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Campioni internazionali

18 giugno: il compleanno del Signor Rovescio

Il francese Richard Gasquet compie oggi 34 anni. Amato nel mondo e ammirato da quasi un ventennio in realtà ha vinto pochissimo rispetto alla sua fama: non uno Slam, zero Masters 1000. Può vantare solo una Davis. E quel colpo…

di | 18 giugno 2020

Fa un certo effetto pensare che oggi, 18 giugno 2002,  Richard Gasquet compia solo 34 anni. Perché nell’immaginario collettivo degli appassionati di tennis il francese dal rovescio magico c’è da sempre: lo direste che ha 5 anni meno di Roger Federer? Dai, non è possibile.

E invece è proprio così. I riflettori sul piccolo Richard, nato a Beziers nella regione francese dell’Occitania, si sono accesi prestissimo: è stato considerato un predestinato sin da quando era piccolissimo e immediatamente spedito sul palcosenico.

A 15 anni aveva già una wild card per il tabellone principale del Roland Garros e lui la onorava portando via un set allo spagnolo Albert Costa, che poi avrebbe vinto il torneo.

Perché tutta questa attenzione? Per colpa del rovescio. Bello, bellissimo, giocato come antica tradizione con una sola mano. Un gesto facile, naturale. E che allora gli permise di primeggiare. Da junior precoce infatti Richard vince due Slam, a Parigi e agli Us Open, chiudendo la stagione 2002 da n.1 del ranking under 18.

Poi basta. Questo è l’altro fatto eccezionale della storia di Gasquet: probabilmente è il giocatore più famoso al mondo che in realtà non ha vinto niente. Di sicuro poco e niente rispetto a quanto è quotato e guardato come un fenomeno nei 5 continenti.

Sempre per colpa o per merito del rovescio.

Mai più di una semifinale negli Slam, “zero tituli” nei Masters 1000. Insomma, è vero che è arrivato al n.7 del mondo (nel luglio del 2007 dopo la prima semifinale a Wimbledon), è vero che in 18 anni di carriera ha conquistato 15 titoli Atp ma tra le vittorie che lasciano il segno nella storia c’è solo la Coppa Davis conquistata nel 2017, quando i francesi superarono in Belgio in finale e lui giocò il doppio. Tutto qui.

In verità, quel suo colpo unico, il rovescio monomane che fa innamorare tutti gli astanti e taglia gambe e morale all’avversario trafitto spesso lungolinea, lo ha reso competitivo ad alto livello.

Per due volte Gasquet si è qualificato per le Atp Finals, tra i primi 8 giocatori dell’annata. La prima nel 2007 cogliendo di slancio i frutti della sua prima stagione ad alto livello.

La seconda nel 2013, al culmine di un periodo di grande rilancio (dopo anni bui durante i quali era anche stato squalificato per essere risultato positivo alla cocaina) in cui si era affidato alle cure del coach italiano Riccardo Piatti.

Era diventato più solido, più continuo. Era rientrato tra i primi 10 e proprio nel 2013 aveva raggiunto le semifinali agli Us Open, il suo miglior risultato di sempre a New York.

Per Piatti quella stagione avrebbe dovuto essere rampa di lancio per un salto ancora più in alto a sfidare i primi della classe: serviva un’ulteriore iniezione di preparazione fisica, il vero punto fragile nell’arsenale del talentoso Richard. Lui disse no: andava bene così

E continuò a rimanere nel suo comodo limbo di tennista idolatrato per la bellezza di un colpo che però ha vinto poco o niente. Basti pensare che nella amatissima Parigi non è mai andato oltre i quarti di finale.

Sta bene così, il Signor Rovescio: concentrato a sistemare l’impugnatura della sua racchetta che fa ingrandire all’estremità in modo abnorme.

Non gli deve scappare di mano mentre lascia andare quel colpo che è come avesse vita sua. In qualche modo rimarrà nella storia, piccolo grande capolavoro a se stante, la parte per il tutto.

Buon compleanno Richard, lunga vita al tuo rovescio.

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