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Campioni internazionali

Kyrgios, lo show è social

Con lui non ci si annoia mai. Nemmeno on line. Nick Kyrgios, in rete, vive tra Facebook, Instagram e Twitter, e non manca di punzecchiare i colleghi. Voi da che parte state, con chi lo ama o con chi non lo sopporta?

di | 07 agosto 2019

Nick Kyrgios esalta. A Washington ha trionfato a suon di magie, dando spettacolo in campo e fuori. Nick Kyrgios divide. C’è chi lo vede come un fenomeno pronto finalmente a esplodere e chi lo critica per la mancanza di professionalità e, quindi, di continuità. Difficile mettere tutti d’accordo, anche se le recenti prestazioni nordamericane porranno un nuovo (vecchio) interrogativo: esplosione o ennesimo fuoco di paglia? L’unica certezza riguardante Nick, che durante il combined di Washington si è segnalato anche per la presenza costante nell’angolo di Anna Kalinskaya, riguarda il suo modo di comunicare: Twitter, Instagram e Facebook comunicano la sua vita e il suo tennis, senza dimenticare le interazioni con colleghi, giornalisti e tifosi.

Che numeri!

L’australiano, 24 anni compiuti ad aprile, ha conquistato a Washington il suo sesto titolo Atp (su 9 finali). Dati importanti, ma nulla in confronto al successo ottenuto sui Social Network. Su Instagram, i followers sono 1,2 milioni. Se escludiamo Djokovic, Nadal, Federer e Del Potro, nessun giocatore Atp si sogna di arrivare a questi numeri. Thiem, Tsitsipas e Zverev sono abbondantemente sotto tali cifre, mentre Stan Wawrinka si attesta sul milione di seguaci. “k1ngkyrg1os”, questo il nome su Instagram, è un vero e proprio idolo. E anche chi lo detesta, in fondo, lo segue.

Senza peli sulla lingua

La maniera di usare Instagram e Twitter fa impazzire e divertire i followers. Non ha peli sulla lingua Nick, mai, anche se ogni tanto gli è stato consigliato di cancellare qualche tweet eccessivamente provocatorio. Kyrgios non si fa problemi a inserire nei post delle polemiche sui colleghi tennisti. Recentemente se l’è presa nuovamente con i troppi tornei su terra battuta, sottolineando come fosse assurdo che Pablo Carrena Busta (chiamato semplicemente ‘Busta’) sia diventato top 10 vincendo il suo primo match su erba solamente quest’anno. Dal suo punto di vista, Kyrgios non sembra voler mancare di rispetto ad alcun giocatore, anche se a volte l’effetto è esattamente l’opposto. “Nemico” numero 1 appare sempre Novak Djokovic, anche se il tweet ‘Federer please win’ durante la finale di Wimbledon non ha portato a Nick i frutti sperati. Ironia, una continua e costante ironia, come in risposta alla frase di Goran Ivanisevic “Se fossi il coach di Kyrgios non saprei cosa dirgli”, alla quale l’australiano ha risposto: “Nemmeno io”.

Amore odio

Difficile rimanere imparziali su Nick Kyrgios. O lo si ama o lo si odia. Tanti colleghi lo adorano, molti non lo sopportano, e questo si riflette sugli appassionati di tennis. Una cosa è certa: con Kyrgios, sui Social, in campo e fuori (a Washington ha giocato a lungo a ping pong con dei piccoli tifosi, urlando “Tsitsipas” dopo ogni rovescio a una mano tentato) non ci si annoia mai. Non si comporta da professionista, come confermato anche dal diretto interessato (a volte anche esagerando), ma è probabilmente l’unico modo per sopravvivere a un mondo che non ama e mai amerà fino in fondo. Signori e signore, Nick Kyrgios è questo. Prendere o lasciare.

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