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Campioni internazionali

Si può perdere con… Serenità

A Toronto la Williams si prende la rivincita con Naomi Osaka nel remake della finale degli US Open 2018 ma la giapponese, da lunedì di nuovo n.1 del mondo, ha imparato a prenderla con filosofia. Serena in ‘semi’ giocherà con la ceka Bouzkova, n.91, che ha approfittato del ritiro di Halep. L’altra semifinale tra Sofia Kenin e Bianca Andreescu

di | 10 agosto 2019

Il mondo è bello, il mondo è blu, il mondo è di nuovo Osaka. Come dice lei, di nuovo scoppiettante, in un tweet malgrado la sconfitta nei quarti di Toronto, contro Serena Williams, nel rematch della indimenticabile finale degli Us Open di settembre. “Ho imparato così tanto negli ultimi due giorni. Ho giocato contro the g.o.a.t, sono tornata numero 1 e, la cosa più importante, ho ricominciato a sorridere durante le partite. Sono davvero felice, non vedo l’ora di giocare altre partite e imparare dalla vita. Grazie, Toronto, alla prossima”. 

Osaka e la crisi post trionfi Slam

Così dev’essere la vita a 21 anni, così non è più stata la vita per la fenomenale nippo-statunitense che, all’indomani dell’inatteso trionfo a New York, s’è ritrovata stra-ricca e stra-famosa. E poi è andata completamente fuori giri col secondo Slam, agli Australian Open, e l’approdo al numero 1 del mondo. Tutto è diventato troppo grande e impegnativo, e serio e faticoso. Strada facendo, ha smarrito se stessa, allenatore, sicurezza e leggerezza. Ha deragliato, ha stentato, ha sofferto, ha lottato con se stessa in una durissima crisi da contraccolpo. Una crisi che Naomi annunciava di aver risolto proprio alla vigilia del primo, grande, torneo sulla strada degli Us Open.

La confessione di Naomi su Twitter

Su twitter si era confidata coi tifosi: “Sto per partire per Toronto e prima che comincino le partite voglio togliermi qualcosa da dentro. Gli ultimi mesi sono stati davvero duri per me, ma per fortuna sono circondata da persone che amo e che mi amano (speriamo, AHAHAHA). Persone che ringrazio perché quando le cose non vanno bene io tendo a prendermela al 100% con me stessa, e tendo a chiudermi totalmente, perché non voglio caricare gli altri dei miei pensieri e dei problemi. Ma loro mi hanno insegnato a credere in loro e a non tenermi tutto dentro. Inaspettatamente, i peggiori mesi della mia vita mi hanno dato anche alcuni dei migliori momenti perché ho incontrato nuove persone e son stata in grado di fare cose che non avrei mai considerato di fare prima. Detto questo, riflettendoci bene, devo dire che dall’Australian Open non mi sono più divertita a giocare a tennis, ma finalmente ho reimparato a provare questa bella sensazione, in campo. Avevo fatto l’errore di mettere troppo peso sui risultati delle partite invece di imparare da quelli, come facevo prima. Perdere al primo turno mi ha dato la possibilità di riflettere, così ho appreso molto su me stessa e oggi ho la sensazione di essere cresciuta tanto come persona negli ultimi anni. Perciò, ora sono eccitata all’idea di come mi appare il futuro sia dentro che fuori dal campo da tennis. Ci vediamo a Toronto”.

“Considero Serena una sorta di mamma”

Così era la scoppiettante Naomi prima della sbornia, così è tornata ad essere. Anche nei rapporti col suo idolo, Serena, cui aveva fatto perdere totalmente le staffe, sul campo, a New York: “So che suona strano, ma se c’è qualcuno al mondo col quale vorrei perdere - ovviamente, io non vorrei perdere mai - questa è Serena. Non mi pesa perderci perché imparo comunque tanto. E’ una persona che ha modellato il mio gioco sin da quando sono bambina. La considero come una mamma”. Definizione che Serena ha gradito, commossa, ma che ha ridefinito: “Diciamo nonna”. Il tennis ha bisogno di tutte e due.

IL TABELLONE DI TORONTO AGGIORNATO

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