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Campioni internazionali

4 giugno: lo scivolone dell’imbattibile Chris

Nel 1981 a Parigi la n.1 del mondo Chris Evert subì dalla cecoslovacca Mandlikova la seconda sconfitta sulla terra battuta su 191 partite disputate in otto anni di gare

di | 04 giugno 2020

Il 4 giugno del 1981 la 19enne cecoslovacca Hana Mandlikova batteva nelle semifinali degli Open di Francia la statunitense Chris Evert, 26 anni e detentrice del trofeo al Roland Garros. Con quel successo (7-5 6-4) la Mandlikova interrompeva una serie di 64 vittorie consecutive sulla terra battuta dalla campionessa di Fort Lauderdale.

E, dato ancora più significativo (e impressionate) infliggeva alla Evert la seconda sconfitta sul “rosso” dall’agosto del 1973, un arco di tempo in cui la statunitense aveva disputato su quella superficie ben 191 partite.

La striscia di 64 match vinti consecutivamente non era infatti un primato: la stessa Evert era infatti stata capace di vincere ben 125 partite di fila tra il 1973 e la semifinale degli Internazionali d’Italia del 1979 quando fu battuta dalla connazionale Tracy Austin 6-2 4-6 7-6.

D’altro canto la grande Chris tra il 1974 e il 1981 era stata quasi sempre in testa alla classifica mondiale e vinto 12 dei suoi 18 titoli del Grande Slam, 7 dei quali conquistati proprio al Roland Garros.

Hana Mandlikova seppe approfittare del suo grande momento di forma battendo poi in finale la tedesca Sylvia Hanika con un netto 6-2 6- 4 conquistando il secondo Slam della sua carriera dopo gli Open d’Australia 1980. Ne sarebbero arrivati altri due, agli Us Open del 1985 e ancora a Melbourne nel 1987.

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