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Campioni internazionali

Gigante Karlovic: 41 anni da record, ma senza festa

A 41 anni, il croato recordman degli ace, dai suoi 2 metri e 11 centimetri, di statutra, è ancora in campo. Nel giorno del suo compleanno, perde negli ottavi del Challenger di Calgary contro Blancaneaux, che ha la metà dei suoi anni. Ma continua ad alimentare il suo sogno

di | 28 febbraio 2020

Ogni settimana c’è un compleanno in campo per i protagonisti della racchetta, quello di Ivo Karlovic ha un sapore unico come i suoi stupefacenti 41 anni. Anche se non lo festeggia sul palcoscenico maggiore ATP Tour ma su quello Challenger, negli ottavi del torneo di Calgary contro il 21enne Geoffrey Blancaneaux, e perde pure. Ma è ancora competitivo, è ancora vivo, è ancora in corsa all’inseguimento del suo sogno.

Perché il numero 124 che gli attribuisce la classifica mondiale è l’ennesimo trampolino per tornare sotto i riflettori non come il pivot più alto delle racchette coi suoi sempre sensazionali 211 centimetri - record come Reilly Opelka -, o come il più anziano in gara ma come il campione che non demorde, che si batte e fa sempre paura agli avversari.

A gennaio, eliminando Vasek Pospisil nel primo turno degli Australin Open, Ivo il tranquillo è diventato il più vecchio a vincere un match negli Slam. Ritoccando il proprio limite, che aveva fissato a luglio a Wimbledon battendo l’italiano Tomas Fabbiano dopo aver scritto la storia al Roland Garros di maggio contro Feliciano Lopez, condendo l’impresa con 35 ace, peraltro al rientro dopo due mesi di volontario stop per non pregiudicare la classifica nei tornei sul rosso prima di Parigi. Chissà se, dopo aver riaperto il libro dei quarantenni-fenomeno che era fermo a Ken Rosewall nel 1978, avrà la forza e la voglia di insistere ancora. Anche se il super-record di 47 anni di Pancho Segura agli Us Open 1968 sembra davvero irraggiungibile. E negli ultimi anni ha accusato una serie di acciacchi che l’hanno limitato.
Per Karlovic che, partita dopo partita, dal 2000, s’è ingrigito di capelli ed è diventato sempre pi dipendente dal servizio-bomba, non è comunque solo questione di età. C’è la sfida nella sfida anche psicologica contro giocatori tanto più giovani ed atletici che gioca a trascinare al tie-break, per batterli sul suo terreno preferito esaltando il micidiale servizio che ha sparato anche a 251 chilometri l’ora (record fino ai 263 all’ora di Groth) e che mantiene comunque a una velocità media sempre superiore ai 200, spingendo spesso anche la seconda. Il che innervosisce, gli avversari, li frustra, li confonde, e gli mette il servizio sotto una pressione incredibile, sapendo che è difficile, strappare il suo.
I suoi match sono sempre diversi dal violento “corri e tira” degli altri campi dei tornei, proprio perché i suoi ace sono sempre tanti e i tempi che concede agli scambi sono sempre pochi, rubando così il ritmo dei colpi agli avversari. In carriera, ha fatto punto direttamente col servizio ben 13,599 volte, superando nel 2015 il limite del più famoso connazionale, Goran Ivanisevic: 10,247 contro 10,237. Una collezione-record ancor più impressionante se si considera che l’ha ottenuta in 687 partite. Tanto per intenderci, Roger Federer, in 1455 match, ne ha messi giù 11365 e il secondo della speciale classifica, John Isner, in quasi le stesse partite, 671, ne ha siglati 12,181, un migliaio meno del gigante croato.

Anche se quest’anno Karlovic è appena ottavo in graduatoria con 616 ace in 26 partite, fa sempre paura con la sua arma paralizzante anche solo all’idea che nel 2015, ad Halle, contro Berdych, ha piazzato 45 ace in un match al meglio di tre set, superando il proprio primato di 44. Il nostro Daniele Bracciali ricorda bene il loro confronto di Wimbledon 2005, quando riuscì ad avere la meglio malgrado il croato gli avesse sparato addosso ben 51 ace. E il tennis non può cancellare i ripetuti record al pallottoliere di super-Ivo che è salito a 55 ace al Roland Garros 2009 nel match perso contro Lleyton Hewitt, ed addirittura a 78 in coppa Davis, cedendo però ancora all’avversario, Radek Stepanek.
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Anche se quest’anno Karlovic è appena ottavo in graduatoria con 616 ace in 26 partite, fa sempre paura con la sua arma paralizzante anche solo all’idea che nel 2015, ad Halle, contro Berdych, ha piazzato 45 ace in un match al meglio di tre set, superando il proprio primato di 44. Il nostro Daniele Bracciali ricorda bene il loro confronto di Wimbledon 2005, quando riuscì ad avere la meglio malgrado il croato gli avesse sparato addosso ben 51 ace. E il tennis non può cancellare i ripetuti record al pallottoliere di super-Ivo che è salito a 55 ace al Roland Garros 2009 nel match perso contro Lleyton Hewitt, ed addirittura a 78 in coppa Davis, cedendo però ancora all’avversario, Radek Stepanek.

Verrebbe facile da dire: non si vive di soli ace. Ma Karlovic, a dispetto dell’altezza che ne limita i movimenti, come anche l’età, nel 2007 ha vinto tre tornei Atp Tour su altrettante superfici diverse: il veloce indoor di Stoccolma, la terra battuta di Houston e l’erba di Nottingham, cedendo sul cemento la finale di San José, peraltro contro una delle migliori risposte del circuito, di Andy Murray. Nel 2008 è anche salito l numero 14 del mondo, firmando 8 tornei, gli ultimi due nel 2016, a Los Cabos e Newport. A gennaio 2019, a Pune, ha eliminato l’ostico Simon e ha disputato contro Kevin Anderson (2.03) la finale più alta di sempre, peraltro dopo tre anni di assenza dall’’ultima partita in un torneo, da Den Bosch 2017, rilanciando la sua corsa i primati di longevità: un giocatore così anziano non arriva in finale ATP da Hong Kong 1977 con lo straordinario Ken Rosewall contro Tom Gorman.
Negli ultimi anni, per recuperare la classifica e poter disputare gli Slam, dove invece ha toccato al massimo i quarti a Wimbledon 2009, si dedica più spesso ai Challenger. Quello di Calgary gli è particolarmente caro: nel 2018, l’ha vinto a 39 anni e 7 mesi stabilendo il nuovo record del circuito, soffiando il primato a Dick Norman, campione a 38 anni e un mese a Mexico City 2009, mettendo giù 16 ace nella settimana, risalendo al 1098 del mondo grazie alla doppietta di Monterrey della settimana prima.

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