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Campioni internazionali

E adesso che si dirà nella super chat dei top 100?

In un intervista radiofonica l’argentino Diego Shwartzman ha rivelato che esiste una chat di whatsapp con 95 dei primi 100 giocatori del mondo, in cui si discute di tutto. Oggi più che mai. Con Novak Djokovic a fare da punto di riferimento

di | 18 marzo 2020

Quanto vorreste partecipare anche voi alla “Chat di Whatsapp di 95 dei primi top 100” di cui Diego Schwartzman ha dato notizia alla radio argentina 94.9 FM? Quanto vorreste conoscere e condividere, giorno per giorno, gli intimi e segreti pensieri dei più forti tennisti del mondo ai tempi del Coronavirus, soprattutto adesso, con questo sconvolgente blocco dell’attività e un futuro nebuloso e minaccioso che mette in forse la ripresa dei tornei incluso, forse, addirittura, Wimbledon e anche l’Olimpiade di Tokyo?

   Pochi appassionati si sono stupiti della ulteriore rivelazione del piccolo pedalatore argentino che nel 2018 è salito al numero 11 del mondo e oggi è 14: “Novak Djokovic parla molto, lui e Pospisil sono i principali moderatori. Ci inviano anche dei meme, per ridere un po’, ma sostanzialmente parliamo molto, ci scambiamo le idee, condividiamo le diverse situazioni nei diversi paesi in cui ci troviamo, insieme, abbiamo discusso con i tornei per prendere le difficili decisioni degli ultimi tempi, come la cancellazione di Indian Wells. Bisogna tenere nel debito rispetto tutte le situazioni e tutte le posizioni, la realtà è complicata e può complicarsi ulteriormente. Così, abbiamo dato il nostro voto, suggerendo di fermarci, che è stato trasmesso all’ATP”.

Con la conferma di Nole: “E’ vero, abbiamo questa chat, nella quale ognuno esprime il suo parere e si confronta con gli altri. Anche Roger e Rafa, certo, c’è un tremendo rispetto fra noi, sia privatamente che professionalmente, siamo tutti e tre ugualmente attivi e non attivi su questa piattaforma: tutti rispondiamo, andiamo molto d’accordo anche sul gruppo whatapp, e finché funziona ne beneficia anche lo sport”.

Nole sa che la guerra per il primato di "più amato di sempre è persa": non potrà mai farsi amare come Roger Federer e Rafa Nadal. Ne soffre, ci combatte ancora, ma ha capito che ha solo due armi a disposizione per rilanciare nella hit parade dei sentimenti col pubblico.

Ha l’arma dei risultati, e quindi del rispetto, per quanto sta facendo e farà, nella storia del tennis, e ha l’arma dei social media, un campo che conosce molto meglio dei grandi rivali e frequenta molto più assiduamente, da sempre, su più piattaforme. A cominciare da Twitter dove si presenta col motto: “Ridi finché respiri, ama finché vivi!”.

Perché, al di là della differenza di età (sei anni meno di Roger, uno di Rafa), il campione serbo è molto più estroverso, sia per istinto che per necessità, costretto com’è stato in giovanissima età dalle situazioni difficili dalle quali è dovuto emergere.

A cominciare dalle povere condizioni economiche della famiglia e del paese, peraltro vessato anche dalla Guerra dei Balcani e dai bombardamenti della NATO. Mentre sia Roger che Rafa provengono da famiglie benestanti, peraltro con genitori appassionati, conoscitori e praticanti di sport. Un altro fattore che li lega e li differenza da Djokovic. Che, appena apparso sulla ribalta, ha usato il megafono dei social media per dichiarare guerra al vertice dopo un decennio di duopolio: “Voglio vincere più Slam possibili e diventare il numero 1 del mondo”.

E ha sfoderato per primo l’arma dei video per ridicolizzare i tic di Rafa e la meticolosità di Roger, garantendosi la loro antipatia e l’accusa di lesa maestà. Espressione di un’altra epoca, non certo di quella governata dal web, delle chat, dalle App, eccetera.

Eppoi, questo gruppo di tennisti top 100 che si scambiano opinioni e svelano le proprie posizioni sul tennis, in un momento che già era politicamente delicato, è un ulteriore banco di confronto fra il numero 1 del Consiglio dei giocatori ATP, Djokovic, e i due Senators DOC che sono appena rientrati in gioco, Federer e Nadal…

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