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Campioni internazionali

Djokovic: "Io dopo New York"

La prospettiva di battere le settimane al numero 1 di Pete Sampras, la sfida a Rafa Nadal, la squalifica allo US Open, la finale Thiem-Zverev vista da spettatore. Novak Djokovic a tutto campo prima degli Internazionali BNL d'Italia

di | 14 settembre 2020

Novak Djokovic supererà le settimane al numero 1 di Pete Sampras salendo al secondo posto di questa graduatoria dal 1973 ad oggi

Novak Djokovic supererà le settimane al numero 1 di Pete Sampras salendo al secondo posto di questa graduatoria dal 1973 ad oggi

"Sfidare Rafa Nadal rimane la sfida definitiva sulla terra battuta". Novak Djokovic fissa l'obiettivo alla vigilia degli Internazionali BNL d'Italia: eguagliare il record di titoli nei Masters 1000 di Rafa Nadal (35) .

Il serbo sorpasserà Pete Sampras al secondo posto per numero di settimane al numero 1 del mondo ATP (dal 1973) il prossimo 21 settembre, il giorno della finale degli Internazionali BNL d'Italia.  "Pete era il mio idolo da piccolo. Battere il suo record è speciale. L'ho sempre ammirato, volevo essere mentalmente forte come lui soprattutto nei grandi tornei. Era uno dei giocatori più duri e più composti nella storia del gioco. Due dei miei più grandi obiettivi, l'ho già detto, sono: battere il record di Roger Federer e vincere più Slam possibile".

Non è facile, ha ammesso, "passare velocemente dallo US Open a Roma. E' inusuale essere in queste circostanze, ma so che molti giocatori sono comunque grati della possibilità di giocare di nuovo. Più tornei si giocano e meglio è per tutti. Poi puoi scegliere se esserci o meno, ma i big cercano di esserci nei tornei più importanti. Chiaramente per chi ha giocato lo US Open è dura, per questo penso che Zverev e Thiem abbiano deciso di non venire a Roma perché tornare sulla terra rossa a due giorni dalla finale dopo un mese di tennis estenuante negli USA non è semplice" ha detto.

Mi è capitato un paio di volte di andare a giocare in Davis su terra indoor in Serbia dopo la finale dello US Open. So quanto sia difficile. Nadal ha scelto di restare in Europa e allenarsi sulla terra. Questo potrebbe dargli ancora più vantaggio. Ma anche se non l'avesse fatto, sarebbe sempre il favorito numero 1 al Roland Garros e in qualunque altro torneo sulla terra rossa".

Djokovic ha parlato anche della finale dello US Open fra Thiem e Zverev. "L'ho guardata fino alla fine del quarto set. Voglio fare a entrambi i miei complimenti. Sascha ha giocato la sua prima finale Slam ed è stato impressionante per due set e mezzo, è stato vicinissimo a vincerla, ha servito per il match al quinto. Dominic merita grande ammirazione, perché dopo aver perso tre finali Slam e aver iniziato non così bene nella quarta è riuscito a risalire e vincere in questo modo. E' una grande ispirazione".

Il numero 1 del mondo non è rimasto colpito solo dal significato sportivo della partita. "Mi ha colpito molto come si sono abbracciati a fine partita. Sappiamo che sono grandi amici, era evidente quanto desiderassero vincere. Hanno lottato per il primo titolo Slam con una fortissima intensità in campo ma senza mai mancare di rispetto all'avversario. Anzi, alla fine si sono abbracciati, hanno detto cose molto belle uno dell'altro. Mi ha colpito l'apprezzamento, il rispetto e l'amicizia che hanno dimostrato. E' un grande messaggio per tutti i giocatori e per il mondo dello sport in generale".

"Thiem - ha aggiunto - "merita questo titolo probabilmente più di chiunque altro. E' un bravo ragazzo, lavora durissimo. Negli ultimi due anni ci è andato vicinissimo e finalmente ha vinto il suo primo Slam. E' sicuramente un sollievo per lui, sarà interessante vedere come andrà la sua carriera da questo punto in avanti. Mi ricordo quando ho vinto il mio primo major. E' stato come togliersi la scimmia dalla spalla, da quel momento cominci a credere di più in te stesso, senti un po' meno pressione addosso negli Slam successivi".

Inevitabile tornare anche sulla squalifica allo US Open, la prima nel torneo dal 1968. "E' capitato a tanti giocatori [di tirare una pallata]. Si è discusso tanto se la sanzione fosse giusta o meno. Ho cercato Laura [Clark, la giudice di linea colpita da Djokovic, NdA] alla fine della partita, per sapere come stava. Lei ama il tennis, è una volontaria da tanti anni, era spaventata ma non si era fatta male. E' stata una delusione finire lo US Open in quel mondo per me. Mi sentivo bene, pronto da ogni punto di vista. E' stato decisamente involontario, ma quando colpisci una palla così come ho fatto io c'è la possibilità che colpisci qualcuno in campo. Le regole sono chiare, l'ho accettato. Per me è un bene che ci sia un torneo subito. Prima torno a giocare, prima posso mettermi alle spalle il ricordo di quello che è successo con Carreno Busta" ha detto Djokovic.

 

Novak Djokovic

"A volte situazioni come queste capitano" ha aggiunto. "Ci sono cose semplicemente imprevedibili anche per te stesso. Come tutti, sto lavorando per offrire la miglior versione di me, mentalmente e fisicamente. Capisco che a volte in campo mi sfogo, sono sempre stato così. Ho attraversato alti e bassi, ho cercato di gestire più o meno le emozioni. Ma lì fuori sei da solo, c'è grande intensità e tanta pressione". 

Il suo approccio resta coerente con il suo messaggio di scuse sui social dopo la squalifica. "Non posso promettere che cose del genere non succedano più. Posso promettere che farò il massimo perché non si ripetano. Cercherò di prenderla il più profondamente possibile come una lezione. Gestire le emozioni è sempre stato un aspetto importante nella mia carriera".

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