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Campioni internazionali

Jack Sock, viaggio all'inferno e ritorno

L'americano Jack Sock sconfigge Radu Albot nel primo turno a Delray Beach e torna a vincere un match ufficiale dopo 15 mesi. Il suo ultimo successo risaliva al Masters 1000 di Bercy 2018.

di | 19 febbraio 2020

L'incubo di Jack Sock è finito. Stanotte all'ATP 250 di Delray Beach il tennista statunitense è finalmente tornato a vincere un match ufficiale sull'ATP Tour, sconfiggendo in una durissima battaglia Radu Albot, 3-6 6-3 7-6 lo score. È il primo successo di Sock dopo oltre un anno di sofferenze, fisiche e mentali, che l'avevano portato a scomparire dal radar del tennis Pro, giocando pochissimo e racimolando solo sconfitte. “Desaparecido”, cancellato dal quel mondo che gli aveva regalato gloria e successo. Addirittura senza un misero punto ATP, fuori dal ranking a fine 2019. 


Tre anni vissuti “pericolosamente”, su di un otto volante velocissimo che lo fece prima decollare ad altezze vertiginose e quindi precipitare repentinamente, fino all'oblio. Al Masters 1000 di Bercy 2017 impressionò per la potenza del suo tennis, vincendo il torneo più importante della sua vita sportiva. Dopo la semifinale alle ATP Finals chiuse l'annata al n.8 del mondo, toccando l'apice di una carriera che pareva assai promettente, sostenuta da un tennis muscolare ed aggressivo. La gioia durò ben poco, nel 2018 iniziò il suo calvario. Arrivarono i primi problemi fisici e pessimi risultati nell'arco dell'intera stagione, chiusa con l'ultima vittoria (sempre a Bercy) contro Jaziri, prima di esser sconfitto nei quarti da Thiem. Solo 9 vittorie e ben 22 sconfitte in stagione, con un crollo in classifica al n.106 a fine 2018. Toccato il fondo, Jack era pronto a risalire? No, l'incubo era appena iniziato, entrò in un vortice nero che l'ha letteralmente divorato e portato ai margini. I problemi alla mano divennero cronici, necessario un lungo stop per risolverli, con l'incertezza di un pieno recupero. Sei lunghi mesi passati tra la frustrazione del momento, una fisioterapia dolorosa e pure qualche sintomo depressivo, “è pazzesco ritrovarsi in questa situazione dopo aver assaporato la top 10”, dichiarò in una rara intervista. Un periodo difficile anche sul piano personale per la perdita della nonna a cui era legatissimo, ferita che l'ha ancor più abbattuto nella delicata fase del recupero. 


Tornato in campo nel luglio 2019, disputò solo otto tornei tra ATP e Challenger rimediando solo sconfitte, lontanissimo da quel tennista potente e pronto alla lotta che era entrato nella élite del tennis mondiale solo due anni prima. Unica gioia di un anno orribile la vittoria su Fognini alla Laver Cup; ma senza vittorie in partite ufficiali, lo scorso 4 novembre arrivò lo sentenza di zero punti nel ranking ATP. Sock scomparse dalla classifica mondiale, nemmeno due anni dopo esser stato top 10. 


Ieri notte il suo treno è finalmente ripartito. Con la vittoria al primo turno nel 250 di Delray Beach, Sock lunedì prossimo tornerà nel ranking ATP, almeno intorno alla posizione 765. Un abisso rispetto al suo valore tecnico, ma per Jack l'importante era dare un segnale di vita, anche a se stesso, e ripartire. Otterrà alcune wild card (come quella grazie a cui ha potuto giocare questa settimana), che lo aiuteranno a tornare in quel mondo a cui aveva già provato a riaffacciarsi in punta di piedi la settimana scorsa a New York, perdendo da Giron in due set, ed uscendo a testa bassa con gli occhi lucidi.


Ieri notte Sock ha pianto sì, ma stavolta di gioia e sollievo. Dopo aver battuto Albot, finalmente Jack ha sorriso, dichiarando “Sono stati due anni durissimi, soprattutto lo scorso in cui ho giocato davvero poco. Sono stato molto vicino ad abbandonare definitivamente lo sport, questo successo per me significa davvero tanto”.

La presenza del suo team è stata fondamentale per il suo ritorno: “Senza il mio angolo probabilmente oggi non sarei qua. Devo ringraziarli per avermi sostenuto, per avermi dato forza e positività. Mi hanno fatto credere che ce la potevo fare, quando invece la fiducia l'avevo smarrita da un bel po' di tempo”. Al secondo turno lo aspetta il connazionale Steve Johnson. “È un buon amico, ci conosciamo da sempre, sappiamo tutto l'uno dell'altro. So come affrontarlo, e soprattutto ora che ho vinto una partita non sentirò più quel peso enorme sulle spalle, potrò giocare liberamente e pensare anche a divertirmi in campo, cosa che non mi capitava da troppo tempo”. Bentornato Jack.

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