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Campioni internazionali

Roger cuore d’oro… olimpico: a Tokyo 2020 ci sarà

Federer ha annunciato la sua presenza ai Giochi del 2020: proverà a conquistare quell’oro in singolare che ancora manca al suo palmares: è stato portabandiera della Svizzera ad Atene nel 2004 e Pechino nel 2008

di | 15 ottobre 2019

Oro olimpico: Roger Federer vuole riprovarci. Il prossimo anno parteciperà elle Olimpiadi di Tokio, dopo aver saltato, per un infortunio, quelle di Rio 2016 Lo ha annunciato in un evento promozionale del suo sponsor, l’azienda di abbigliamento Uniqlo, un colosso del casual, guarda caso… giapponese.

Il titolo olimpico in singolare è uno dei pochi allori che ancora mancano alla sua bacheca e con i Giochi ha un forte legame affettivo. Fu proprio a Sydney nel 2000 che scaturì la scintilla amorosa tra l’allora 19enne Roger, per la prima volta nella rappresentativa olimpica rossocrociata, e la 22enne Miroslava Vavrinec, in campo a rappresentare i colori della Repubblica Slovacca.

"Erano settimane, anzi mesi che discutevo con il mio team, su cosa fare la prossima estate, dopo Wimbledon e prima degli Us Open - ha dichiarato re Roger-. E alla fine il mio cuore ha deciso che mi piacerebbe partecipare di nuovo alle Olimpiadi. Ho fatto da portabandiera della Svizzera ad Atene e Pechino, ho vinto un oro (doppio maschile 2008) e un argento (2012) e voglio provare l’emozione di giocare ancora".

Il suo prossimo compleanno cadrà proprio durante l’evento, in programma dal 24 luglio al 9 agosto: l’ 8 agosto Federer compirà 39 anni. Sarà interessante vedere se lo farà con al collo una medaglia in più, magari appunto quell’oro in singolare che gli è sempre sfuggito, in particolare a Londra nel 2012, quando si giocò sull’erba di Wimbledon e Roger perse nettamente in finale con Andy Murray che aveva battuto poche settimane prima, su quella stessa erba, nella finale dei Championships.

Un oro a cinque cerchi era già nella sua bacheca ma si trattava di quello del doppio maschile, conquistato nel 2008 a Pechino in coppia con Stan Wawrinka.

Nel 2000 a Sydney era rimasto ai piedi del podio, sconfitto nella finale per il 3° e 4° posto, medaglia di bronzo in palio, dal francese Arnaud Di Pasquale, dopo essere stato battuto in semifinale dal tedesco Tommy Haas. Ma il primo bacio con Mirka aveva cancellato qualunque delusione.

Ad Atene, nel 2004, era arrivato da grande favorito, n.1 del mondo, ma aveva perso al secondo turno contro il ceco Tomas Berdych.

Non era andata molto meglio a Pechino, nel 2008: ancora grande favorito, ancora n.1 del mondo, si era preso la rivincita con Berdych negli ottavi di finale ma si era poi fatto sorprendere nei quarti dallo statunitense James Blake, n. 7 del mondo. Sul gradino più alto del podio era poi salito nel doppio insieme a Wawrinka dopo aver battuto al primo turno i nostri Seppi e Bolelli, nei quarti gli indiani Bhupathi/ Paes, in semifinale Bob e Mike Bryan e nella finalissima gli svedesi Simon Aspelin e Thomas Johansson.

Detto della sconfitta in finale a Londra nel 2012 e del forfait a Rio 2016, non resta che guardare a Tokyo 2020 per l’ennesimo assalto dello Swiss Maestro a quell’oro mancante, Djokovic, Nadal e tutto il resto del mondo permettendo.

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