-
Campioni internazionali

Il compleanno di Federer

Tutti intorno alla torta con 38 candeline che Federer ha spento, proprio mentre a Montreal la nuova star canadese Auger-Aliassime compiva 19 anni. Un campione che è andato oltre ogni record, sta segnando un’epoca e ormai è come uno di casa per gli appassionati di sport (non solo tennis) di tutto il mondo

di | 08 agosto 2019

Ormai è quasi come un parente. Per milioni di appassionati. Se la racchetta da tennis è un oggetto che fa parte della tua vita, Roger Federer, che oggi (8 agosto 2019) compie 38 anni, è uno di casa, fa parte del tuo mondo. Da 20 anni è spesso nel tuo salotto, o in cucina. Dove tieni il televisore insomma. E quando viene a trovarti non ti lascia mai indifferente. Ti esalta. Ti fa soffrire. Ti fa gioire. Anche piangere.

FESTEGGIA CON LUI SFOGLIANDO L'ALBUM DELLE FOTO

Viene in mente in questo senso l’immagine che lo scrittore David Foster Wallace ha lasciato scritta per sempre nel suo breve saggio “Federer come esperienza religiosa”. Quando Roger ne combina una delle sue, cioè gioca uno dei suoi colpi magici, quasi soprannaturali, che Foster Wallace colloca in mistici “Federer Moments” (un diritto lungolinea inside-in correndo all’indietro, un vincente di rovescio di controbalzo dalla linea di fondo, ecc. ecc.) può succederti di tutto, anche questo: “Non so che suoni siano usciti dalla mia bocca ma mia moglie dice di essere corsa in soggiorno e di aver trovato il divano pieno di pop corn e il sottoscritto in ginocchio con gli occhi che sembravano quelli finti, a palla, che si trovano nei negozi di cianfrusaglie”.

Vissuti generazionali - Di sicuro ognuno ha il suo modo di vivere il suo rapporto con Federer, in primo luogo per motivi generazionali. Quelli come il sottoscritto, classe 1961, l’hanno scoperto ormai da persone mature. Arrivava dopo l’epoca di Borg e Mc Enroe, quella di Lendl e Becker e la successiva targata Sampras e Agassi.

Indimenticabile la prima segnalazione: fine maggio 1998, redazione della rivista Il Tennis Italiano. Entra uno dei collaboratori dell’epoca, il grande Dario Puppo, oggi affermato telecronista, proveniente dal Tc Milano dove si stava giocando il Trofeo Bonfiglio – Internazionali d’Italia Juniors: “Ho visto un fenomeno, uno che gioca benissimo: un rovescio che sembra Edberg”.

Avrebbe perso nei quarti di finale quel Rogerino lì ma l’immediato accostamento che Dario fece tra lui e l’elegantissimo “Stefanello” svedese racconta tante cose. Dice chi era allora il maestro d’eleganza, l’idolo degli amanti del bel tennis. E fa capire come Federer portasse quella cosa dentro di sé prima di ogni altra: la bellezza del tennis (e, a sua volta, una grande ammirazione per Edberg). Perché quel rovescio fu per tanti anni (fino al cambio di racchetta del 2014) il colpo meno efficiente di Roger. O comunque l’unico vulnerabile in certe condizioni.

L’anno dopo, 1999, vent’anni fa esatti, ci siamo ritrovati a dover raccontare una batosta in Coppa Davis (3-2, ma già 3-0 dopo le prime due giornate), con quel ragazzino dai capelli biondi mechati fatto esordire dall’allora capitano degli svizzeri Claudio Mezzadri (anche lui in quel periodo collaboratore della rivista) contro l’Italia di Davide Sanguinetti e Gianluca Pozzi a Neuchatel.

Altrettanto indimenticabile il primo torneo vinto, vissuto dal vivo, al Palalido di Milano nel 2001. Il primo dei 102. Federer ventenne, capellone senza le meches, con la maglia rossa e la fascia bianca a raccogliere le chiome, che in semifinale batte in tre set il già n.1 del mondo Evgeny Kafelnikov e poi, sempre in tre set, si impone in finale al francese Julien Boutter, poi diventato direttore del Moselle Open di Metz. Lea Pericoli a consegnargli una bella coppa “con le orecchie”, la prima di una collezione infinita. 

La visione di Sampras - Ben diverso, rispetto a quello di un cronista del ’61 (che ha poi avuto la fortuna di andare avanti a raccontare tutta la successiva storia, ancora in divenire) sarà il vissuto di uno nato nel 1971, come un certo Pete Sampras. L’americano, che compirà 48 anni il 12 agosto (auguri in anticipo anche e te, Pete!), se l’è trovato davanti, quel ventenne, negli ottavi di finale di Wimbledon. Il primo faccia a faccia.

Ed è stato un trauma. La sconfitta che ha segnato un’epoca e l’arrivo del 30esimo compleanno per un campione che con i suoi 14 Slam, i sei anni da n.1 del mondo, aveva cancellato ogni record. Sampras aveva appena incontrato il fenomeno destinato a cancellarlo, riscrivendo tutti i primati.

La visione di Felix – E per uno nato proprio in quei giorni, l’8 agosto del 2000, che cosa rappresenterà Roger Federer? Uno come Felix Auger-Aliassime, che oggi compie 18 anni (Tanti, tanti auguri!), è cresciuto dentro il calendario delle vittorie dello svizzero.

Chissà: il primo dentino quando Roger vince il primo torneo a Milano? L’inserimento alla materna nel settembre 2003 quando Federer ha da poco vinto il primo Wimbledon? Il primo giorno di scuola nel settembre 2006, al terzo successo consecutivo dello Swiss Maestro a New York?

C’è poco da fare: se sei oggi su questa terra e ami il tennis, teenager o ottuagenario, Roger Federer fa parte della tua vita. Pensa che festa a sorpresa, farci trovare tutti lì, intorno a quella torta con 38 candeline, dovunque essa sia… Tanti auguri a te, Roger. Di cuore.

Post scriptum: Sarebbe bello poter andare tutti il prossimo 7 febbraio 2020 allo stadio di Capetown in  Sudafrica dove Federer e Nadal giocheranno un match di beneficenza “The match in Africa 6” puntando a battere il record assoluto di spettatori per una partita di tennis . Purtroppo credo non sarà possibile: 50.000 posti per noi sono troppo pochi…

Commenti

Partecipa anche tu alla discussione, accedi