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Campioni internazionali

Federer è dappertutto anche quando non si vede

Ha ripreso ad allenarsi a casa sua, in Svizzera dopo l’operazione al ginocchio. Le ultime immagini sono quelle dell’esibizione in Sudafrica, ma ha detto la sua sullo stop al tennis, si è ripreso il suo logo, sarà oggetto di un film e i campioni degli altri sport lo prendono a esempio

di | 16 marzo 2020

Roger Federer non c’è, come tutto il tennis, ma in realtà è forse l’unico dio con la racchetta che è sempre presente, anche quando è fisicamente assente. I rivali si diano pace: il Magnifico spunta fuori continuamente, come il Fantasma dell’Opera.

   Federer è sindacalista. Secondo Sports Illustrated, il primatista Slam coi suoi 20 titoli fortemente minacciati dai 19 Rafa Nadal e dai 17 di Novak Djokovic, dal "buen ritiro” in Svizzera con la famiglia dopo l’operazione al ginocchio destro, è stato interpellato sia dagli organizzatori di Indian Wells che da quelli del Consiglio ATP Tour per decidere la cancellazione del primo Masters 1000 stagionale a causa del Corona Virus.

   Federer ha il timing perfetto anche fuori dal campo. Si parla di un congelamento dei punti nella classifica mondiale? Il pensiero e i titoli del web e dei giornali vanno ancora a lui, a Roger Express che, fermandosi il 21 febbraio per il pit-stop chirugico, ha rinunciato alla stagione sulla terra europea e quindi a 3180 punti da difendere fino alla stagione sull’erba. Chi più dello svizzero delle meraviglie potrebbe gioire del congelamento dei punti ATP? Chi avrebbe dimostrato più tempismo (e fortuna) di tutti in questi drammatici e imprevedibili frangenti?

Roger sarà presto al cinema. Roger non c’è, ma serpeggia sempre di più l’indiscrezione di un film sulla rivalità con Nadal, la più bella ed esaltante del tennis, una delle più esaltanti di tutto lo sport. Un’altra pellicola sulla falsariga del successo della super-sfida anni Ottanta fra i mitici Bjorn Borg e John McEnroe. Cosicché qualcuno ha tirato fuori le vecchie dichiarazioni di Federer alla rivista Esquire: “Non so se ci sarà mai un film su me e Rafa, ma se succedesse, vorrei che mi interpretasse Leonardo Di Caprio e Matt Damon o James Bond”.

Federer è il sogno di qualsiasi allenatore. Non tornerà a giocare partite vere prima di almeno un paio di mesi in campo, ma il suo amico e super-coach, Ivan Ljubicic, pur lusingato da più proposte, è il primo in lista d’attesa dietro la sua porta: “Roger è la mia prima, seconda e terza priorità. Per lui, rimango disponibile 52 settimane all’anno e questo sarà valido per tutto il tempo che lui deciderà di continuare a giocare. Sono grato delle opportunità che ho ricevuto ma nessuna è stata più importante per me di poter lavorare fianco a fianco con Roger. Non posso immaginare di allenare nessun altro tennista di lui”.

Roger manager e attore. Eppur si muove: Roger non può correre e giocare a tennis, ma può volare a New York per firmare dopo venti mesi di battaglie legali l’accordo con lo storico sponsor Nike che ha lasciato nel 2018 e recuperare il suo logo RF, disegnato dalla moglie Mirka, che farà fruttare ulteriormente col nuovo abbinamento Uniqlo. E così ne approfitta per intraprendere un nuovo progetto. Come rivela il creativo Stefan Hunt su Instagram: “Eccomi qui ad insegnare a Roger Federer come ordinare e mangiare un “bagel” senza rendersi ridicolo”. Curioso: Hunt ha firmato una campagna Nike, “Dream Crazier” con le tenniste Elina Svitolina, Caroline Garcia, Madison Keys e Simona Halep.

   Federer riferimento dei colleghi. Come ha fatto Roger a perdere contro Djokovic nella finale di Wimbledon 2019 con due match point a disposizione? Perché in quei delicatissimi tie-break ha commesso diciannove errori gratuiti contro uno e si è presentato a rete solo due volte. “Ma quant’è bello ilrovescio SABR di Roger”, applaude Rafa, rivelando continuamente nuove indiscrezioni sulla loro straordinaria ed insolita amicizia. “La forza di Federer sta nell’anticipo e nell’offensività continua”, recita l’aspirante stregone Kecmanovic. “Invidio la sua motivazione a sopportare i sacrifici e restare in vetta per tanto tempo”, lo esalta l’ex David Nalbandian.

Federer ispirazione anche nel golf. Un campione dal talento purissimo come Justin Rose, che è arrivato al numero 1 del mondo, si è aggiudicato 24 titoli pro, ma ha firmato un solo Slam (l’US Open 2013) e ne ha mancati altri di un soffio (due secondi posti al Masters e ai Championships e un terzo al PGA Championship), rivela a Forbes: “Non mi ispiro ad altri golfisti, ma amo guardare Roger Federer. Chiaramente a fine carriera non vincerò 20 Major come lui, ma vorrei a essere come lui, un atleta che gioca più libero che mai”. Da campione a campione, l’adattamento di Roger alle situazioni che cambiano affascina il golfista britannico: “Che bravo è stato ad evolversi e a diventare così. Guardo Roger Federer e lo vedo contro ragazzi che servono a 135 miglia all’ora, mentre lui serve a 121, ma negli angoli. E, pur essendo a fine carriera, è ancora incredibilmente efficace. Quindi sì, questo mi dà fiducia, anch’io non sarà come i ragazzi con cui gioco che hanno una velocità di palla di 185 miglia all’ora, un risultato che non inseguirò perché danneggerebbe il mio swing e il mio fisico. Ma come Roger, con una velocità di palla di 172-175 miglia all’ora, se la faccio volare a 300, posso competere su qualsiasi campo contro qualsiasi giocatore. Quindi, Roger è un po’ il mio punto di riferimento”.

Federer, Federer e ancora Federer. In attesa che il Magnifico torni a giocare a tennis a 38 anni e 10/11 mesi.

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