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Campioni internazionali

Quando la sfida tra Seppi e Haase si gioca a… Recco

Una partita “fuoriserie” nel circolo di una località della Riviera ligure di Levante famoso per il “Torneo del Villeggiante”: sono miracoli cui si può assistere (gratis) seguendo, con la mascherina, il campionato di A2 in tempi di pandemia

di | 26 luglio 2020

Il manifesto che campeggia in bacheca alla Pro Recco Tennis è quello del 41° Torneo del Villeggiante, un grande classico agostano che oggi riguarda la “quarta categoria” ma negli Anni Ottanta del secolo scorso vedeva impegnati gli “ennecì”, i Non Classificati. Che erano più forti dei “quarta” di oggi.

Dall’Audi nera che cerca parcheggio alle nove del mattino fuori dal circoletto ligure (4 campi in terra rossa) non scende però il classico milanese con la seconda casa in zona e il pacchetto (sempre un po’ unto) con la focaccia per la colazione.

A tirare fuori il borsone dal bagagliaio è uno biondo, longilineo, un metro e novanta. Uno che staziona da 13 anni tra i primi 100 giocatori del mondo.

Andreas Seppi è arrivato da Ortisei, dove ha lasciato la moglie Michela e la figlioletta Liv, il giorno prima. Ha dormito in Hotel a Santa Margherita Ligure, di là dal promontorio di Portofino: gioca per il tennis Club di “Santa”, come si usa chiamarla in Riviera, che come campi gara per il campionato di A2 ha optato per quelli degli amici della Pro Recco, che avevano spazi e tribune in regola per il campionato di élite.

Su uno dei due campi che ospitano i match più caldi del “Villeggiante” lo aspetta il confronto dei play-off promozione con un avversario classico per lui: l’olandese Robin Haase.

Si sono già incontrati 8 volte nel circuito, nei posti più impensati: il primo confronto è del 2007, a Vienna, indoor. Vinse Seppi 7-5 6-3.
Poi mentre costruivano le rispettive carriere, salendo piuttosto in alto (Seppi è arrivato al n.18 Atp, Haase al n.33), si sono visti da vicino, dai lati opposti della stessa rete anche a Marsiglia, Kitzbuhel; a Cincinnati per il Masters 1000 del 2012; a Zagabria e Rotterdam nel 2015; ad Anversa nel 2016.
Poi, nel 2020, a Recco, capitale mondiale della focaccia al formaggio. Wimbledon della pallanuoto. E una buona tradizione tennistica perché, dentro a questi quattro campi e intorno al torneo del Villeggiante, il maestro Claudio Ranzani e sua moglie Alessandra Murialdo, che è Tecnico nazionale, hanno sempre fatto un ottimo lavoro.

Così son tutti lì, quelli della Pro Recco, con il presidente Aldo Gandolfo in testa (mascherina, come da regolamento, per lui e tutti gli altri al circolo) a preparare il palcoscenico per l’ennesimo faccia a faccia tra Seppi e Haase, che è venuto a Recco per rappresentare il Tennis Club Vomero, desideroso di un posto in serie A1.

Come desiderosi sono quelli di Santa Margherita con l’appassionato presidente-mecenate Mauro Iguera, CEO del gruppo Cambiaso Risso, storico broker, un colosso nel settore marittimo. E’ presente anche lui, con il pubblico discreto dei soci della Pro Recco, a guardare le partite stando in piedi, dietro la rete verde di recinzione, proprio come si fa quando c’è il Torneo del Villeggiante.

Seppi si mette in disparte con il compagno di squadra Tim Puetz, tedesco, doppista. Provano servizi e risposte sul campo più nascosto. Quello dove di solito fa lezione e allena Alessandra Murialdo. Tirano sassate. E qualche palla sparisce nella siepe di pitosforo, storica, ormai così fitta e profonda, intorno al campo, che penetrarla per trovare la sfera gialla sarebbe impossibile anche per Sandokan con la sua scimitarra.

Andreas scambia due chiacchiere con i compagni del Santa Margherita tra i quali c’è un solido n.153 del mondo come Lorenzo Giustino e un under 16 più che interessante come Lorenzo Ferri, uno che sta sotto l’ala protettrice di Riccardo Piatti, che lo porta sempre in giro insieme a Jannik Sinner.

Haase è intorno al tavolino con il team del Vomero. Si guarda in giro cercando di interpretare l’ambiente. Non ha l’aria del Villeggiante. Infatti quando vede Seppi si illumina. “Andy”, lo chiama, e cominciano a chiacchierare in tedesco. Si capiscono benissimo perché praticano un altro sport rispetto agli altri presenti.

