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Campioni internazionali

Sascha prepara l'assegno, mamma Thiem il canguro

Zverev ha confermato di voler donare tutto il montepremi in caso di conquista del titolo. "I soldi servono per le buone cause" ha detto. In semifinale sfiderà l'amico Thiem. Da Indian Wells, sua mamma si è fatta un tatuaggio per ogni torneo che ha vinto.

di | 01 febbraio 2020

La semifinale che profuma di nuovo, temuta come il segnale della fine dell’epoca ma pure attesa come antidoto alla monotonia, mette di fronte Sascha Zverev e Dominic Thiem, due che avevano sempre rifiutato il ruolo di controfigure, ma che solo a sprazzi erano riusciti a mettere i bastoni tra le ruote dei Fab Tre e Mezzo. Qualche soddisfazione di tappa, come i successi a Roma o alle ATP Finals, le finali parigine o gli scalpi di Nadal sul rosso, ma mai abbastanza da togliere a quegli acuti la sensazione di eccezione che conferma la regola.

 

Quel che mancava ai due era un’affermazione stentorea, che facesse gridare al cambio della guardia. Più ancora di quella che 10 mesi fa ha visto Dominc Thiem imporsi nel deserto della California, un successo sulla superficie in teoria meno amica che nella circostanza ha portato la madre Karim a celebrare il titolo di Indian Wells nella maniera che non ti aspetti, con un tatuaggio simbolo della località statunitense. Scelse la penna dell’aquila, mamma Thiem - l’ornamento tipico dei nativi americani. Per poi replicare in occasione di ognuno degli altri quattro titoli conquistati dal figlio nel 2019: un piccolo sole per Barcellona, un panda per Pechino, una capra per Kitzbuehel, una ruota panoramica per Vienna. “Qui credo che dovrà optare per un canguro” ha annunciato Thiem dopo il successo facile facile su Monfils negli ottavi. Dopodiché è arrivato anche il trionfo in su Nadal. E allora la prospettiva di volar via con un canguro tatuato sul corpo di mamma sembra meno remota.
Vicina almeno tanto quanto la prima finale Slam per il vecchio amico Sascha. Un traguardo reso praticamente inimmaginabile per per l’orizzonte zvereviano dopo la pioggia di doppi falli e gli schiaffi collezionati durante l’ATP Cup tanto che dopo il primo turno di Melbourne il tedesco l’aveva sparata grossa. “Per ogni partita vinta agli Australian Open donerò 10mila dollari in beneficenza alle vittime degli incendi. E se vincerò il torneo, donerò tutto l’assegno”. Quattro milioni abbondanti di dollari australiani, due milioni e mezzo di euro. E le risate si erano sprecate. Sembrava una boutade per mostrare a Kyrgios chi è più dotato, e l’uscita era valsa a Sascha Zverev le prime pagine australiane ma anche tante ironie sul web. Figurati se uno che in 18 partecipazioni Slam ha raggiunto due volte i quarti può arrivare in fondo, per di più un major blindato dai big come quello agli antipodi. E invece il 22enne di Amburgo è arrivato tra i primi 4, in un crescendo di prestazioni che ne ha fatto impennare le quotazioni. Ma che ha anche riportato di attualità la sua promessa di inizio torneo.

“Facile parlare dopo il primo turno, eh?” Ha scherzato Sascha a caldo dopo il successo Wawrinka, prima di riprendere l’argomento in conferenza stampa -. I miei genitori sono cresciuti in Unione Sovietica e il denaro che mio padre guadagnava all’estero come tennista doveva consegnarlo allo Stato. Con un’esperienza del genere alle spalle ti aspetteresti un attaccamento al denaro, e invece mi hanno insegnato che i soldi servono per delle buone cause, non possono restarsene in banca o trasformarsi nell’ennesima macchina o in un’altra casa. Voglio dire… io non sono LeBron o Roger, 4 milioni mi fanno gola. Ma in questo Paese bellissimo, che per un mese diventa la nostra casa, c’è gente che ha perso tutto. Noi che possiamo farlo, abbiamo il dovere morale di aiutare queste persone. Quando ho rilasciato quella dichiarazione, anche negli spogliatoi in tanti mi hanno detto ‘Si’, certo, voglio vederti dar via un assegno del genere’. Ma credo davvero che il denaro serva per cambiare in meglio il mondo”. Parole sincere, che magari non gli faranno vincere la semi nuova di zecca, ma che probabilmente porteranno il pubblico australiano dalla sua. 


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