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Campioni internazionali

Giganti in campo: è tennis ad alta quota

L’esplosione di Reilly Opleka, 21 anni, 2 metri e 11, che nel 2019 ha vinto il suo primo Atp a New York e bussa alle porte dei top 40, ci ricorda che nel tennis di vertice c’è sempre stato spazio per i giganti. Tra i Top 20, in 7 superano i 198 cm.

di | 17 agosto 2019

Altezza mezza vittoria

L'altezza è mezza bellezza, dicono. Ma è anche mezza vittoria nel tennis di questi tempi. Gli “spilungoni”, i grandi battitori, hanno sempre diviso i tifosi, almeno dai tempi di Amaya e Pfister, l'ultima coppia americana in finale di doppio al Roland Garros (vinsero il tiolo nel 1980) prima di Ryan Harrison e Donald Young nel 2017. I “bombardieri” dall'ace facile hanno finito per prendere sempre più piede, e l'inizio del 2019 è sembrato andare ancor di più in questa direzione. La presenza di quattro giocatori alti più di due metri (Opelka, Karlovic, Isner e Anderson) e di altri otto alti 198 cm (Sascha Zverev, Del Potro, Cilic, Khachanov, Medvedev, Querrey, Jarry, Vesely) tra i primi cento del mondo è sicuramente un segnale.

La finale più alta

Tre dei quattro “giganti” sopra i due metri ha vinto già un titolo quest'anno. A Pune, Kevin Anderson (203 cm) ha sconfitto Ivo Karlovic (211 cm) nella finale più “alta” nella storia dell'era Open. È esploso Reilly Opelka, il gigante made in Usa alto due metri e undici, che ha vinto a New York il primo titolo Atp. In semifinale aveva eliminato John Isner, contro cui aveva già celebrato all'Australian Open il primo successo su un top 10 in carriera. Lo statunitense, dopo una deludente stagione australiana, ha comunque centrato tre semifinali di fila, per poi approdare in finale a Miami e vincere a Newport.

Le analisi del guru

Certo, i centimetri non spiegano tutto, altrimenti non si spiegherebbero i successi di Thomas Fabbiano (un metro e 73) su Opelka a Melbourne o di Daniel Evans (un metro e 75) in semifinale a Delray Beach contro Isner. Ma in un tennis in cui si decide tutto o quasi nei primi quattro colpi, poter contare sul servizio monstre costituisce un innegabile vantaggio. L'analisi di Craig O'Shannessy, guru della match analysis, sul sito dell'Atp, rivela che tra il 2015 e il 2018 Isner ha salvato un terzo delle palle break con un ace. L'unico che gli arrivi vicino è Ivo Karlovic (31%), il recordman di ace nel tennis maschile, anche se i dati vengono registrati solo dal 1991 e non prendono in considerazione i match di Coppa Davis.

I Mister ace

Quest'anno, i quattro “giganti” tra i top 100 hanno ottenuto più di un punto su quattro al servizio con un ace. Anderson, che ha giocato poco per via degli infortuni, solo il 26%; Ivo Karlovic il 38,2%, John Isner il 42,6% e Reilly Opelka addirittura il 43%. Un elemento che da un lato testimonia la forza della ‘prima’, dall'altra evidenzia una dipendenza dal servizio che contro avversari efficaci in risposta potrebbe condizionarlo negativamente. Il giovane statunitense, che ha la media più alta di ace a partita in carriera a livello ATP (20,4), ne ha piazzati 43 a New York sia in semifinale, sia in finale contro il canadese Brayden Schnur, e in media ne ha serviti 31 a partita nel torneo.

I numeri

Essere alti, però, aiuta a vincere? La classifica Atp suggerirebbe di sì. Questa settimana la top 20 presenta sette tennisti alti più di 198 centimetri. Il servizio potrebbe tornare il colpo di inizio gioco più influente da qui a qualche stagione: urge prepararsi una risposta.

I top 100 più alti
1 Ivo Karlovic 211 cm
1 Reilly Opelka 211 cm
3 John Isner 208 cm
4 Kevin Anderson 203 cm
5 Alexander Zverev 198 cm
5 J.M. Del Potro 198 cm
5 Marin Cilic 198 cm
5 Karen Khachanov 198 cm
5 Daniil Medvedev 198 cm
5 Sam Querrey 198 cm
5 Nicolas Jarry 198 cm
5 Jiry Vesely 198 cm

Ace in carriera: i Top 5
1 Ivo Karlovic 13,235
2 John Isner 11,172
3 Roger Federer 10,865
4 Goran Ivanisevic 10,131
5 Feliciano Lopez 9,228

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