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Campioni internazionali

Djokovic al NYT: "Non sono contro i vaccini. Rifarei l'Adria Tour"

Il numero 1 del mondo ha concesso una lunga intervista al New York Times. Ha ammesso qualche errore nell'organizzazione dell'Adria Tour. "Non sono contro i vaccini, ma solo contro l'obbligo" ha detto.

di | 20 agosto 2020

Novak Djokovic si diverte anche giocando a basket

Novak Djokovic si diverte anche giocando a basket

"Se ne avessi l'occasione, rifarei l'Adria Tour un'altra volta". Parola di Novak Djokovic. Il numero 1 del mondo ha concesso una lunga intefvista via Zoom a Cristopher Clarey per il New York Times. Ha parlato della situazione a Flushing Meadows, della bolla in cui i giocatori affronteranno il Western&Southern Open e lo US Open. "So che la USTA ha fatto del suo meglio" aggiunge a proposito del protocollo e delle norme per garantire sicurezza e distanziamento. Djokovic ha avuto la possibilità di affittare un appartamento, con un po di verde intorno, ma parla anche per gli altri giocatori, ovvero la maggioranza che è alloggiata nei due hotel individuati a Long Island. "Non è facile stare in albergo in una camera piccola e non poter aprire le finestre" ha detto il numero 1 del mondo.

A Flushing Meadows, eccezionalmente sede anche del torneo organizzato dal 1899 a Cincinnati, giocherà anche in doppio con il connazionale Filip Krajinovic. Come lo US Open, in programma la settimana successiva, si giocherà senza pubblico, con i giocatori testati regolarmente nell'ambito di un protocollo molto severo.

Novak Djokovic in vacanza con la moglie Jelena prima della partenza per New York

Lo stesso che ha portato all'esclusione, con relativo isolamento per 14 giorni, dell'argentino Guido Pella e del boliviano Hugo Dellien dopo la positività del preparatore dei due, Juan Galvàn, che condivide l'alloggio con il coach dell'argentino, José Acasuso. Djokovic, che ha protestato contro la decisione nella chat dei giocatori secondo quanto riporta Marca, ha confessato di aver meditato a lungo di non andare negli USA. Solo la conferma che gli atleti europei non sarebbero stati costretti alla quarantena al rientro gli ha fatto cambiare idea. 

"Voglio giocare, ha detto Djokovic. "La situazione è imprevedibile, certo. Sono responsabile, rispetterò le regole e le restrizioni come chiunque altro" ha spiegato il serbo, ancora imbattuto nel 2020: ha infatti vinto tutte le 18 partite giocate prima del lockdown.

Djokovic sull'Adria Tour: "Avevamo buone intenzioni"

Durante la pausa forzata, si è trovato al centro del mirino per le conseguenze dell'Adria Tour, l'esibizione itinerante che ha organizzato tra Serbia e Croazia senza alcuna forma di distanziamento sociale, allora solo raccomandata ma non imposta dalle normative nazionali. Dopo il torneo, sono emerse una serie di positività tra partecipanti all'evento. Contagiati tra gli altri Grigor Dimitrov, lo stesso Djokovic e sua moglie, che sono rimasti in quarantena con i due figli a Belgrado.

"Avevamo buone intenzioni" ha detto Djokovic. "Certo, avremmo potuto fare diversamente alcune cose, condivido ad esempio che avremmo potuto gestire in un altro modo la questione della serata in discoteca. Gli sponsor hanno organizzato la cosa, hanno invitato i giocatori, ci siamo sentiti a nostro agio" ha detto. "Devo essere additato a vita per aver fatto un errore? Se è così, lo accetterò, ma ditemi voi se è una cosa giusta".

Il virus, ha detto, l'ha preso in forma lieve: ha sofferto stanchezza, una leggera perdita del gusto e del tatto ma senza febbre. I sintomi sono durati quattro o cinque giorni.

Novak Djokovic , un rovescio acrobatico

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Djokovic non cambia idea sui vaccini

Prima di arrivare a New York, è stato più volte controllato e i test hanno dato esito negativo. Tuttavia, ha spiegato, la sua personale esperienza con il Covid-19 non gli ha fatto cambiare idea sui vaccini. "Non sono contrario in senso assoluto, come molti hanno scritto" si è difeso Djokovic, "chi sono io per parlare di vaccini quando ci sono medici che ci lavorano da anni? Sono sicuro che ce ne sono con scarsi effetti collaterali che hanno aiutato a contenere la diffusione di malattie infettive. Solo non voglio che ci sia qualcuno che mi obblighi a mettere qualcosa nel mio corpo. Questo lo trovo inaccettabile" ha detto.
Djokovic, arrivato a New York con Goran Ivanisevic, il fisioterapista e il manager Edoardo Artaldi, "deve pagare non solo l'affitto dell'appartamento scelto ma anche per la sicurezza h24 approvata e sorvegliata dalla USTA, in parte per aiutare ad applicare gli stessi protocolli seguiti dagli altri giocatori" ha scritto Clarey.

L'obiettivo principale della sua estate americana è chiaro, raggiungere il 18mo Slam, avvicinare i 19 di Rafa Nadal e i 20 di Roger Federer, oltre alle 310 settimane da numero 1 dello svizzero. Ma non c'è solo questo, ha detto. "Sono un top player e sento una responsabilità nell'essere qui. E' importante che il tennis vada avanti".
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