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Campioni internazionali

Sasha Zverev: “Slam a porte chiuse? Tutto, purché si giochi”

Il giovane tedesco, n.7 del mondo, lo ha dichiarato in un’intervista a Sport Bild. Nella quale sostiene che questa lunga sosta avvantaggerà avvantaggerà i campioni più “anziani” nei confronti della nuova generazione emergente

di | 17 aprile 2020

“E’evidente che tutti noi giocatori preferiamo scendere in campo in uno stadio pieno di gente ma in questo momento di crisi senza precedenti sarà una belle notizia poter rivedere delle partite, anche davanti alla tv. Questo farebbe bene enorme a tutti”.

E’ questo il punto di vista di Alexander Zverev, 22 anni, n.7 del mondo (ma già n.3 nel novembre del 2017) il primo dei Next Gen a insidiare concretamente il dominio della generazione dei fenomeni Fab Four. Lo ha raccontato in un’intervista al settimanale tedesco Sport Bild.

“Di sicuro le “porte chiuse” sono meglio che annullare l’intera stagione. Sono una soluzione che mi trova favorevole almeno fino a quando la crisi sanitaria non ci permetterà di tornare alla normalità. Credo che man mano che ci si avvicinerà alla data di inizio degli Us Open (31 agosto n.d.r) la gente sarà talmente impaziente di rivedere partite di tennis che andranno benissimo anche quelle senza pubblico. L’unico problema che vedo è quello degli spostamenti, che i giocatori effettuano quasi esclusivamente in aereo”.

Sasha sta trascorrendo questo periodo di “distanziamento sociale” a Tampa, in Florida dove ha una casa con il campo da tennis. Si è detto favorevole anche alla nuova collocazione in calendario del Roland Garros, pur di giocare.

“Di primo acchito è strano immaginare di giocare due Slam in così poco tempo ma se si dovrà fare secondo me i giocatori lo faranno volentieri. L’idea di riuscire a giocare ancora due ‘major’ quest’anno dopo tanti mesti annunci di annullamenti o spostamenti di tornei non potrebbe che farci felici”.

E pensa già a come potrebbe ricominciare la lotta per il primato quando si potrà tornare in campo: “Senza questa crisi penso che avremmo già assistito progressivamente al passaggio di consegne tra la vecchia generazione di Novak Djokovic, Rafael Nadal e Roger Federer e la nuova di Dominic Thiem, Stefanos Tsitsipas, Daniil Medvedev e del sottoscritto. O comunque pesno che uno di noi più giovani avrebbe vinto uno Slam in questa stagione. La fine del 2019 ha già mostrato che siamo vicino a un cambiamento generazionale con il solo Federer tra i quattro semifinalisti delle Atp Finals insieme a tre giocatori più giovani (Zverev, Tsitsipas e Thiem n.d.r.)”.

Il coronavirus però, secondo il vincitore delle Atp Finals 2018, modifica i tempi di questo avvicendamento al vertice.

“Questa crisi rimette tutto in discussione – sostiene – Penso che Roger, Djoko e Rafa si faranno trovare pronti, più freschi e determinati che mai a rimandare ancora il passaggio del testimone. Di solito sono molto ispirati quando riparte la stagione, mente noi più giovani abbiamo bisogno di un po’ di tempo e di partite per ritrovare il nostro ritmo e il nostro livello di gioco più alto. Per questo credo che la pausa giochi a loro vantaggio. Ma sono anche convito che presto li sorpasseremo. E’ una questione di mesi”.

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