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Campioni internazionali

6 giugno: si festeggia il vecchio orso

Bjorn Borg, il campione iconico che trasformò il tennis in sport di massa, compie 64 anni. Ha smesso a soli 26 anni ma è rimasto sempre nel mondo della racchetta: oggi ha un figlio , Leo, che punta al professionismo ed è il capitano dell’Europa in Laver Cup

di | 06 giugno 2020

Anche lui, come Rafael Nadal, aveva l’abitudine di festeggiare il compleanno al Roland Garros. I due giocatori più forti di sempre sulla terra battuta sono nati entrambi nel momento più caldo della stagione: un segno del destino?

Fino all’avvento dello spagnolo nato il 3 giugno, era lui, Bjorn Borg ad essere considerato il n.1 sul mattone tritato, in virtù del fatto di aver trionfato ben 6 volte a Parigi tra il 1974 e il 1981, un campo dove ha perso solo 2 partite, entrambe con il nostro Adriano Panatta, sei anni più anziano di lui, la prima nel 1973, la seconda nel 1976.

Nato nel 1956 a Sodertalje, 35 chilometri fuori Stoccolma, è ancora un simbolo del tennis a livello mondiale, anche ora che è imbiancato e sul campo da tennis si presenta suo figlio Leo, 17 anni, che lo scorso anno ha vinto un titolo ITF in Israele e ha esordito in un Atp Challenger a Bergamo nello scorso mese di febbraio.

Il vecchio Bjorn, che è stato scelto da Roger Federer per fare da capitano alla squadra europea in Laver Cup (quello della squadra Usa è John McEnroe, il suo rivale storico), era stato più precoce del figliolo.
Gli svedesi lo avevano fatto esordire in Coppa Davis nel 1972 quando aveva solo 15 anni e il giovane orsetto taciturno aveva battuto il forte ed esperto neozelandese Onny Parun. Tre anni dopo, nel 1975, guidò la Svezia alla conquista della prima Coppa Davis della storia, vincendo tutte le sue partite.

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Nel 1976, a 20 anni, avrebbe battuto nella finale di Wimbledon Ilie Nastase conquistando il primo di cinque consecutivi trofei ai Championships di Wimbledon, un’impresa che lo trasformò in un idolo a livello mondiale, una popstar.

La rivalità con l’astro nascente Usa John McEnroe, tre anni più giovane di lui, strafottente e sboccato quanto lui era taciturno e composto, raddoppiò la popolarità di entrambi trasportando il tennis in una nuova dimensione, dai suoni ovattati delle club house dei circoli storici alle discussioni chiassose dei bar, come per il calcio, l’automobilismo o il basket.

Una dimensione universale e trasversale che Federer e Nadal hanno consolidato.
Grazie e tanti auguri, indimenticabile orso svedese, con la fascia sui capelli e la Donnay di legno che disegna passanti imprendibili, salda tra le tue due mani affiancate per il rovescio.
La guardavamo nei negozi con l’acquolina in bocca: aveva l’impugnatura di cuoio molto più lunga delle altre racchette. Anche quello avevi fatto cambiare.

Guarda la FOTOGALLERY dedicata a Bjorn Borg

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