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Campioni internazionali

Wilander all’Equipe: viviamo un dramma ma stiamo dando respiro al pianeta

Mats Wilander, ex n.1 del mondo ha rilasciato un’intervista molto interessante al quotidiano sportivo francese, di cui vi proponiamo alcuni passaggi-chiave. “Egoisti i francesi del Roland Garros? Egoista è il genere umano nei confronti del pianeta su cui vive”

02 aprile 2020

Lei vive in Idaho, negli Stati Uniti dove ancora non è stato indetto il distanziamento sociale. Quindi può ancora giocare a tennis…

“Tento di giocare più volte alla settimana. Sia con una macchina lanciapalle sia contro un amico: mi dicono che un campo da tennis garantisce la giusta distanza di sicurezza visto che ciascuno resta nella sua metà campo. Non ho paura dell’infezione di conseguenza. Anche perché c’è ancora neve da queste parti e dunque scio praticamente tutti i giorni…”

Ma il circuito le manca?

“Certo! I momenti che trascorro davanti al televisore, all’ora di pranzo piuttosto che la sera, mi mancano da pazzi. Il tennis live mi manca. E’ un momento orribile per i fans del tennis”.

E pure per i giocatori…

“Per loro è anche l’occasione di allenarsi, se possono. Ma ciò che per loro è veramente difficile è preservare la motivazione. Perché in questo momento non sanno in funzione di che cosa si allenano e soprattutto qual è il loro obiettivo. E’ come seguire la semifinale di Wimbledon fra Isner e Kevin Anderson. Non hai la più pallida idea di quando finirà. E in quei momenti è dura mantenere la concentrazione”

Wimbledon cancellato. Come ha vissuto questa notizia?

“Per un giocatore di tennis siamo al momento della verità: può essere una presa di coscienza di quanto un torneo come quello o come il Roland Garros siano importanti per tutto il nostro gioco. E capire che noi siamo fortunati. Ogni giorno un terzo della popolazione mondiale si batte semplicemente per mangiare: in un momento del genere non possiamo fare altro che restare vivi e con il sorriso delle labbra, Anche se non è facile…”.

Chi sono i grandi sconfitti di questo  momento?

“Il grande sconfitto è Djokovic. Non ha ancora perso una partita durante l’anno ed è chiaro che questo virus ha stoppato il suo slancio. Ed è altresì una perdita di tempo per tutti i giocatori che marcano stretto i “big 3”, che sono alle loro spalle. Sono migliorati tanto, certo: ma ragazzi come Shapovalov, Auger Aliassime e Tsitsipas migliorano soprattutto giocando tornei. Quando sei giovane non ti interessa davvero allenarti, non hai voglia di stare in campo a fare quattro ore di rovesci! Vuoi giocare partite”.

La scelta della Federazione francese di riprogrammare il torneo è stata una scelta egoista come hanno sostenuti alcuni giocatori e direttori di tornei?

“Non lo penso. Penso sia stata la sola decisione possibile. Chi è veramente egoista è il genere umano nei confronti del pianeta su cui vive. L’inquinamento è del tutto impunito, Ci si rende conto ora, quando certe attività umane sono ferme, come il pianeta migliora. Si sta offrendo alla Terra un anno di riposo. Nel dramma che stiamo vivendo, penso che questo sia l’unico aspetto positivo”.

La decisione del RG ha imposto un’altra volta gli interrogativi sulla governance del tennis. Non è forse il tempo che il tennis si doti di una dirigenza unica o di un gruppo di commissioner?

“Io non credo troppo al potere nelle mani di un solo uomo. Non mi piace l’idea. Io credo nel dialogo e nella democrazia. Ma penso che questo dramma possa essere l’occasione per riunire attorno ad un tavolo tutti i responsabili e affrontare e regolare i grandi problemi del tennis a cominciare dal calendario".

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