-
Campioni internazionali

Paire social club

Anticonformista per vocazione. Bello, talentuoso, svogliato e dannato. Detto “La Tige” (Il Gambo), per il suo fisico magro e slanciato, Benoit Paire non perde occasione per far parlare di sé. Cresciuto nel mito di Marat Safin, ama gli abiti vintage, la musica e il buon cibo, che tramite veri e propri scatti d’artista si diverte a mostrare sui social.

di | 31 agosto 2019

Alzi la mano chi, basandosi esclusivamente sull’apparenza, immagina Benoit Paire come un ragazzo solitario, magari con picchi di malinconia. Già, perché il francese, a dispetto del carattere irascibile e burrascoso che emerge durante i match, fuori dal campo è un ragazzo tutto da scoprire (qui una gallery). “Quando non gioco – ha raccontato – sono una persona decisamente tranquilla. Mi piace stare da solo e dedicare tempo alla mia famiglia. Lavoro e vita privata sono due cose diverse. Il tennis è uno sport duro e molta gente si limita ad assistere alle partite. Dietro, però, c’è dell’altro. A volte mi è capitato di innervosirmi e spaccare un po' di racchette perché non ero sereno. Ma chi può essere al corrente delle mie inquietudini?”.

Genio malinconico

Racchette spaccate, dicevamo. Come a Washington, lo scorso anno, quando uno scatto d’ira gli è costato una multa di ben 16.500 dollari. Tre minuti di ordinaria follia. Sotto 4-2 al terzo nel match con Marcos Baghdatis, ha subìto il secondo break sbagliando uno smash in arretramento. Da terra, senza rialzarsi, ha sbattuto la racchetta quattro volte, tanto per assicurarsi di averla distrutta per bene. Al cambio campo l’ha gettata via, prima di prendere a calci la panchina e distruggerne un'altra. Il cipriota, mosso a compassione, ha provato a calmarlo mentre l’arbitro gli infliggeva uno scontato penalty point. Niente da fare. Dopo il “time” ha preso le due racchette semidistrutte e le ha gettate in campo, costringendo un raccattapalle a raccoglierle. Infine ne ha demolita una terza prima di stringere la mano all’avversario. What else?

Amico Stan

Curiosando sul profilo Instagram dell’attuale numero 26 del ranking si può trovare davvero di tutto: dal piatto di pasta al pomodoro al suo nuovo taglio (e colore) di capelli, passando per un tramonto mozzafiato fino ad un cocktail preparato a regola d’arte. Splendide foto a colori e in bianco e nero, arricchite da divertentissime stories in cui dà sfoggio delle sue doti canore e di impeccabile indossatore. Il suo migliore amico nel circuito è Stan Wawrinka. Tanti gli scatti che li ritraggono insieme, spesso davanti ad una pizza o a un cheeseburger di cui vanno ghiotti entrambi. Anche l’uso di Twitter non è da meno. Qualche foto in meno, chiaramente, compensata da qualche polemica in più. L’ultima, in ordine cronologico, con gli organizzatori del Masters 1000 di Montecarlo, rei di non avergli concesso una wild card per il tabellone principale (essersi spinto sino all’ultimo atto di Marrakech gli aveva impedito di prendere parte alle qualificazioni). La reazione? Un applauso sarcastico, la scritta MERCI, il tag all’account ufficiale del torneo ed un emoji che lascia ben pochi dubbi.

Musica, tattoo e calcio

Benoit adora ascoltare musica, in particolar modo le ballate francesi sull’amore. Tra le sue cantanti preferite c’è Hoshi, una ragazza dall’aspetto imbronciato con un trucco molto marcato sugli occhi, bomber nero e grandi orecchini a cerchio. Creativo in campo e fuori, il trentenne nato ad Avignone, nel cuore della colorata Provenza, è anche un grande appassionato di moda. “Essere alla moda è molto importante per me. I giorni in cui arrivano le nuove collezioni sono i migliori dell’anno, mi piace trascorrere tanto tempo provando vestiti per cercare il giusto abbinamento. Vivo ogni incontro come un piccolo show e il campo è il palcoscenico giusto per apparire nel migliore dei modi. Mi diverte mettere il gel sui capelli o tingerli con le colorazioni più estreme (lo scorso anno, prima del Masters 1000 di Parigi Bercy, optò per un improbabile viola dopo il biondo platino dei mesi precedenti, ndr). Ogni dettaglio deve essere molto curato perché in campo bisogna avere stile”. Più volte ha dichiarato che se non fosse diventato un tennista professionista avrebbe fatto il calciatore. Il suo cuore batte per l’Olympique Marsiglia: quando può segue la squadra al Vélodrome, altrimenti si organizza tramite smartphone e tablet. Infine, i tatuaggi. Ne ha diversi, tra i quali un triangolo e una linea di codice morse lungo l’avambraccio. “Riuscire a riempire tutto un braccio? Si, ne sarei felice, ma al momento non ho grandi idee. Dovesse venirmi in mente qualcosa di significativo non esiterei un istante”. Allez, Benoit!

Commenti

Partecipa anche tu alla discussione, accedi