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Campioni internazionali

Djokovic: il nuovo super-uomo è già qui

Novak Djokovic ha iniziato la stagione con 18 vittorie e nessuna sconfitta, mostrando una condizione tecnica e atletica superiore. Con la doppietta americana Indian Wells - Miami alle porte il n.1 potrebbe ‘spaccare’ la classifica. Ma l'obiettivo adesso è infrangere record assoluti, come le settimane in vetta al ranking ATP e i titoli Slam

di | 08 marzo 2020

Next level superhumannessity, il prossimo livello di super-uomo. Così Chris Oddo (giornalista di vari network statunitensi) ha definito Novak Djokovic in un tweet che mostra l'incredibile gesto atletico prodotto dal serbo contro Monfils a Dubai la scorsa settimana, un recupero col dritto in spaccata finendo letteralmente sdraiato per terra in full stretch. Una sequenza che ha scatenato migliaia di commenti, incluso il divertito re-tweet dello stesso n.1, e un video scherzoso prodotto dall'account ufficiale dell'ATP in cui un Djokovic “Uomo Ragno” dopo la clamorosa spaccata vola in giro per il mondo fino a decollare nello spazio, “Si dice che @DjokerNole stia ancora scivolando...”.

 

Che Novak Djokovic fosse un atleta fuori dal comune lo sapevamo da tempo, ma è impossibile non restare di stucco riguardando quelle immagini che confermano la sua superiore qualità atletica ed agonistica. Un tennista che nonostante le prossime 33 primavere non finisce di stupire, continua a migliorarsi e a vincere, con l'obiettivo di infrangere record assoluti ed elevarsi a miglior giocatore dell'epoca moderna.

Durante la premiazione a Dubai gli è stato ricordato il suo ruolino di marcia immacolato da inizio anno; sorridendo, Novak ha commentato: “Beh, il mio obiettivo è quello di restare imbattuto per tutta la stagione (ride), ….scherzo (altra risata...), ...forse non sto scherzando...”. Immaginare un'intera annata senza sconfitte è un'enormità, anche per un “super uomo” come lui, ma con questa condizione e salute Djokovic pensa in grande, guardando agli Slam ed al numero di settimane al vertice del ranking, record tutt'altro che impossibili da raggiungere. La storia recente ci ricorda che Novak ha costruito le sue migliori stagioni su di un'inizio fulminante. Proprio come il 2020...

 

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UNA PARTENZA PERFETTA

18 vittorie, 0 sconfitte. Questa finora la stagione perfetta di Djokovic, dalla trasferta australiana a Dubai. Ha demolito tutti i rivali incontrati, e che rivali.

Partendo dall'ATP Cup, Novak ha sconfitto

  • Rafael Nadal (n.1 in classifica nella settimana del loro match)
  • Dominic Thiem (n.5)
  • Roger Federer (n.3)
  • Daniil Medvedev (n.5)
  • Stefanos Tsitsipas (n.6)
  • Gael Monfils (n.9)
  • Diego Schwartzman (n.14)
  • Denis Shapovalov (n.15)
  • Karen Khachanov (n.17)

...oltre all'emergente Cristian Garin e un Milos Raonic tornato a ottimo livello. Praticamente ha già affrontato e sconfitto tutti i migliori del mondo. Nelle diciotto vittorie (inclusi i sette match disputati 3 su 5 a Melbourne) ha ceduto la miseria di 6 set; inoltre ha vinto tutti gli otto tiebreak disputati, a sottolineare la classe e forza mentale di un campione capace di alzare il livello in modo esponenziale nei momenti decisivi.

Numeri impressionanti, che ricordano le partenze sprint nelle sue migliori stagioni. Indimenticabile la cavalcata record del 2011, quando vinse le prime 43 partite perdendo da Federer nella semifinale di Roland Garros (restò imbattuto da gennaio a giugno!); altrettanto eccellente il suo 2015, quando da inizio stagione al successo a Wimbledon perse solo tre partite, terminando l'annata con un bilancio di 82 vittorie e 6 sconfitte, con un distacco abissale in classifica sul n.2 Andy Murray (16.585 punti per il serbo, +7640 sullo scozzese, un abisso se pensiamo che Rafael Nadal ha chiuso in vetta il 2019 con 9985 punti totali).

