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Campioni internazionali

Pironkova, la mamma che sta svezzando le bimbe di New York

Un po’ perché sono passati tre anni prima che svezzasse il suo Alexander, un po’ perché aveva salutato gli Slam nel 2017 complice un infortunio alla spalla, un po' perché ha incrociato prima Samsonova e poi Muguruza. Ma a dispetto degli anni, che stanno per diventare 33, la bulgara sta tenendo alta la bandiera mamme in tabellone

di | 04 settembre 2020

Tsvetana Pironkova

Tsvetana Pironkova è una delle mamme del tour

La mamma che non t’aspetti, fra le nove al via degli Us Open, è Tsevatana Pironkova. Un po’ perché sono passati tre anni prima che svezzasse il suo Alexander, un po’ perché la semifinalista a Wimbledon 2010, che ha toccato gli ottavi a New York nel 2016 e ha salutato gli Slam nel 2017, complice un infortunio alla spalla, ha incrociato prima Liudmila Samsonova e poi Garbine Muguruza, cioè una 21enne in ascesa e una ex n. 1 del mondo, campionessa di due Slam, alla ricerca del rilancio con coach Conchita Martinez.

Ma, a dispetto degli anni, che il 13 settembre diventano 33, la bulgara ha tenuto alta la bandiera delle altre otto mamme in tabellone, Serena Williams, Victoria Azarenka, Kim Clijsters, Vera Zvonareva, Kateryna Bondarenko, Patricia Maria Tig, Tatjana Maria e Olga Govortsova, centrando il record personale a New York. Roba da mal di testa, ripensando a come il tempo si è fermato, per lei, che non è nuova comunque alle sorprese.

Anzi, ha una collezione di 22 “top 20”, con tre “top 3 (Sara Errani, Petra Kvitova ed Angelique Kerber), sulla strada del primo ed unico titolo WTA, a Sydney 2014, d poi ancora Radwanska (allora 2) al Roland Garros 2016. Un particolare non da poco, che ha sempre dato forza alle sue aspettative: “Ho sempre saputo che ero capace di cose così, l’avevo già fatto, avevo già battuto una top player. Mi porto comunque dietro l’esperienza di 15 anni sul Tour e quindi tante occasioni contro le più forti”. E’ stata una professionista seria e coscienziosa, ha timbrato il cartellino in 47 Slam consecutivi, anche se al massimo è stata 31 della classifica.

Rovescio in allungo di Tsvetana Pironkova

Nel marzo 2018, Tsvetana dalle lunghe leve con papà Kiril ex campione di canoa, mamma Radosveta ex stella del nuoto e il marito Mihail Mirchez, ex calciatore, ha dato alla luce il suo Alexander e ha voltato decisamente pagina. “Con la maternità, cambia tutto, le priorità non hanno più nulla a che vedere con quelle che hai avuto prima. Niente è più lo stesso. Ma anche solo l’idea che un giorno mio figlio mi avrebbe potuto vedere sul campo da tennis mi ha dato una motivazione in più, rendendomi felice, e insieme, diventare madre, mi ha tolto la pressione extra che avevo prima. Quando vivevo la partita come una questione di vita o di morte. Oggi invece stare in campo è soprattutto divertimento”.

Il richiamo della foresta non è stato immediato: “Mi sono voluta tenere distante dal tennis per un paio d’anni. Poi, pian pianino, mi è cominciato a mancare, ho ricominciato a guardare il tennis e a seguire le giocatrici. E ho anche studiato il calendario e quale torneo sarebbe stato più adatto per me per il rientro”. E, l’11 marzo, ha annunciato su Instagram che sarebbe tornata sul circuito: “L’avrei fatto dal torneo successivo, ma i tornei venivano cancellati uno dietro l’altro per il Covid-19. Ero convinta, non avevo dubbi di aver preso la giusta decisione al momento giusto, ma la pandemia qualche dubbio me l’ha fatto venire. Anche se poi questa forzata attesa si è trasformata in positivo, mi ha dato ancor più tempo, 5-6 mesi, per prepararmi ancora meglio”. Grazie alle nuove regole Wta: “Ero preparata mentalmente al rientro alle gare, non c’è niente di super nuovo per me sul Tour, mi sento bene, mi muovo bene, colpisco bene la palla, perché non dovrei vincere partite?”.

Il diritto di Tsvetana Pironkova

E’ chiaro: “La famiglia viene prima di tutto, non potrei fare questa vita da atleta se non avessi il loro amore e il loro sostegno”. E l’esperienza ha un ruolo fondamentale contro una bimba come Samsonova e una "pazzariella" come Muguruza: “Magari ci metto un po’ a trovare il mio ritmo, ma rimango tranquilla, mio adatto alle situazioni, come a questo campo particolarmente veloce di New York e pian pianino mi ritrovo. Senza stress”. Quasi un viatico per Donna Vekic che l'attende al prossimo turno: un’altra bimba che ama giocare solo in un modo, tutto bum bum, o la va o la spacca. Forse l’avversaria ideale per una mamma che di pazienza ne ha a iosa.

La migliore tennista bulgara per oltre un decennio è una giocatrice atipica, con colpi secchi e veloci da fondocampo, e la ricerca della soluzione in pochi scambi, da appassionata dello slice e da amante dell’erba. Superficie con la quale ha una questione in sospeso: è vero che a Wimbledon ha il suo record negli Slam, con la semifinale 2010, eliminando peraltro Venus Williams quell’anno come l’anno dopo, ma è lì che vuole puntare le sue carte, è lì che vuole tornare davvero dopo tanti sorteggi sfortunati.

Per la cronaca, solo tre donne, Kim Clijsters, Evonne Goolagong e Margaret Court hanno vinto uno Slam nell’era Open dopo aver avuto un bambino.

Tsvetana Pironkova batte Venus Williams negli ottavi di Wimbledon 2011

Tsvetana Pironkova

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