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Campioni internazionali

Federer lancia l’allarme: la vita del tennista è troppo stressante

“Viaggi, allenamenti, jet-lag, antidoping: non mi stupisco se qualcuno smette quando è ancora giovane: il monito del grande campione svizzero impegnato in Giappone in una serie di conferenze con il suo sponsor

20 novembre 2022

Secondo Federer, gli stressanti impegni dei circuiti ATP e WTA possono avere un impatto negativo sulla salute mentale dei giocatori. Roger, che ha annunciato il suo addio al tennis durante la Laver Cup di settembre dopo 25 anni di carriera e 20 titoli del Grande Slam, ha lanciato questo allarme a Tokio, dove era impegnato con il suo sponsor d’abbigliamento Uniqlo.

Anche se è stato particolarmente longevo (mancava un mese al suo 40° compleanno quando ha disputato la sua ultima partita di singolare) Federer ha ammesso che la rincorsa ai titoli e ai punti in classifica, settimana dopo settimana, può avere un impatto negativo sui giocatori.

"Dovresti sempremostrare forza. Ma non siamo macchine, siamo esseri umani - ha affermato. - Quando i giocatori si ritirano in età molto giovane, lo capisco perfettamente. Succede di tanto in tanto. Per me è sempre un peccato, perché il futuro per loro potrebbe essere ancora molto ricco di soddisfazioni e opportunità. Il tour è duro... i viaggi, gli allenamenti, il jet-lag. A nessuno è permesso dire: 'Sono stanco oggi', perché sembra che tu sia debole, ed è per questo che i giocatori a volte finiscono per avere problemi mentali".

Numerosi professionisti del tennis hanno parlato dei loro problemi mentali, tra cui Naomi Osaka e Nick Kyrgios, mentre Ash Barty ha scioccato il mondo del tennis all'inizio di quest'anno quando si è ritirata meno di due mesi dopo aver vinto gli Australian Open a soli 25 anni.

Federer ha aggiunto che il rigido regime antidoping aggiunge ulteriore pressione ai giocatori, che devono informare quotidianamente le autorità competenti sui loro spostamenti: "Bisogna compilare i moduli antidoping ogni singolo giorno, dare disponibilità per un'ora al giorno in cui chi controlla deve sapere dove ti trovi perché potrebbe presentarsi e sottoporti a un test - ha detto il 41enne svizzero. -Sei sempre consapevole che potrebbero arrivare da un momento all'altro, soprattutto in quell'ora. Non credo di essere stato così consapevole di quanto questo pensiero sia sempre presente e ti accompagni fino a quando non mi sono ritirato. A quel punto ti rendi conto che lo stress sparisce".

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