Eppure vanno sul campo preferito dal Villeggiante, quello con tribunetta annessa, dove puoi far sedere la fidanzata abbronzatissima, tutta in tiro, mentre ti impegni a farle vedere che cosa sai fare con la racchetta.

Quando l’ottavo faccia a faccia tra Andreas e Robin (il quarto dopo Cincinnati) comincia, sul campo accanto si stanno massacrando di rotazioni proprio Lorenzo Ferri, categoria 2.5, e Gianmarco Cacace, 26 anni del Tc Vomero, anche lui 2.5.

I soci a bordo campo osservano lo spettacolo ammaliati dalla differenza: i due giovani sembrano picchiare a tutta forza, con grande sforzo (sotto un sole impietoso) e lo scambio sembra non finire mai.

I due over 30 (Seppi ha compiuto 36 anni il 21 febbraio, Haase ne ha fatti 33 il 6 aprile) sembrano non far fatica e si scambiano fulminei siluri sulle righe.

Haase è sempre Haase, con i limiti dell’età e della fase discendente della carriera che lo vede oggi al n.170. Alterna momenti da Top 10 a serie di graditi regali. Nei tempi migliori il rapporto quantitativo tra le due produzioni tennistiche era a vantaggio della qualità. Oggi è un punto di domanda.

Anche Seppi non è più n.18 ma n.88. Ciononostante la solidità è quella tipica e sfila il primo set al brillantone di Le Hague approfittando del primo break.

Nella seconda partita il caldo comincia a pesare, le maglie si appiccicano ai corpi e ti aspetteresti di vedere Aldo Gandolfo che entra in campo col secchio dell’acqua fredda e la grande spugna riservata al crapone fumante del Villeggiante. Ma siamo in epoca Covid-19 e i due, come dicevamo, praticano un altro sport. Il che non impedisce loro di versarsi in testa la minerale al cambio campo.

Seppi riacciuffa un break di svantaggio. Poi ricede il servizio. Si soffre. Come spesso accade se tifi Andreas, perché niente viene via facile, gratis.
Bisogna costruire, disegnare traiettorie, preparare la palla giusta. E se ci si mette il vento di mare, a raffiche, a cambiare improvvisamente i ritmi, salta tutto.

Tra palle fuori tre dita e qualche scambio di fulmini, che serve a dare l’idea di come dev’essere stata la sfida di Cincinnati (quando Seppi era n.27 e Haase n.44): si arriva al tie-break. Con Andreas falloso che va sotto e offre all’olandese la possibilità di giocarsi tutto al match tie-break, rapido sostituto del terzo set nella Serie A 2020.

Andreas non è contento di sé. Scuote la testa bionda, si annaffia con dell’altra minerale e poi va a rispendere al primo punto dei dieci che bisogna conquistare con l’aria di chi sta pensando che vincere è uno sporco lavoro ma qualcuno deve pure farlo. Resta concentrato, essenziale, fa solo cose semplici, giuste.
Haase fa se stesso e perde un altro “head to head”. Finora su 8 sfide aveva vinto solo 2 volte, tra cui l’unico precedente sulla terra battuta, a Kitzbuhel nel 2011. La terra battuta di Recco gli è fatale. Torna al Vomero da Villeggiante.

Seppi invece mangia un boccone. Vince anche il doppio con Puetz. Poi fa la doccia e rimette il borsone nel bagagliaio dell’Audi. Da Recco a Ortisei ci sono 5 ore di macchina, gallerie liguri della A12 permettendo.

Dice che se gli Us Open si giocheranno lui è pronto ad andare a New York. Altrimenti resta in Italia e gioca qualche Challenger (si è appena iscritto a Todi) prima del trittico Madrid, Roma, Roland Garros. Oggi non ha spinto troppo il servizio per non caricare l’anca che da anni lo tormenta e lo obbliga a due super-infiltrazioni l’anno.

A queste cose è ormai abituato. Sorride. Pensa a Michela e Liv che lo aspettano in montagna. Innesta la marcia e svolta verso l’ingresso dell’Autostrada. A noi Villeggianti restano Recco e la focaccia. E il sogno di giocare una volta a Cincinnati.

P.S. Questi i risultati delle partite di andata dei quattro play-off di A2: Tc Santa Margherita Ligure b. Tc Vomero 5-1; Match Ball Firenze b. Junior Tennis Perugia 4-2; Tc Baratoff Pesaro - Tc Pistoia 3-3; Tc Prato b. Tc Rungg Bolzano 4-2

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