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Campioni internazionali

Il cambio campo… mangia & bevi!

Dal canadese Vasek Pospisil che, in finale a Montpellier, si è bevuto lo sciroppo d’acero alle inflazionatissime banane. Ma anche il caffè di Wawrinka, i datteri di Nadal e le carote di Sinner. Tra le pratiche studiate da preparatori e dietologi, non mancano curiosità e stranezze

di | 16 febbraio 2020

Ce n’è per tutti i gusti, è proprio il caso di dirlo. A ricordarcelo ci ha pensato Vasek Pospisil, uno dei più “caldi” del momento, che durante la finale di Montpellier, in un cambio campo, si è bevuto un bel sorso di… sciroppo d'acero, l’iconico prodotto canadese ideale per i pancake. Non proprio il classico “integratore da partita”. Ma tra i datteri di Nadal, le carote di Sinner, il caffè di Wawrinka… ormai non stupisce più nulla.

Nel caso specifico, Pospisil sul proprio profilo Twitter ha, scherzosamente, rincarato la dose: “Sciroppo d'acero, miglior drink per la performance sportiva; proprietà anti cancerogene; ricco di nutrienti e minerali; lotta contro i terroristi; scandalosamente buono nel caffè; un grande amico. Tutto per voi dal Canada, amici!”. Ma Vasek non è solo, al cambio campo in stile mangia & bevi.

 

La banana di Chang

L'edizione 1989 di Roland Garros è passata alla storia per il successo di Michael Chang, più giovane vincitore di uno Slam a soli 17 anni e 3 mesi, con l'indimenticabile match di ottavi tra il giovanissimo americano e il n.1 del mondo Ivan Lendl. In quella partita Chang ne combinò di tutti i colori, portò Lendl sull'orlo di una crisi di nervi e per primo introdusse la banana come alimento per scongiurare i crampi, sfruttando la grande quantità di potassio contenuta nel frutto.

Non tutti i nutrizionisti sono concordi sulla reale utilità del mangiare una banana durante una partita (i benefici arriverebbero con la digestione, che richiede tempi assai più lunghi).

Ma secondo molti specialisti se un giocatore non è riuscito ad alimentarsi nei tempi ottimali prima di un incontro, dare piccoli morsi a una banana dopo un'ora di prestazione aiuta a prevenire cali energetici, essendo il frutto ricco di zuccheri e nutrienti.

Quella che pareva una scelta bizzarra è diventata una consuetudine per moltissimi tennisti, inclusi campioni come Federer, Nadal, Thiem, Monfils, Sharapova, Khachanov e tanti tanti altri.

Stranezze assortite, tra salamoia e caffè

I crampi possono diventare un vero nemico in match molto intensi, giocati in condizioni climatiche estreme per caldo o umidità. Curioso il rimedio adottato dal russo Daniil Medvedev, che durante un cambio di campo all'ATP 500 di Barcellona ha assunto del sale da cucina direttamente da una comune saliera da ristorante.

Un sistema decisamente pratico ed economico, che l'ha aiutato a sconfiggere Kei Nishikori nell'occasione. Altrettanto salato e poco allettante per il palato il cosiddetto “Pickle juice” usato tra gli altri da Frances Tiafoe e John Millman. Si tratta di una sorta di salamoia composta da acqua, aceto, sale e zucchero, con uno spiccato sapore agro-dolce, molto simile a quella in cui vengono conservati i sottaceti.

La sua assunzione combatte i dolori muscolari, aiutando specialmente la prevenzione dei crampi, tanto che negli Stati Uniti il “Pickle juice” viene venduto come energy drink in bottigliette usa e getta.

“Contiene un sacco di sale, aiuta contro i crampi - ha dichiarato allo scorso US Open proprio l'australiano Millman - ma ha un sapore terribile!”. Secondo il dottor Mayur Ranchordas della Sheffield University “Il pickle juice aiuta a bloccare i crampi il 40% più velocemente dell'acqua potabile”.

Assai più gustosa la pratica adottata dal giovane talento azzurro Jannik Sinner, che in campo non disdegna qualche morso a una carota, fresca e ricca di vitamine. “Sì, in campo mangio carote - ha spiegato Jannik - sono buone, ma non mettetemi tanta verdura sul piatto per cena!”.

Un classico per i tennisti è assumere acqua ed integratori ad alta concentrazione di elettroliti, bevande ideali per fronteggiare la disidratazione, ma a volte compare anche la Cola, nonostante le bibite gassate non siano indicate durante una prestazione sportiva.

È capitato a Gael Monfils, nel corso di un match contro Roger Federer. Perché l'ha chiesta? “Mi andava, non c'è una motivazione particolare. Mi piace e ogni tanto qualcosa che fa bene allo spirito aiuta più di un energy drink...” confessò il francese dopo il match.

Ancor più particolare la richiesta di Stan Wawrinka a Parigi Bercy 2015, in una sfida serale contro Rafael Nadal: un caffè espresso. Raccontò divertito Stan: “L’espressione del giudice di sedia quando ho ordinato un caffè è stata divertente. Ricevuta la tazzina si è girato e mi ha chiesto se volessi un club-sandwich... Visto il risultato (vinse l'incontro, ndr) mi tengo stretto il mio caffè”.

“Un po’ di caffè, a volte, è tutto ciò che serve”, scrisse poi Wawrinka sul proprio profilo Instagram. Anche Serena Williams chiese un buon caffè alla Hopman Cup durante un cambio di campo contro Flavia Pennetta, ribaltando il match a suo favore.

Rafael Nadal, tra bottiglie e datteri

Il campione spagnolo Rafael Nadal non può fare a meno dei suoi mille rituali durante ogni incontro, come l'esatto posizionamento delle bottigliette che sorseggia per mantenersi ben idratato, una d'acqua e l'altra con un integratore all'arancia.

A volte porta con sé una banana, dando un morso quando ne sente il bisogno o l'incontro si allunga, ma ultimamente sceglie i datteri, più digeribili e con un sapore che preferisce rispetto alle barrette energetiche.

Ne ha parlato il suo medico di fiducia Angel Ruiz Cotorro: “I datteri forniscono all'atleta un apporto energetico immediato e non pesano sullo stomaco durante la partita. Ideale è assumerli ogni 40 minuti, anche se a volte bisogna ricordare a Rafa di prenderli dalla panchina perché se ne dimentica”.

Ricchissimi di vitamine e nutrienti, i datteri consentono un veloce rilascio di energie nel corpo, aiutano la respirazione cellulare e la circolazione sanguigna, e l’acido pantotenico in essi contenuto previene la stanchezza.

Se volete fare come Rafa, andate subito a comprarne un po'.

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