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Campioni internazionali

Osaka: sono fuori dal tunnel

"Ho passato i mesi peggiori della mia vita" ha scritto la giapponese, "ma ho incontrato belle persone e mi sento molto cresciuta". Tornerà a Montreal. E già guarda alle Olimpiadi di Tokyo

di | 01 agosto 2019

"Sono mesi che non mi diverto più giocando a tennis, sono stati i peggiori della mia vita". La vetta del mondo del tennis per Naomi Osaka, prima asiatica a salire al numero 1, si è rivelato un luogo di solitudini e retropensieri. Di ombre più forti dove più intensa è la luce.
"Tendo a tenermi tutto dentro, non voglio appesantire le persone con i miei problemi" ha scritto, "ma per fortuna sono circondata da persone a cui voglio bene e che mi vogliono bene. E loro mi hanno insegnato a fidarmi, ad aprirmi".

Inaspettatamente, ha aggiunto, "nei mesi peggiori della mia vita ho incontrato persone nuove, sono riuscita a fare cose che non avevo mai nemmeno immaginato di fare prima". Si è messa addosso troppa pressione, l'ansia per il risultato ha occupato l'intero spettro delle emozioni, ha cancellato le possibilità di apprendimento, di auto-miglioramento. E si è tradotto nella conferenza stampa a monosillabi dopo la sconfitta al terzo turno a Wimbledon contro Yulia Putintseva, abbandonata perché stava per scoppiare a piangere e non le andava di farsi scoprire così vulnerabile in pubblico.

L'inizio del nuovo, ancora indefinito, percorso coincide con la fine del rapporto con il coach Sascha Bajin. in un anno, l'ha guidata a vincere due Slam consecutivi. E non porta alcun rancore per il divorzio, come ha scritto nel libro "Strengthen Your Mind: 50 Habits for Mental Change", di cui qualche settimana fa la WTA ha anticipato gli estratti più significativi.

"Ero lì per aiutarla a raggiungere i suoi sogni, la decisione finale sul nostro rapporto sarebbe stata sempre sua" ha scritto. "Ci ho messo passione, emozione, dedizione, sono fiero di quello che ho ottenuto. La carriera di un coach di tennis che segue un atleta di vertice è forse uno dei lavori meno sicuri al mondo. Lo sapevo, eppure non ero preparato alla telefonata devastante dell'agente di Naomi che mi avvisava della sua intenzione di interrompere il nostro rapporto. Avrei fatto di tutto, sacrificato tutto, per aiutarla".
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Ne parla come della rottura con una fidanzata. Si fa struggente. Gli manca "il suo carattere tranquillo, il sorriso timido, il sarcasmo". Gli manca parlare con lei, ha scritto, accompagnarla da casa sua all'accademia di Chris Evert a Boca Raton dove si allenavano insieme.

"Se lo volesse, potremmo tornare a lavorare insieme" aggiunge. Eppure, subito dopo la decisione di interrompere il rapporto, Osaka confessava a Courtney Nguyen per il sito della WTA che andare ad allenarsi con lui non la faceva sentire felice. "E non sono disposta a sacrificare il mio benessere per mantenere una persona nello staff".

L'estate ha portato consiglio. "Ho avuto tempo per riflettere, per pensare. Ho imparato molto su me stessa. Penso di essere molto cresciuta come persona" ha scritto Osaka, che tornerà in campo la prossima settimana a Montreal e intanto già fissa il prossimo obiettivo, l'oro a Tokyo nella quarta Olimpiade, invernale o estiva che sia, organizzata in Giappone.

Osaka, prima giapponese a vincere uno Slam, si vede, si immagina, sul gradino più alto del podio dell'Ariake Tennis Park con la medaglia che farebbe l'orgoglio suo e della nazione tutta. "Vincere l'oro significherebbe tantissimo" ha detto al sito dell'ITF. "Tutti gli atleti che partecipano alle Olimpiadi vogliono vincere. Anche l'argento, il bronzo, sono risultati incredibili. Ma quando sei un bambino non sogni di arrivare secondo o terzo, sogni di vincere l'oro. Se ci riuscissi, sarebbe il traguardo più importante di tutta la mia carriera".

I ricordi di chi ha vissuto i Giochi di Tokyo del 1964, le ultime Olimpiadi estive in Giappone, hanno riacceso le ambizioni di Osaka che, ispirata da Usain Bolt, dominatore e insieme outcast, diverso dal canone etero-imposto del velocista ortodosso, aspira a diventare un riferimento, una guida, per chi verrà dopo di lei. "Mi vedo con questo ruolo" ha detto, sento una forte responsabilità".

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