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Campioni internazionali

Rybakina, da Mosca agli Slam, passando per Roma

Vent’anni, 184 centimetri di altezza e una potenza disarmante, la russa che affronta la n.1 del mondo Ashleigh Barty, punta con convinzione ai piani alti ranking Wta. “Il potenziale è certamente da Top 10 – racconta il coach italo-croato Stefano Vukov – e se lavorerà nella maniera giusta avrà buone possibilità di arrivarci”

di | 23 gennaio 2020

“Vorrei vincere tutti i tornei dello Slam, ma il mio sogno è trionfare a Melbourne”. Vent’anni, 184 centimetri di altezza e una potenza disarmante, Elena Rybakina punta con convinzione ai piani alti ranking Wta. “Il potenziale è certamente da Top-10 – racconta il coach italo-croato Stefano Vukov – e se lavorerà nella maniera giusta avrà buone possibilità di arrivarci”.

Dopo un 2019 straordinario, che l’ha vista guadagnare ben 139 posizioni passando dalla piazza 175 sino al numero 36 Wta, la Rybakina è partita a razzo nel nuovo anno conquistando il suo secondo titolo a Hobart e raggiungendo la finale a Shenzhen. Elena, oggi numero 26 del mondo, ha svolto gran parte della preparazione invernale a Roma insieme al suo allenatore Vukov e ad Adriano Albanesi, ex coach di Lesia Tsurenko e oggi direttore tecnico del Circolo Antico Tiro a Volo.

La storia

Elena nasce a Mosca il 16 giugno 1999 e comincia a giocare a tennis all’età di 6 anni. “Ho preso in mano la prima racchetta grazie a mio papà – racconta la Rybakina – che mi ha portato in campo con lui quando ero piccola. Inizialmente mi allenavo soltanto tre volte a settimana, senza particolare impegno”. La russa cresce, gioca sempre meglio, ottiene risultati e si afferma a livello under 18, trionfando al Trofeo Bonfiglio (in finale su Iga Swiatek) e arrivando sino al best ranking di numero 3 al mondo.

Nel 2018 arriva l’importante scelta di cambiare nazionalità dopo il corteggiamento della federazione kazaka. Il 2019 è l’anno del salto di qualità e del primo titolo Wta a Bucarest, superando Di Giuseppe in semifinale e Tig nell’ultimo atto. “È stata una stagione ricca di emozioni e di prime volte - ha spiegato la Rybakina -, ma certamente la vittoria in Romania rimarrà per sempre nel mio cuore. Ho giocato piuttosto bene, con buona continuità, e i risultati sono arrivati di conseguenza”.

Con Vukov, obiettivo top 10

La collaborazione con coach Stefano Vukov (da febbraio 2019) rappresenta il momento di svolta nella carriera della Rybakina, che inizia a lavorare con grande dedizione e con una nuova intensità e consapevolezza. “Elena è una giocatrice fortissima – racconta Vukov – che certamente potrà arrivare in futuro in Top-10. Lo si capisce da alcuni match vinti, nonostante la poca esperienza nel circuito, contro avversarie del calibro di Garcia, Halep, Mertens, come pure in alcuni incontri persi in lotta come a Wuhan, in tre set contro Sabalenka. Ho grande fiducia per questo 2020 iniziato nel migliore dei modi”.

“Abbiamo viaggiato per tutto l’anno fianco a fianco – spiega Elena – cercando anche durante i tornei di migliorare la mia tecnica e l’atteggiamento tattico. Ho imparato tantissimo nel corso della scorsa annata e questo lo devo a Stefano”.

La preparazione romana

La scelta di svolgere gran parte della preparazione a Roma nasce da un’idea di Stefano Vukov e del suo amico fraterno Adriano Albanesi, che ha organizzato nei minimi dettagli i duri allenamenti svolti in Italia, prima di un paio di settimane conclusive in quel di Bratislava.

Elena ha alternato lavoro fisico a sedute in campo muovendosi fra tre circoli: Antico Tiro a Volo, Casalotti e Forum. “Sono molto contento della preparazione romana di Elena – racconta Albanesi – che ritengo sia una giocatrice con potenzialità straordinarie. Abbiamo organizzato un team di esperti per ogni settore, tra cui il preparatore e nutrizionista Fabio Buzzanca, e siamo molto soddisfatti dei risultati. Il tennis della kazaka? Devastante, ma ovviamente con alcuni importanti margini di miglioramento. Ci siamo concentrati molto sulla parte cognitiva e sugli appoggi: Elena, essendo molto alta, fa fatica a trovare il giusto equilibrio nei colpi in corsa, ma dopo qualche settimana di lavoro mirato la sensazione è che sia già arrivato un bel salto di qualità, come dimostrato dagli splendidi risultati di inizio 2020”.

Molto soddisfatto anche Buzzanca, secondo cui: “Rybakina ha fatto fatica all’inizio a causa di metodi di allenamento per lei totalmente sconosciuti. Ma si è applicata al massimo e dopo un paio di settimane ha trovato ritmo e convinzione. A livello muscolare è cresciuta tanto e l’utilizzo della forza delle gambe si appresta a diventare un suo punto di forza”.

“Mi sono divertita molto a lavorare con Adriano e Fabio – ha ribadito la kazaka -, anche se non li conoscevo affatto. Ho imparato cose nuove, svolgendo sedute molto diverse dal solito, come ad esempio quelle legate al visual training. Esercizi all’inizio complicati, ma pian piano positivi e divertenti. Dove voglio arrivare? Vorrei vincere sempre, ovunque io mi trovi. Non mi pongo limiti”.

Il tennis moderno della Rybakina, basato su un grande fisico, un servizio devastante e colpi fondo potentissimi, rappresenta il gioco ideale per arrivare, oggi, nel gotha di questo sport. Le potenzialità sono smisurate, così come la voglia di arrivare in alto grazie al lavoro e al sacrificio. Elena sa quello che vuole e non vede l’ora di guadagnarselo sul campo.

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