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Campioni internazionali

Marie, la pigra che vuole stupire

La ceca Bouzkova, classe 1998, ha stupito tutti a Toronto, approdando in semifinale e mettendo paura a Serena Williams. Andiamo alla scoperta di una ragazza dal motto decisamente particolare: 'with laziness to success'...

di | 14 agosto 2019

Un exploit a sorpresa. Una crescita lenta e costante. Sempre con il sorriso sulle labbra. “Affrontare Simona Halep e Serena Williams sul centrale della Rogers Cup è stato un sogno divenuto realtà”. Si è raccontata così Marie Bouzkova, la grande rivelazione del Wta di Toronto, al termine di un torneo che non dimenticherà mai. Partita dalle qualificazioni, la classe ‘98 di Praga ha conquistato sei incontri senza perdere alcun set mettendo in fila, tra le altre, Sloane Stephens, Jelena Ostapenko e un’acciaccata Simona Halep. Il sogno si è interrotto sul 6-1 3-2, in semifinale, contro Serena Williams, quando l’ex numero 1 al mondo ha cambiato ritmo non dandole più scampo. Ventuno anni compiuti a fine luglio, best ranking raggiunto al numero 53, per Marie c'è ora una carriera che spicca il volo.

Quel primo titolo Slam...

“With laziness to success”. Sono queste le prime parole che si notano entrando sul sito ufficiale di Marie Bouzkova. Una frase che rappresenta il modo di pensare della giovane ceca e di suo papà, Milan Bouzek, sin dai primissimi anni al fianco della figlia, da tanti considerata una predestinata. Marie nasce a Praga il 21 luglio 1998 e inizia a giocare a tennis poiché considerato lo sport di famiglia. La piccola boema cresce nel circolo vicino casa giocando con chiunque, da mamma e papà sino alla nonna. “Il tennis mi è sempre riuscito particolarmente bene sin da bambina – ha raccontato la Bouzkova al sito ufficiale Wta – e all’età di 10 anni mio papà ha deciso di volare negli Stati Uniti per darmi la possibilità confrontarmi con le ragazzine più forti al mondo. Il viaggio è stato un successo, tanto da passare due stagioni da Nick Bollettieri a Bradenton. Il motto di famiglia però è sempre stato considerato imprescindibile. “Mio padre ha sempre spinto affinché la mia crescita fosse costante. Non ci preoccupavamo se alcune mie coetanee raggiungevano grandi risultati, poiché l’obiettivo era salire nel ranking e nel livello di gioco alla mia velocità di crociera”. A 16 anni arriva il primo grande exploit: una sedicenne Marie Bouzkova si presenta a New York e conquista lo Us Open Junior del 2014 raggiungendo il numero 7 del mondo under 18. “Da quel momento le altre ragazze hanno cominciato a guardarmi con occhi diversi”.

Il salto verso le pro

“Arrivare tra le Top 100 credo sia l’obiettivo di chiunque intraprenda questa carriera - ha spiegato ancora la Bouzkova, che era giunta a Toronto da numero 91 Wta -, adesso però le cose iniziano a farsi interessanti”. Marie conquista, tra il 2014 e il 2019, ben 12 titoli Itf, salendo pian piano in classifica. Le avvisaglie di un grande risultato giungono a Nur Saltan, in Kazakistan, dove trionfa in un 80.000 a pochi giorni dal torneo di Toronto. Il resto è storia: prime due Top 10 battute in carriera e semifinale. “Sinceramente non riesco ancora a crederci. Ho giocato le qualificazioni e mi sono sentita a mio agio sin da subito. Sono entrata in campo per colpire la palla al meglio e, giorno dopo giorno, mettevo in fila una nuova vittoria”. Il tennis della Bouzkova non è appariscente bensì molto solido e concreto. Nonostante sia alta un metro e ottanta, la boema vanta due piedi velocissimi che le consentono di difendere con grande abilità; quando può, e riesce a mettere i piedi dentro al campo, sa accelerare e comandare. Attacco e (soprattutto) difesa. A guidarla, sempre sotto la supervisione di papà Milan, il coach spagnolo Cristian Requeni, che la sta completando sotto il profilo tecnico-tattico.

La borraccia portafortuna

Chi ha seguito il torneo della Bouzkova si sarà certamente accorto del suo segno distintivo: una borraccia gigante alla quale attinge a ogni cambio campo. “Durante il primo anno in Florida, il caldo e l’umidità erano asfissianti e ricordo di aver chiesto a mio padre di comprarmi una borraccia gigante che avevo visto a un’altra ragazzina che si allenava nel campo vicino al mio. Ho utilizzato quella borraccia per tre anni, quando abbiamo deciso di comprarne una nuova. Sono dieci anni che la utilizzo, non posso immaginarmi in campo senza di lei. Non posso farne a meno”. Marie Bouzkova vuole continuare a stupire, con la sua corsa e le sue accelerazioni che partono da lontano. Così come da lontano, con calma e senza fretta, è iniziata la sua scalata al grande tennis.

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