese, Bernard Giudicelli: “Quest'anno si giocherà con il pubblico: 20mila persone al giorno, e diecimila al massimo per le finali”. Rinviati a causa della pandemia da Covid-19, gli Internazionali di Francia si giocheranno dal 27 settembre all’11 ottobre. Limitato il numero di spettatori all’interno degli impianti secondo il principio già applicato nei cinema e nei teatri: in pratica il numero degli ammessi ai match sarà compreso tra il 50 e il 60% della capacità normale.
Torino già pregusta le Finals 2021 - Solo l’impatto economico, senza contare il guadagno in termini di immagine, si preannuncia di tutto rispetto: stando ai primi calcoli con le ATP Finals arriverà su Torino una pioggia di 80 milioni di euro tra ricadute dirette e indirette. “E si tratta di cifre sottostimate - assicura al Corriere di Toirino Marco Martinasso, direttore generale della Fit Servizi, il braccio operativo della Federtennis - sono convinto che l’evento, da 220 mila spettatori in otto giorni, sarà in grado di generare sulla città un valore maggiore”.
Lo scorso anno l’ATP ha assegnato alla Federazione Italiana Tennis l’organizzazione dal 2021 al 2025 delle Finals, riservate agli otto migliori giocatori e alle otto migliori coppie di doppio dell’anno. I match si giocheranno al Pala Alpitour, impianto funzionale e avveniristico inaugurato in occasione delle Olimpiadi Invernali del 2006.
Nole torna negativo - Novak Djokovic e la moglie Jelena sono negativi al nuovo test per il Covid-19. Il serbo numero uno del mondo e la moglie erano risultati positivi al ritorno da Zara, in Croazia, dove si era svolta la seconda tappa dell’”Adria Tour”, torneo/esibizione benefico organizzato proprio da Nole che tante polemiche aveva scatenato per il mancato rispetto delle norme di distanziamento sociale nella tappa di Belgrado con tanto pubblico sugli spalti ed eventi collaterali.
Sascha ci prova con...Ferrer - Dopo Juan Carlos Ferrero e Ivan Lendl, un altro ex number one potrebbe occupare la panchina di Alexander Zverev. Secondo il quotidiano sportivo spagnolo “Marca”, David Ferrer ed il tedesco lavoreranno insieme le prossime due settimane e testeranno la loro collaborazione. In caso di esito soddisfacente la partnership proseguirà sul circuito durante le tappe sulla terra di settembre: Madrid, Roma e Roland Garros.
Il 23enne di Amburgo è attualmente n. 7 del ranking ma è stato anche n. 3: dopo la rottura con Lendl (che gli aveva chiesto di concentrarsi maggiormente sul tennis) dalla scorsa estate era stato seguito da suo padre. Successivamente era circolato il nome di Boris Becker come nuovo coach ma i due compatrioti non avevano trovato un accordo. Ecco dunque spuntare Ferrer: ritiratosi nel 2019 (proprio Zverev è l’ultimo ad averlo battuto, al Masters 1000 di Madrid) “Ferru” lo spagnolo vivrà con il tedesco la sua prima esperienza da allenatore.
“Sascha” vanta 11 titoli nel palmares (comprese le ATP Finals) ma non ha ancora espresso il suo potenziale nei tornei dello Slam dove ha raggiunto per la prima volta le semifinali agli Australian Open di quest’anno.
Anche il circuito challenger pronto alla ripartenza - L'ATP comunica ufficialmente la data della ripresa del circuito Challenger: si tornerà in campo il 17 agosto con gli eventi di Praga e Todi. Quest’ultimo aprirà un mese ricco per i tornei italiani: nelle settimane seguenti sono in programma infatti Trieste (dal 24 agosto), Cordenons (dal 31 agosto) e Parma (dal 7 settembre). Si giocherà anche in altri Paesi: 4 gli appuntamenti pure nella Repubblica Ceca con Praga che farà il bis seguita da Ostrava e Prostejov; doppio evento negli Stati Uniti invece con Orlando. I tabelloni saranno ridotti a 32 giocatori, le qualificazioni a 16.
Il nuovo ranking ATP - Seduti attorno ad un tavolo ATP, Federazione Internazionale ed organizzatori dei quattro tornei dello Slam hanno trovato il modo di calcolare le classifiche nell’era del Covid-19. Un criterio nuovo quello ufficializzato dall’ATP, rivisto e provvisorio, che cerca di mantenere le stesse logiche di equità della formula classica e al tempo stesso di fronteggiare le difficoltà dovute alla lunga pausa e al ridotto numero di tornei che verranno disputati da metà agosto in poi secondo il nuovo calendario. Era una questione delicata perché il ranking non stabilisce solo la posizione di un giocatore rispetto agli altri ma anche l’ingresso giocatori nelle entry-list dei tornei e le teste di serie.
