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Campioni internazionali

Nole estremo: sfida l'Everest della risposta

Il serbo che rientra a Pechino potrebbe diventare il terzo giocatore dal 1990 a chiudere una stagione con più del 50% di palle break trasformate. Chi sono gli altri due? La risposta non è affatto scontata

di | 02 ottobre 2019

Scalare il Monte Everest della risposta al servizio. Così Craig O'Shannessy, coach e riferimento nell'utilizzo dei dati nel tennis, ha definito sul sito ATP l'obiettivo di chiudere una stagione con più del 50% di palle break trasformate.

Novak Djokovic, che si avvale dello stesso O'Shannessy nel suo staff, potrebbe diventare il terzo a riuscirci dal 1990, l'anno della rivoluzione del calendario ATP in cui il Tour ha assunto la sua veste moderna con la nascita dei tornei diventati oggi Masters 1000.

Al momento, Djokovic ha convertito il 49,41% delle palle break del 2109. Un miglioramento notevole rispetto all'anno scorso, in cui ha chiuso da numero 1 del mondo pur avendo trasformato meno del 40% di palle break (39,87). Solo due giocatori, Guga Kuerten nel 2000 e Pete Sampras nel 1996, hanno completato una stagione in vetta al ranking con un rendimento più basso sulle palle break.

Quest'anno, Djokovic ha sfruttato metà delle occasioni nel percorso verso il titolo all'Australian Open (42 su 84), due su tre a Madrid (10/15), il 46,8% nelle sette partite che l'hanno condotto al suo quinto titolo a Wimbledon. Tra Pechino, Shanghai e il finale di stagione può completare un'annata di grandissime performance.
Ma chi sono gli altri due giocatori capaci di completare la stagione ATP trasformando più di una palla break su due?

Il 2004 di Filippo Volandri, stagione da record

Il primato assoluto spetta ancora a Filippo Volandri che nel 2004, la stagione del suo primo successo nel circuito maggiore a St.Poelten, in 53 partite ha conquistato 212 break su 399 chances, il 53,13%. Ne ha ottenuti 29 su 53 palle break (53,7%) nella settimana del trionfo in Austria, in finale su Xavier Malisse. Ha giocato altre due finali in quella stagione. A Palermo 19 break su 30 occasioni, ma non ha avuto nemmeno una chance in finale contro Berdych. A Umag ha iniziato il suo percorso con l'unico confronto diretto contro Novak Djokovic, e gli ha peraltro tolto sei volte il servizio. Saranno 23 i break nel torneo per il toscano, su 37 occasioni.

Il secondo è "Guga" Kuerten

L'altro giocatore ad aver scalato "il Monte Everest della risposta tennsitica" è il brasiliano Gustavo Kuerten nel 1999. Il 50.11 di palle break trasformate nel corso di quella stagione confermano una notevole continuità in risposta, considerato che ha disputato 75 partite. Ha vinto due titoli: agli Internazionali BNL d'Italia a Roma in finale su Pat Rafter (28/59 sulle palle break, 47,4% di trasformazione e a Montecarlo (dove ha convertito il 60,5% delle chances di break, 23 su 38). 

Questa settimana, Djokovic è indietro di 1.960 punti rispetto al numero 1, Rafa Nadal. Il serbo è il numero 1 di fine anno con il miglior rendimento stagionale sulle palle break nel circuito ATP dal 1990. Nessun giocatore, nella stagione in cui ha chiuso in testa alla classifica, ha fatto meglio del suo 48,3% nel 2011, una delle stagioni migliori di sempre nella storia del gioco. In Asia, dunque, Djokovic gioca contro se stesso e per la storia.

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