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Campioni internazionali

 Roger e Rafa: "Noi non siamo egoisti"

Federer e Nadal in conferenza stampa rispondono alle critiche. "Sarei potuto andare in campo e fermare tutte le partite, ma non sarebbe servito" ha detto lo svizzero. Nadal secco: "Non posso esprimermi sui rischi per la salute, parlo solo di quel che conosco"

di | 18 gennaio 2020

“Non so se vi interessa, ma io al primo turno gioco contro Steve Johnson!”. Dopo la sesta domanda su temi extra tennistici, o che almeno lui percepiva come tali, Roger Federer ha dato i primi segnali di insofferenza. La sua ventunesima campagna australiana è partita con la tradizionale conferenza stampa di presentazione del torneo, ma per una volta allo svizzero non hanno chiesto come faccia a trovare stimoli a 38 anni o se abbia pensato al ritiro.

Il sei volte vincitore a Melbourne Park, che mai come oggi avrebbe voluto sentirsi chiedere se pensa di partire tra i favoriti o se i due match point di Wimbledon contro Djokovic facciano ancora male è stato invitato – nell’ordine - a esprimere un’opinione sui cambiamenti climatici, a spiegare cosa possano fare i tennisti per sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale sui rischi del riscaldamento globale, a dire la sua sugli incendi in Australia, sulla difficoltà di giocare con il pulviscolo negli occhi e sul dubbio che la priorità di Tennis Australia non sia quella di garantire la sicurezza degli atleti ma lo svolgimento a tutti i costi della manifestazione. Senza contare i suoi rapporti con la banca elvetica che metterebbe i bastoni tra le ruote allo sviluppo delle energie rinnovabili e contro la quale si è scagliata l’attivista Greta Thunberg.


Lui l’ha presa alla larga e inizialmente con filosofia. A parte il non riuscire umanamente a trovare una soluzione tutta sua al problema dell’aumento della temperatura terrestre, Roger Federer ha ammesso che nella giornata di martedì ci sia stato un problema di comunicazione tra Tennis Australia e i tennisti impegnati nel tabellone delle qualificazioni del torneo, che si sono sentiti lanciati allo sbaraglio in condizioni atmosferiche proibitive e rischiose per la salute. E soprattutto che hanno avvertito una forte disparità di trattamento tra i qualificandi spediti in campo e gli iscritti al main draw, i cui allenamenti erano stati sospesi.

Ma da questo a far passare l’elvetico numero 3 del mondo per ‘egoista’, come lo ha definito il canadese Brayden Schnur, ce ne passa. “Sarei potuto andare in campo e fermare tutte le partite – ha detto Federer, sempre più a corto di aplomb man mano che si susseguivano domande su tutto tranne che su Steve Johnson – ma non credo che avrebbe funzionato. Faccio parte del Consiglio dell’ATP e credo che abbiamo fatto tutto ciò che era in nostro potere, cioè presentrarci nell’ufficio del direttore del torneo Craig Tiley e assicurarci che l’organizzazione prendesse tutti i provvedimenti necessari per garantire la salute dei giocatori”. Come per esempio abbassare da 300 a 200 milligrammi la soglia di particelle di polvere per metro cubo oltre la quale i match verranno sospesi.


Ancor più diretto e preciso è stato poco dopo Rafa Nadal, il cui vis-à-vis coi giornalisti è stato più scanzonato e in linea con la sua maglietta rosa shocking. Soprattutto perché le domande sul tema sono arrivate in spagnolo. Ai giornalisti iberici, il numero 1 del mondo ha replicato in maniera secca: “Io sono abituato a parlare di cose di cui conosco e questa è una materia sulla quale certamente posso informarmi, ma a proposito della quale lascio le opinioni a chi la maneggia meglio di me. Anche per questo non posso esprimermi sui rischi per la salute, ma posso solo affidarmi ai medici che hanno ritenuto valide  le precauzioni messe in piedi dall’organizzazione del torneo. E comunque sono contento che questa persona (Schnur ndr) abbia rettificato le sue affermazioni”. Lo avesse fatto prima, forse sapremmo se Federer ha digerito i due match point di Wimbledon.


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