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Parlando di punti, Djokovic potrebbe staccare ulteriormente i rivali facendo bene nei due prossimi Masters 1000, Indian Wells (al via la prossima settimana, con la novità di un match al giorno trasmesso in differita su Super Tennis) e Miami, visto che nel 2019 furono i suoi peggiori tornei nell'intera stagione, con solo 45 e 90 punti da difendere. Difficile ipotizzare che possa far peggio dell'anno scorso, ricordando come Novak sia riuscito per ben quattro volte a trionfare nella doppietta statunitense di primavera (2011, 2014, 2015 e 2016).

Al contrario Rafael Nadal, il principale rivale nel ranking, dovrà difendere i 360 punti della semifinale in California, e poco dopo sul rosso in Europa arriveranno le “solite” cambiali pesanti da onorare. Lo scenario più plausibile è quello di un Djokovic vittorioso sul cemento americano, o comunque con ottimi risultati, quindi al riparo da brutte sorprese per la testa della classifica almeno fino a Wimbledon.

Settimane da numero uno e Slam, record “possibili”

Il conto delle settimane in vetta al ranking ATP è un dato molto importante per Djokovic, visto che il record assoluto detenuto da Roger Federer non è più così lontano. Lo svizzero è in cima alla classifica all time con 310 settimane da numero 1, Djokovic lo segue con 280, attualmente al terzo posto dietro alle 286 di Pete Sampras. Il sorpasso a “Pistol Pete” sembra ormai imminente, ma anche il primato assoluto di “King Roger” è tutt'altro che al sicuro.

Se Djokovic continuerà a macinare tennis di questa qualità e intensità, restando in salute e senza cali di forma importanti, una stagione intera da n.1 non è affatto impossibile, e il sorpasso su Federer avverrebbe tra 31 settimane: l'aggancio a 310 il prossimo 28 settembre, e il record assoluto lunedì 5 ottobre. Questo sarebbe lo scenario ideale per Novak, un sogno che potrebbe concretizzarsi giocando bene anche su terra battuta, confermando il titolo a Wimbledon e lottando fino alle giornate decisive allo US Open. 

 

Sarebbe una stagione quasi da Grande Slam, impresa mai più riuscita in campo maschile dal 1969, ma che Djokovic è stato l'unico ad avvicinare a cavallo tra 2015 e 2016, quando vinse i quattro Slam in fila ma in due anni solari. Lo scoglio più grande resta la terra di Parigi, “feudo” quasi inespugnabile di Rafael Nadal e unico Major che il serbo ha vinto una sola volta.

Se Novak riuscisse a sbaragliare tutti i rivali al Bois de Boulogne, la strada per il Grand Slam resterebbe ancora bella lunga, ma la sua motivazione potrebbe portarlo a superare ogni ostacolo ed entrare così nella leggenda. La corsa continua anche per il numero complessivo di Slam vinti: Federer detiene il record con 20, Nadal è un passo con 19, Djokovic è già in scia a 17, lanciatissimo verso l'aggancio all'iberico. Ne vedremo delle belle.

Djokovic nella sua lunga carriera si è distinto non solo per gli straordinari risultati ma anche per una profonda capacità di analisi del proprio tennis, che lo ha portato a crescere e migliorarsi aggiungendo novità tecniche anno dopo anno. Ad inizio carriera il dritto non era un colpo non così stabile e definitivo, il servizio è cresciuto terribilmente, come l'intensità e la resistenza nella lotta.

Allo scorso Astralian Open per esempio è stato rilevato un incremento del 10% nella velocità media della sua seconda di servizio rispetto all'edizione 2019 del torneo.

Un dato importante, che certifica il lavoro di Novak per rafforzare uno dei suoi pochissimi punti “deboli” ed avvicinarsi ad un tennista quasi perfetto, in ogni situazione di gioco.

Negli anni è diventato bravissimo a gestire le proprie energie nel corso di un torneo per esprimere il picco di prestazione nelle grandissime occasioni e contro i rivali più temibili.

Djokovic non lascia niente al caso, niente sfugge nella gestione della sua vita personale e sportiva, che siano aspetti tecnici, fisici, la capacità di concentrazione e focus durante il match, fino all'alimentazione, con la nuova dieta “Plant-based”.

Il risultato è un tennista così completo da sfiorare la perfezione, capace di esprimere una superiorità che lo ha portato a risultati eccezionali, nonostante la presenza di due rivali incredibili come Roger Federer e Rafael Nadal. Quasi un nuovo modello di super-uomo.

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