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Campioni internazionali

Stefanos e Denis: il talento è un boomerang?

Tsitsipas e Shapovalov, entrambi attesissimi al Masters 1000 di Montreal, si sono fermati al secondo turno. Hanno i numeri da predestinati e possono puntare alla vetta assoluta, ma tutte queste doti sembrano ancora difficili da gestire

di | 08 agosto 2019

Tecnicamente, a Montreal, è più doloroso il ko di Borna Coric contro il francese Adrian Mannarino. Ma le aspirazioni dell’allievo di Riccardo Piatti sono concretamente differenti da quelle dei Next Gen più creativi ed intriganti, non a caso due interpreti del rovescio a una mano, Stefanos Tsitsipas e Denis Shapovalov. Eliminati tutti e due, curiosamente, con lo stesso punteggio 6-4 3-6 6-3 (il primo da Hurkacz, il secondo da Thiem), così come simile è il loro percorso di crescita, dopo una forte esplosione al vertice e una stabilizzazione in prima fila. Fatte le debite proporzioni fra il greco, numero 5 del mondo, che compie 21 anni il 12 agosto, e il canadese che ne ha compiuti 20 il 15 aprile ed è numero 32 Atp.

Entrambi hanno, però, assolutamente bisogno di fortificarsi di fisico, per sostenere i bracci di ferro da fondocampo e garantirsi punti facili dal servizio, a corroborare il loro gioco, ugualmente ricco di fantasia e di rischi. Entrambi hanno enormi margini di progresso, diversi da quelli degli altri NextGen, di cui si sono visti nettamente, da subito, pregi e difetti. Entrambi, puntano al vertice assoluto, al numero 1, ai tronfi Slam, su tutte le superfici. Guidati entrambi da genitori attenti e ambiziosi che ne monitorizzano con qualche difficoltà le passioni extra-sportive.

Più possibilità, più dubbi - Il problema del talento è che va coccolato, valorizzato, ma anche equilibrato. E, sia il greco che il canadese, proprio come il primo Federer, non riescono ancora a gestire tutti i cavalli del loro motore da Formula 1. Regolando gomme, sospensioni, telaio, peso, carburante e freni, nella messa a punto che è più complicata e delicata di altri colleghi. Con quell’incognita continua della scelta, fra le tante possibili, nel loro ampio bagaglio tecnico: meglio tirare o tenere, meglio lo slice o il top, meglio la discesa a rete o la diagonale di dritto, meglio affondare di rovescio, oppure…

A questi dilemmi continui si aggancia anche un po’ di umanissima presunzione, la giovane età, la scarsa esperienza nei quartieri alti come contro avversari di qualità e quantità diverse rispetto ai primi scalini della scala dei valori AtpTour.

Se Tsitsipas va con Kyrgios… -Le attuali difficoltà di Shapovalov sono più marcate rispetto a quelle di Tsitsipas: dalle trionfali semifinali di Miami, dove aveva superato lo stesso Stefanos arrivando al numero 20 della classifica, il biondino mancino ha vinto appena due partite in sei tornei sulla terra rossa e zero in tre appuntamenti sull’erba. E’ giusto insistere con questo suo gioco di continue esplosioni a tutto braccio o è meglio mettere un po’ il silenziatore e crearsi una routine meno rischiosa, ma anche meno appariscente ed appagante?

Al di là della classifica, le improvvise amnesie del nuovo eroe greco sono altrettanto preoccupanti, dal ko d’acchito col pur ottimo Thomas Fabbiano a Wimbledon a quello con Hubert Hurkacz a Montreal. Del resto, il nuovo amico, il bad boy Nick Kyrgios, con cui la settimana scorsa ha fatto coppia a Washington in doppio e ha perso in semifinale in singolare, l’aveva avvertito: “Non voglio rovinarti con le mie cattive abitudini”.

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