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Campioni internazionali

Sinner e Berrettini capolavori all’Hermitage

Azzurri emergenti sotto i riflettori a San Pietroburgo. “Jannik ha come riferimento risultati a Auger-Aliassime, che ha un anno più di lui ed è già n.21 del mondo- spiega coach Piatti - Sconfitte come quella con Kukushkin ci stanno, servono per costruire esperienza. Ma percentuali e velocità del servizio stanno già migliorando”. “Le Next Gen Finals di Milano saranno una grande opportunità”. Nascerà in futuro una rivalità con Matteo Berrettini?

di | 18 settembre 2019

Sarebbe stata la più bella vittoria dell’anno, quella con Mikhail Kukushkin, n.57 del mondo. Uno che ha nel palmares come massimo alloro proprio la vittoria al torneo Atp di San Pietroburgo.

Invece Jannik Sinner ieri si è battuto bene, avrebbe detto De Coubertin, ma non ce l’ha fatta. Il più forte “classe 2001” del mondo, al suo best ranking (n.127), ha lottato per un’ora e 40 minuti e giocato sempre alla pari con il kazako. Nel secondo set ha rimontato due volte un break di svantaggio fino a costruirsi un set point, sul 5-4. Non è riuscito a sfruttarlo per merito di Kukushkin, combattente tostissimo, a suo agio sui campi duri, che nella seconda partita ha salvato 9 delle 11 palle break che l’azzurrino si era costruito.

La possibilità di andare al terzo set e di cogliere il terzo ‘scalpo’ top 100 dell’anno (dopo il ceco Jiry Vesely a Ostrava e lo statunitense Steve Johnson a Roma) è svanita al tie-break.

Peccato, sarebbe stata la ciliegina sulla torta di una giornata di buone notizie, come quella della wild card per le Next Gen Atp Finals di Milano che gli è stata assegnata. L’opportunità di essere protagonista all’Allianz Cloud di Milano (ex Palalido) dal 5 al 9 novembre prossimi insieme ai più forti under 21 del mondo. Con tre anni di anticipo.

Ma sconfitte come questo “ci stanno”. Anche perché il gioco di Sinner è sempre spinto ad alto rischio e i miglioramenti che verranno si presentano palesi attraverso gli errori di oggi, come quei due o tre smash sbagliati in momenti importanti che sono costati cari al giovane altoatesino, ancora in pieno consolidamento sul piano fisico.

“La partita con Kukushkin a San Pietroburgo è stata un po’ come quella persa contro Aljaz Bedene sulla terra battuta di Umago – commenta Riccardo Piatti, il coach che con il suo team sta facendo crescere Sinner puntando in alto, considerate le qualità straordinarie dei ragazzo di Sesto Pusteria.

“Si tratta di giocatori di grande esperienza, quella che Jannik ancora non ha e che si può fare solo attraverso questi confronti. Ha bisogno di partite a questo livello. Il suo è un tennis aggressivo, sempre alla ricerca del punto attraverso la giocata vincente. A volte persino esagera. Fa ‘troppo’. Potrebbe vincere senza rischiare così tanto, sempre. Ma è il normale processo di maturazione di un giocatore che gioca un tennis ambizioso, che vuole arrivare in alto. Al di là del risultato finale con Kukushkin ha avuto tante occasioni, e questo è significativo. La percentuale delle ‘prima’ di servizio sta migliorando, ma anche la velocità è superiore. E questo significa che il lavoro sta pagando. Ci vorrà tempo, ma siamo sulla strada giusta”.

Piatti non ha fretta: all’interno del team c’è la consapevolezza che per lo sviluppo completo del giocatore sul piano fisico, tecnico, tattico e dell’esperienza si devono mettere a preventivo almeno altre quattro stagioni. A quel punto Sinner sarà ancora... giovanissimo.

“In questa fase – spiega il tecnico comasco – io tengo come riferimento Felix Auger Aliassime, che è un fenomeno, ha un anno più di Jannik ed è già arrivato al n.19 del mondo (ora è n.21 n.d.r.). Lo scorso anno il canadese aveva battuto solo due top 100, proprio come Jannik nel 2019. Per ora siamo allineati al suo percorso. Vedremo”.

Vedremo sì, anche perché Sinner e Auger Aliassime potrebbero incontrarsi proprio alle Next Gen Atp Finals di Milano dal 5 al 9 novembre: il canadese è al secondo posto della Race to Milan, dietro a Tsitsipas ma davanti a giocatori come Alex De Minaur, Denis Shapovalov, Frances Tiafoe. E per Piatti la notizia della wild card per il super-torneo del Palalido è stata una gioia inattesa: “Un’opportunità eccezionale di altri confronti importanti: pagherei perché Jannik avesse l’opportunità di affrontare tutte le settimane gente come Aliassime o Tiafoe”. E invece l’invito per l’altoatesino arriva… gratis.

E’ già un nome di richiamo a livello internazionale. Il sito Atp oggi parla proprio della vittoria di Kukushkin su di lui come fosse una mezza impresa. Perché il più giovane a guadagnarsi il tabellone degli Us Open (con un set strappato a Stan Wawrinka) è un investimento sul tennis di domani. E al botteghino l’effetto Sinner sull’acquisto dei biglietti per le sfide di novembre a Milano si è già fatto sentire nelle prime 24 ore dall’annuncio della sua presenza.

Un italiano che ha le carte in regola per giocarsela alla pari con tutti al Palalido. Un altro nome brillante nella scia luminosa di Matteo Berrettini. Con 5 anni di vantaggio sul n. 13 del mondo, semifinalista a New York. Chissà che tra loro non possa nascere una grande rivalità a livello internazionale, il Federer-Wawrinka ‘made in Italy’ del prossimo decennio. Nel frattempo sono andati insieme a visitare i capolavori dell’Hermitage a San Pietroburgo. Giusto per trovare ispirazione…

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