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Campioni internazionali

Favola-Polasek: è più forte dopo... l'addio

Lo slovacco, buon doppista, fu costretto a ritirarsi nel 2013 per un serio problema alla schiena. E si è messo a fare il maestro di tennis. Lo scorso anno ha riprovato per caso e oggi, a 34 anni, è più forte di prima. Dopo le ‘semi’ a Wimbledon, il trionfo a Cincinnati

di | 20 agosto 2019

“Benvenuti al Doubles Camp con Filip Polasek”. Love4tennis, la Dominika Cibulkova Academy pubblicizza il corso di specializzazione - con sicura presenza sul campo - del giocatore slovacco: riflessi sulla prima volée e corretta posizione a rete, servizio-volée e servizio-primo colpo, risposta e primo colpo subito dopo, corrette posizioni in campo, tattiche più adeguate, allenamento in due e in quattro, lavoro col video. Di sicuro ci sarà un forte incremento di partecipanti: nelle ultime ventiquattr’ore il docente è il maestro di tennis più popolare del paese. Di più, vincendo il primo torneo Masters 1000 di doppio insieme all’altro specialista, il croato Ivan Dodig, Polasek (a destra nella foto) è il protagonista dell’ultima favola del tennis. Già professionista nel 2005, giocatore di Davis nel 2008, numero 20 del mondo della specialità il 16 gennaio 2012, aveva infatti abbandonato il circuito Atp Tour per problemi alla schiena nel 2013. E’ tornato sulla scena l’anno scorso ed risalito ora miracolosamente al 30 della classifica. Più competitivo che mai, a 34 anni appena compiuti.

L’addio nel 2013 quando la schiena fa crack - Dicono che il tennis sia come la bicicletta, una volta imparato non lo dimentichi più. E Filip era uno specialista del doppio, con 11 titoli Atp, finché un nervo che gli aveva impedito di sollevare pesi sul ginocchio sinistro non gli aveva fatto scoprire una serie di gravi problemi alla schiena, costringendolo a un’operazione chirurgica e lasciandogli un posto nel tennis solo come allenatore di bambini di 8-15 anni al circolo di Piestany. Finché, la casuale visita in Slovacchia del famoso collega, Bob Bryan, nel maggio dell’anno scorso, ha riacceso però all’improvviso la scintilla del professionismo a Polasek. “Abbiamo palleggiato tre o quattro volte, lui scherzava sul fatto che per come colpissi la palla pulita avrei potuto anche tornare a giocare. Io, sul momento, non l’ho presa troppo seriamente, ma poi mi sono accorto che il mio fisico reagiva bene e ho cominciato a pensare davvero a un ritorno sul Tour”.

E, dopo il test del campionato tedesco a squadre in Germania - sette partite di singolare e doppio senza avvertire alcun dolore - Filip ha cominciato a credere concretamente a una seconda carriera tennistica. Senza classifica protetta che spetta ai reduci da infortunio (era passato troppo tempo), la minor pressione è diventata l’alleata ideale. “Eppoi”, spiegava ai media del suo paese: “Mi piacciono le missioni impossibili. Ci sono già passato e so come fare, devo ricominciare dal basso, dai tornei minori, Futures e Challengers. Ho bisogno proprio di questa trafila e, impegnandomi sempre al massimo, in partita come in allenamento, la cosa può funzionare”.

Ricominciare dal n. 1192 - Il 25 giugno dell’anno scorso, Polasek è tornato sula scena di doppio Atp da numero 1192 della classifica. L’8 luglio si è aggiudicato il Futures di Repubblica Ceca e poi ha insistito e insistito, disputando undici finali sulla ribalta Challenger, vincendone sette e rientrando fra i top 100. Così, a gennaio, ha ritrovato la Davis e, insieme a Klizan, ha battuto Auger-Aliassime e Shapovalov, a giugno, ha ritrovato i tornei di prima fascia Atp, ed è arrivato in finale sull’erba di Antalya insieme all’amico Dodig, facendo poi il botto con le semifinali di Wimbledon (dove la coppia croato- slovacca si è arresa solo al tie-break del terzo set a Mahut-Roger Vasselin) migliorando il miglior risultato personale ai Championships. Con un nuovo compagno, Philipp Oswald, è arrivato in finale anche sulla terra di Gstaad e ha vinto su quella di Kitzbuhel, quindi, sul cemento di Cincinnati, appena al quarto torneo in coppia con Dodig, ha infilato i Bryan e gli ancor  più quotati in classifica, Kubot e Melo, e ha conquistato il primo Masters 1000 superando in finale i numeri 1 del mondo, Caball e Farah.

Migliorare a 34 anni - Sorpresa: a 34 anni, Filip è migliorato rispetto al 2012. “Ho fame più che mai di un grande risultato, e voglio andare avanti come non mi era mai successo prima”. La seconda carriera è la favola più bella: “E’ una sensazione fantastica, è una storia incredibile, me la godo più che posso, perché la corsa di questi ultimi due mesi e mezzo è stata esaltante “. Al di là dei 331.300 dollari da dividere, il binomio Dodig-Polasek ha incassato mille punti Atp ed è quindi salito al numero 12 della Race per il Masters di Londra. Un altro sogno, possibile, però, non avendo punti da difendere dell’anno scorso. E con questo ritmo di successi del nuovo-vecchio Polasek.

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