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Campioni internazionali

8 giugno: la terra è tutta afro-americana

Nel 2002 a Parigi Serena Williams batte in finale la sorella Venus e avvia la serie di quattro vittorie Slam consecutive che arriva fino agli Australian open 2003. Sempre con loro due a contendersi i titoli

di | 08 giugno 2020

Comincia l’8 giugno del 2002 una storia tutta nuova del tennis femminile: Serena Williams, 20 anni, batte in finale al Roland Garros la sorella Venus, 21 anni. E’ la prima giocatrice afro-americana a imporsi agli Open di Francia dal 1956, quando l’impresa riuscì ad Althea Gibson. Quella con Venus è anche però la prima finale totalmente afro-americana sulla terra battuta di Parigi.

Le due figlie di Richard Williams avevano imposto il “black power” anche nel settembre precedente, 2001, agli Us Open. Era stato il primo “Williams Show” con in palio un titolo “major” (il loro faccia a faccia a Wimbledon nel 2000 era avvenuto in semifinale) e aveva già fatto molto scalpore: si era imposta la sorella maggiore Venus, facilmente, 6-2 6-4.

Ma sotto la Tour Eiffel c’è una svolta: per la prima volta negli Slam è Serena a imporsi (7-5 6-3 in un’ora e 13 minuti) ma soprattutto ad aprire una nuova prospettiva, quella del dominio suo e della famiglia sul tennis mondiale.

Quella vittoria e quella finale infatti si sarebbero ripetute anche a Wimbledon, un mese dopo (7-6 6-4), e l’8 luglio Serena sarebbe diventata per la prima volta n.1 del mondo.

La terza puntata della serie sarebbe andata in scena di nuovo agli Us Open e sempre con il successo della nuova leader del tennis mondiale (6-4 6-3). E un inedito poker sarebbe stato completato nel gennaio del 2003 quando il derby Serena vs Venus sarebbe stato il match clou degli Open d’Australia.

A Melbourne la partita sarebbe stata tiratissima (7-6(4) 3-6 6-4 in 2 ore e 22 minuti di battaglia) ma la vincitrice non sarebbe cambiata rispetto a Parigi, Wimbledon e New York generando quello che è andato agli annali come “Serena Slam”, un Grande Slam realizzato non all’interno dello stesso anno solare ma non per questo meno straordinario.

Questa prima grande impresa di Serena Williams è rimasta indimenticabile nonostante poi la campionessa di Saginaw (Michigan) si sia imposta altre 18 volte a livello Slam, arrivando a quella ‘quota 23’ che la pone un solo gradino sotto il record assoluto di Margaret Court-Smith (24).

Non tutti ricordano invece che ad accompagnarla in quelle quattro finali (e vittorie) consecutive, dall’altra parte della rete, ci fosse sempre Venus. A stabilire l’inizio di una nuova era nel tennis mondiale femminile dove non solo “black lives matter” ma le atlete afro-americane propongono grandi modelli sportivi e umani. Le storia di Sloane Sthepens, Naomi Osaka e Cori Gauff sono lì a testimoniarlo.

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