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Campioni internazionali

E' un'altra vita, "Piccolo Federer"?

Per una volta Grigor Dimitrov è stato più forte di Roger, quello vero. E'accaduto a New York, ed è stato il lasciapassare per una semifinale Slam in grado di rilanciare le ambizioni di un grande talento che era precipitato in classifica. Se ci crederà davvero...

di | 16 settembre 2019

Un lampo nella notte di New York. Grigor Dimitrov (qui una gallery) sorride, appoggia il piatto corde della racchetta sulla testa, quasi non ci crede. Dopo 7 precedenti negativi ha battuto finalmente Roger Federer, regalandosi la sua terza semifinale in carriera in un Major, la prima agli US Open. Due giorni più tardi uno straripante Daniil Medvedev gli avrebbe sbarrato la strada, è vero, ma il grande tennis ha avuto l’occasione giusta per ricordarsi di lui. E siamo certi che non sia finita qui.

Up and down

78. Grigor Dimitrov si è presentato a Flushing Meadows da numero 78 del ranking ATP. Mai così male dal mese di maggio 2012, quando occupava la posizione numero 87. Punto e a capo. L’ennesima volta nella vita di un ragazzo che, nonostante tutto, ha continuato a combattere e ad allenarsi come pochi altri. Dal successo nelle ATP Finals di Londra nel 2017 alla semifinale della scorsa settimana sembra passata una vita. Due anni di alti e bassi, vittorie e sconfitte, certezze e tanti dubbi. Quest’anno, dopo gli ottavi di finale raggiunti a Melbourne, un infortunio alla spalla destra lo ha costretto ad uno stop di quasi due mesi. “La spalla era completamente infiammata – ha dichiarato il bulgaro al termine del match con Federer – al punto da non poter proprio prendere in mano la racchetta. Non mi ero mai infortunato in questo modo e ho dovuto affrontare l’aspetto mentale della vicenda. Tornare in campo non è stato facile e perdere così tanto ha minato le mie sicurezze. Di bello c’è che non ho mai smesso di credere in me stesso. È questione di atteggiamento”.

Be different

“Be different to make a difference”, che tradotto in italiano non significa altro se non: “Sii diverso per fare la differenza”. Una frase, questa, nella quale ci si imbatte immediatamente visitando il profilo Instagram del ventottenne di Haskovo. In campo e sui social “Grisha”, la differenza, prova a farla per davvero. Tra un chirurgico rovescio lungolinea e un servizio in slice, i suoi 914.000 seguaci hanno l’occasione di poter curiosare tra numerosi scatti che riguardano la sua vita privata. Guai, però, a credere di poter trovare riferimenti alla sfera sentimentale. Di quelli, nessuna traccia. Paesaggi mozzafiato, sfilate di moda (una foto recente lo ritrae insieme ad Anna Wintour, direttrice di Vogue) e un grande impegno nel sociale. Dimitrov supporta da diverso tempo una serie di fondazioni e iniziative benefiche, in Bulgaria e nel resto del mondo, mirate principalmente ad aiutare i bambini in difficoltà.

L'ottimismo dei bambini

Ad agosto, visitando un ospedale di Cincinnati, aveva scritto: “Grazie per avermi mostrato cosa significhi essere forte. L’ottimismo dei bambini che combattono qui ogni giorno è una fonte di ispirazione per me”. Momenti, questi, ai quali si aggiungono dediche speciali dei suoi piccoli fan, sessioni di allenamento in palestra e vacanze da sogno. Presenti anche numerosi “cinguettii” su Twitter (dove il bulgaro conta 467.000 followers), spesso utilizzato per comunicazioni di stampo più istituzionale. Sono 686.000, infine, gli utenti a cui piace la sua pagina Facebook ufficiale. Uno spazio, quest’ultimo, nel quale è possibile trovare anche diversi post scritti in cirillico, l’alfabeto del suo Paese d’origine.

Il box vuoto

Archiviata ad inizio maggio la lunga (quasi tre anni) e positiva collaborazione con Dani Vallverdu, per ripartire Dimitrov aveva scelto di affidarsi all’esperienza di Andre Agassi e Radek Stepanek. Molti, però, avranno avuto modo di notare la loro assenza nel box del bulgaro durante l’ultimo Slam della stagione. Un segnale forte, con l’obiettivo di preciso di far recuperare all’ex numero tre del mondo la giusta serenità anche nei contesti più delicati. Un esame duro, che Grigor ha superato a pieni voti rimettendosi in discussione per l’ennesima volta. Talento, fisico e capacità di soffrire: “Grisha” ha diversi assi nella manica e non è ancora giunto il momento di calare le carte. Altro giro, altra corsa.

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