Dalle ultime 52 settimane agli ultimi 22 mesi. In previsione del ritorno alla competizione le classifiche, che tradizionalmente operano sulla base dei “migliori 18” risultati nelle ultime 52 settimane, terranno invece in considerazione un periodo di 22 mesi (marzo 2019 - dicembre 2020). Nel “Best 18” un giocatore però non potrà tener conto due volte dei punti ottenuti nello stesso torneo (terrà per buono il migliore tra i due risultati). Le classifiche sono state infatti congelate dal 16 marzo, dopo la sospensione del tour a causa della pandemia.
Fabio pronto a riprendere gli allenamenti - La decisione dell’ATP di rivedere eccezionalmente i criteri che regolano il ranking ributta Fognini nella mischia: è sempre n.11 e può legittimamente aspirare a qualificarsi per la prima volta alle ATP Finals, ultima edizione a Londra prima del quinquennio italiano a Torino (l’evento mette in campo i migliori 8 della stagione).
Fabio può infatti “tenere buoni” tutti i migliori risultati del 2019 - compresa la vittoria nel “1000” di Monte-Carlo, i quarti a Montreal ed a Shanghai - ma può guadagnare punti a Madrid, Roma, dove si era fermato al terzo turno, come a Parigi, dove aveva raggiunto gli ottavi.
Nole sempre dubbioso su New York - "Non sono sicuro di giocare gli US Open. Certamente non andrò a Washington, mentre la partecipazione a Cincinnati è legata al successivo Slam. Per ora sono solo sicuro di giocare Madrid, Roma e il Roland Garros". Questo in sintesi il Djokovic-pensiero all’indomani del ritorno in campo del n.1 del mondo dopo il periodo di auto-isolamento in seguito alla positività al Covid-19 rimediata all’”Adria Tour”, il torneo/esibizione benefico da lui organizzato che si è concluso con numerosi casi di positività tra i tennisti, compresa la sua ("Mi è sembrata una caccia alle streghe, qualche grande nome doveva essere considerato il colpevole di tutto").
Le dichiarazioni di Nole si aggiungono a quelle di Nadal. Anche la presenza del mancino spagnolo, campione uscente a New York, infatti è in dubbio, soprattutto dopo l’annuncio della partecipazione al Masters 1000 di Madrid, che inizia subito dopo lo Slam newyorkese. Oltretutto con il congelamento del ranking Rafa può rinunciare agli Us Open senza avere conseguenze in classifica.
E Basilea dà appuntamento al 2021 - Lo “Swiss Indoor” aggiunge il proprio nome all’elenco dei tornei cancellati a causa della pandemia. L’evento, vinto 10 volte da Federer, era in programma dal 24 ottobre al 10 novembre: ma probabilmente proprio la decisione dell’idolo di casa di rinviare tutto al 2021 ha spinto gli organizzatori dell’ATP 500 a fare altrettanto. "L'ATP ha approvato la richiesta di annullamento, dopo aver già dichiarato a giugno che sarebbe stato irresponsabile e impossibile organizzare il torneo a causa delle incertezze sanitarie, sociali ed economiche", si legge sulla pagina FB del torneo. La prossima edizione si svolgerà dal 23 al 31 ottobre 2021 e potrebbe anche diventare il palcoscenico per i saluti di “King Roger”, che proprio a Basilea cominciò facendo il raccattapalle.
Obiettivo Londra per Matteo - Il nuovo sistema di classifica varato dall’ATP potrebbe proiettare non solo Fognini ma ancor di più Berrettini alle Finals di fine stagione. “In condizioni normali difficilmente avremmo avuto questa prospettiva già all’inizio del mese di luglio - sottolinea coach Vincenzo Santopadre -. Matteo ha giocato un torneo solo e, probabilmente, dovendo scommettere sulla possibilità di andare alle Finals, non saremmo stati particolarmente sicuri. Ha fatto il secondo turno agli Australian Open e poi si è infortunato, ha giocato solo due partite nel 2020. Quindi era impensabile immaginarsi a Londra di nuovo. È ovvio che adesso è rientrato in corsa”.
...che intanto fa il testimonial - Per lanciare le nuove racchette Extreme per la prima volta Head sceglie un campione italiano, Matteo Berrettini, come “ambassador” di un’intera linea, come ha fatto per il n.1 del mondo Djokovic con la Speed o per Andy Murray con la Radical. E’ una svolta epocale che segna un salto di qualità nell’immagine del tennis azzurro.
Si rivede "Delpo" - Juan Martin Del Potro prova a risorgere un’altra volta, lui che è stato al n.3 del ranking meno di due anni fa. Operato per la seconda volta al ginocchio destro lo scorso gennaio, sette mesi dopo una frattura alla rotula rimediata al Queen’s - il suo ultimo torneo - il 31enne argentino, scivolato al n.128 ATP, riprende ad allenarsi a Buenos Aires. È stato visto in campo con i connazionali Juan Ignacio Londero (n.62 Atp) e Guillermo Duran (n.79 in doppio).
