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Campioni internazionali

Serena depressa? No, incazzatissima...

“Prenderei a pugni il muro”: questa la reazione rabbiosa della Williams dopo la sconfitta al terzo set contro la cinese Qiang Wang. Ma chi temeva un ritiro scopre nuova grinta: “Mi allenerò perché una prestazione del genere non si ripeta”

di | 24 gennaio 2020

In sala stampa ci sono solo posti in piedi, e anche quelli scarseggiano. A un certo punto la porta non si riesce più ad aprire né chiudere, come se tutti i giornalisti e gli inservienti di Melbourne Park abbiano interrotto le attività per assistere a quella che potrebbe essere l’ultima conferenza stampa di Serena Williams. L’elefante nella stanza è la parola ritiro, che però la ex numero del mondo non nomina mai, se non per tributare un omaggio a Caroline Wozniacki. Si sarebbero dovute incontrare agli ottavi di finale, e quello sì che sarebbe stato il modo più simbolico per salutare la danese. Invece hanno perso entrambe per 7-5 al terzo a distanza di un paio di minuti e di poche centinaia di metri. “Ci siamo incontrate negli spogliatoi, eravamo entrambe giù. È una delle mie migliori amiche, e anche se continueremo a vederci nella vita di tutti i giorni, nel circuito mi mancherà da morire. Per cui non fatemi domande su Caro, perché mi commuovo. Detto questo, la sconfitta non è la fine del mondo, perché la vita continua. O meglio… io posso sicuramente giocare meglio di così, lei no”.

Una risata a stemperare la tensione, quel misto di tristezza, ansia da prestazione, incapacità di accettare le sconfitte che hanno reso la sua espressione sull’orlo di una crisi di nervi una specie di marchio di fabbrica dell’ultimo lustro, al pari del servizio e del rovescio. “Sto lavorando per togliermi di dosso quella faccia frustrata, e credo che almeno da quel punto di vista io stia migliorando. Ma a dire il vero perdere fa male esattamente come 10 anni fa, solo che a differenza di allora forse ora riesco a dissimulare meglio, sono migliorata in quanto attrice. Oggi riesco a far finta di nulla, quando in realtà vorrei tirare un pugno contro il muro”.

Altro tema che la 23 volte vincitrice Slam non tira mai fuori è il record di Margaret Court, e quando la stampa sveglia il can che dorme, la 38enne statunitense diventa un fiume in piena: “Credo fermamente di poter competere con le altre e di poter conquistare un altro major. Non gioco per divertirmi, perché perdere non mi diverte affatto”. Quanto al torneo nel quale crede di avere più chances di vincere il 24mo Slam, che le manca da tre anni esatti e che le consentirebbe di eguagliare l’australiana, Serena si affida alle statistiche dell’ultimo biennio: “Direi che negli ultimi due Slam dell’anno – dice, lei che ha conquistato 7 Australian Open, 7 Wimbledon, 6 UsOpen e 3 Roland Garros - me la cavo meglio. Ma prima di pensare agli Slam devo pensare al livello del mio gioco. A rispondere come Serena sa fare, non certo come oggi”.

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Altro tema che la 23 volte vincitrice Slam non tira mai fuori è il record di Margaret Court, e quando la stampa sveglia il can che dorme, la 38enne statunitense diventa un fiume in piena: “Credo fermamente di poter competere con le altre e di poter conquistare un altro major. Non gioco per divertirmi, perché perdere non mi diverte affatto”.

Quanto al torneo nel quale crede di avere più chances di vincere il 24mo Slam, che le manca da tre anni esatti e che le consentirebbe di eguagliare l’australiana, Serena si affida alle statistiche dell’ultimo biennio: “Direi che negli ultimi due Slam dell’anno – dice, lei che ha conquistato 7 Australian Open, 7 Wimbledon, 6 UsOpen e 3 Roland Garros - me la cavo meglio. Ma prima di pensare agli Slam devo pensare al livello del mio gioco. A rispondere come Serena sa fare, non certo come oggi”.

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