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Campioni internazionali

WTA, le 5 top player del 2020: spiccano Kenin e Rybakina

I tornei WTA disputati prima della sospensione per coronavirus hanno messo al centro dell'attenzione Kenin e Rybakina. Tra ritorni e volti nuovi, le belle storie non sono certo mancate.

di | 15 marzo 2020

La forzata, ma opportuna, interruzione della stagione tennistica 2020 dovuta all’epidemia di Coronavirus sarà ricordata a lungo come un evento inimmaginabile fino a poche settimane fa a livello puramente statistico. Lo stop, ci auguriamo il più breve possibile, ci consente di poter fare qualche analisi a bocce ferme sui primi due mesi della stagione a livello WTA, individuando cinque protagoniste di questo bimestre.

Doveroso iniziare da Sofia Kenin. La statunitense già nel 2019 aveva fatto vedere risultati di tutto rispetto, altra cosa è però vincere uno Slam. Non possiamo dire che il suo sia stato un trionfo dovuto ad una concorrenza non all’altezza, visti i successi con avversarie come la numero 1 del mondo Ashleigh Barty, una ispiratissima Coco Gauff o la ritrovata Garbine Muguruza. Kenin, inoltre, ha avuto anche il merito di non abbassare la guardia e di conquistare, appena prima dell’interruzione, il secondo titolo stagionale in quel di Lione. E’ l’unica tennista finora ad aver vinto più di un torneo nel 2020.


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Parlavamo di Garbine Muguruza, il secondo nome da fare. Dopo un 2019 da ricordare solo per la vittoria a Monterrey sull’infortunata Azarenka, la spagnola ha ritrovato proprio a Melbourne grinta e continuità dei giorni migliori dentro al campo, sfiorando il titolo, e ma anche fuori, azzittando un giornalista che la accusava di essere entrata “in coma” durante la stagione precedente. Ad oggi Muguruza ha un ottimo record di 16 incontri vinti su 21 disputati complessivamente nel 2020, in virtù dei quarti raggiunti a Dubai prima e Doha poi, e ha riconquistato una top20 del ranking WTA che sembrava lontana. 


Numeri alla mano, tuttavia, la tennista che nel 2020 si è fatta apprezzare per continuità è stata senz’altro Elena Rybakina. 21 anni a giugno la potente moscovita naturalizzata kazaka nel 2020 ha giocato quattro finali su sei tornei disputati complessivamente! Numeri da capogiro per una ragazza così giovane che ricalca in modo perfetto l’identikit della tennista moderna: alta, potente, gran servizio e gran testa. Certo, il fatto che abbia vinto solo una delle finali disputate in stagione (ad Hobart in gennaio) non ci consente di mettere Rybakina davanti a Kenin; ma le potenzialità della kazaka sono enormi. Vincere 21 partite su 26 in stagione è un dato enorme per una under21.


A proposito di giovani, c’è una giovanissima che recentemente si è fatta notare per la prima volta a grandi livelli nel circuito maggiore. Leylah Annie Fernandez, classe 2002, non è giovane come Coco Gauff ma ha fatto intravedere ad Acapulco enormi potenzialità. Nata a Montreal, perciò concittadina di Felix Auger-Aliassime, Fernandez è solo l’ultimo esempio di come la federazione canadese stia crescendo a livello di vivaio. La finale di Coppa Davis raggiunta dagli uomini e lo Slam vinto da Bianca Andreescu non hanno potuto che essere uno sprone per questa ragazza di origini filippine ed ecuadoregne che in terra messicana è arrivata in finale senza perdere un set e si è arresa solo ala più esperta Heather Watson. Vicina all’ingresso in top100, Leylah in Canada è la tennista del momento, in grado di far dimenticare gli infortuni della stessa Andreescu e le amnesie di una Eugenie Bouchard sempre più in crisi.


Chiudiamo questa rassegna con Ons Jabeur. Molto importanti i risultati ottenuti dalla tennista tunisina in questo primo bimestre, specie se si considera lo storico quarto di finale ottenuto a Melbourne. Jabeur, 25 anni, è riuscita a smentire quello che fino allo scorso anno era un suo enorme limite, ovvero la concentrazione all’interno dello stesso match. Ha fatto vedere progressi importanti ponendo fine alla carriera di Caroline Wozniacki e perdendo con onore solo dalla poi campionessa Kenin, ma soprattutto dimostrando di poter ormai riuscire a fare partita pari con le migliori del circuito, come dimostra la partita contro Simona Halep a Dubai, persa di un soffio con tanto di match point a favore, e il quarto di finale raggiunto a Doha poco prima dello stop, nel quale ha costretto Petra Kvitova a due tie-break.

Non sappiamo quando si tornerà a giocare e se i rapporti di forza nel circuito WTA resteranno questi. Ma questi due mesi di 2020 sono stati già molto indicativi.


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