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Campioni internazionali

Djokovic: "Vogliamo dare voce ai tennisti, non creiamo circuiti paralleli"

In conferenza stampa dopo il titolo vinto al Masters 1000 spostato da Cincinnati a New York, il numero 1 del mondo parla del progetto di una nuova associazione giocatori. "Non siamo un sindacato, non invitiamo a boicottaggi, non stiamo formando circuiti separati" dice. "Vogliamo dare ai giocatori una piattaforma per essere ascoltati di più"

di | 30 agosto 2020

Novak Djokovic

Novak Djokovic

"Non è un sindacato. Non stiamo orgnizzando boicottaggi. Non stiamo formando circuiti paralleli". Nella conferenza stampa dopo la vittoria in finale su Milos Raonic nel Masters 1000 spostato da Cincinnati a New York, Novak Djokovic ha parlato a lungo dell'associazione giocatori separata di cui il New York Times lo considera promotore insieme a Vasek Pospisil.

Emergono intanto i dettagli di una lettera che avrebbe inviato ai giocatori per spiegare i motivi alla base del suo progetto. "Non cerchiamo il conflitto, ma c'è bisogno di una più forte rappresentanza dei giocatori" si legge nel testo, condiviso sui suoi profili anche dal coach tedesco Dirk Hordorff, in cui lamenta una mancanza di comunicazione con i tennisti in occasioni di decisioni chiave come il nuovo sistema di classifica o il rinvio di un giorno delle semifinali a New York.

 
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