“Al momento non si muove molto, ma il suo impatto sulla palla è sempre devastante e il suo timing eccezionale”, racconta a La Nacion un addetto ai lavori che ha potuto assistere all’allenamento. “Il ginocchio mi dà ancora fastidio, stiamo testando i progressi”, scrive “Delpo” su Instagram.
Perseguitato dagli infortuni per tutta la carriera (in particolare quattro operazioni al polso), Del Potro, che si è recentemente separato dal suo allenatore Sebastian Prieto, è ancora lontano dal poter tornare a competere.
Ma da campione di razza qual è, vincitore degli US Open 2009 semifinalista due volte al Roland Garros e una volta a Wimbledon, medaglia d’argento alle Olimpiadi di Rio, vuole darsi un’altra possibilità: “Ci sono giorni in cui le cose vanno meglio che in altri: come chi ha problemi al ginocchio lo sento quando salgo una scala, quando porto peso o quando c’è molta umidità. È difficile, ma voglio provare a concludere la mia carriera come penso di meritare”.
Washington rinuncia - Il torneo ATP di Washington, con il quale sarebbe dovuto ripartire il tour maschile il prossimo 14 agosto, salta a causa della pandemia e delle conseguenti restrizioni di viaggio per i giocatori provenienti dall’Europa che dovrebbero raggiungere gli Stati Uniti. L’ufficialità arriva il giorno 21: “Dopo mesi di lavoro da parte del nostro team - dice l'organizzatore del Citi Open Mark Ein - abbiamo il cuore spezzato nell'annunciare che dobbiamo rimandare la 52esima edizione all'estate del 2021”.
New York invece tiene duro - Dopo la cancellazione di Washington, la federtennis statunitense conferma l’idea della “bolla sanitaria” per giocare a New York sia il combined di Cincinnati che lo Slam a stelle e strisce, nonostante la curva epidemiologica dei contagi da Covid-19 negli Stati Uniti sia preoccupante (oltre 4 milioni il numero di persone infette). L’USTA rassicura il mondo del tennis con un comunicato ufficiale, anche se restano da chiarire le restrizioni di viaggio per i giocatori provenienti dall’Europa. Quanto alla sistemazione dei giocatori poi, dopo il severo protocollo annunciato a giugno, sembra che ci possano essere allentamenti delle norme sugli alloggi (al momento gli alberghi sono due) e del numero di accompagnatori, almeno tre per ciascuno.
Papà Ceck - Marco Cecchinato diventa papà: il giorno 24 nasce il piccolo Edoardo. Ad annunciarlo è lo stesso tennista palermitano con un post su Instagram in cui esprime tutta la sua gioia per questo momento davvero speciale: “Vedere mamma Gaia che tiene tra le braccia nostro figlio è l’emozione più forte provata sino a oggi”.
Nole riconsidera la trasferta americana - In attesa che gli US Open vengano confermati il n. 1 del mondo Novak Djokovic si sta allenando a Marbella, in Spagna, su campi in cemento e con palline Wilson, le stesse utilizzate nello Slam a stelle e strisce. Un segnale evidente che il serbo, a differenza del n.2 ATP Nadal, vuole essere presente a Flushing Meadows e probabilmente anche al Masters 1000 di Cincinnati spostato eccezionalmente sempre a New York. Dopo la cancellazione di Washington, che ritarda di una settimana la ripresa del circuito maschile fermo da marzo, la l’USTA ribadisce che gli Us Open si giocheranno regolarmente.
Murray pure - Anche Andy ci sarà. La conferma viene proprio dallo scozzese, ex numero uno del mondo che però aggiunge: “Sempre che la situazione non peggiori”. Murray, attualmente numero 129 ATP, tornerà così a giocare uno Slam in singolare a 19 mesi di distanza dagli Australian Open 2019, quando dopo il ko con Bautista Agut annunciò in lacrime il ritiro per i noti problemi all’anca, poi operata. Il 33enne di Dunblane, trionfatore agli Us Open 2012, giocherà sempre a Flushing Meadows anche il torneo combined che sostituisce Cincinnati dal 22 al 28 agosto, partendo dalle qualificazioni qualora non gli venisse concessa una wild card.

E "King Roger" palleggia sui tetti di Genova - In attesa del ritorno in campo fissato per 2021, Federer gioca sui tetti. Il 39enne campione svizzero arriva a Finale Ligure per girare il nuovo spot della Barilla e fa una meravigliosa sorpresa a Vittoria Oliveri e Carola Pessina, le due giovanissime tenniste liguri (13 e 11 anni) diventate famose durante il lockdown per alcuni palleggi da un terrazzo all’altro delle loro case.
Il video, postato su FB dal TC Finale Ligure e rilanciato dal sito dell’ATP, aveva fatto il giro del mondo diventando virale e battendo tutti in termini di visualizzazioni con oltre nove milioni di contatti. E la nuova pubblicità della pasta promette di riscuotere altrettanto successo: del resto chi non vorrebbe essere al posto delle due ragazzine?