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Campioni internazionali

Tomic bacchettato: "Non crediamo potrai cambiare"

Il direttore del Grand Slam board respinge l'appello dell'australiano. Non riceverà il prize money del primo turno a Wimbledon che gli è stato tolto per non aver rispettato gli standard professionali. "La storia suggerisce che difficilmente cambierai comportamento" scrive

20 luglio 2019

Il Grand Slam board ha respinto l'appello di Bernard Tomic. L'australiano non riavrà indietro il montepremi del primo turno a Wimbledon, che gli è stato tolto dopo la sconfitta 62 61 64 contro Jo-Wilfried Tsonga in 58 minuti. Secondo i responsabili del board, non avrebbe rispettato "gli standard professionali richiesti".

Il direttore del board Bill Babcock, con ostentato paternalismo, ha spiegato in una lettera, di cui il New York Times ha pubblicato ampie parti, perché non saranno restituiti a Tomic i 56 mila dollari che spettavano ai Championships ai giocatori sconfitti al primo turno. "Una ricognizione dei tuoi comportamenti scorretti, negli Slam e non solo, offre poche giustificazioni per modificare la decisione" ha scritto Babcock. "Sono sicuro sarai d'accordo con me che non ci sono prove per sostenere l'ipotesi che tu possa modificare il tuo comportamento. Spero di essere piacevolmente sorpreso da te in futuro". Per questo, Tomic potrà recuperare il 25% della cifra se non riceverà sanzioni nei prossimi otto tornei dello Slam. 

L'australiano ha confermato che si appellerà ancora. Tomic ha insistito particolarmente sulla dichiarazione di Babcock secondo cui è richiesto "il massimo sforzo in ogni momento" sostenendo che, al contrario, le strategie di conservazione dell'energia fanno parte del gioco. "Non mi interessa del 25%, mi interessa che si faccia la cosa giusta per i giocatori in futuro" ha detto al New York Times.
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Il board ha invece restituito i 52 mila dollari di prize money a Anna Tatishvili, che aveva fatto appello dopo una decisione simile al Roland Garros. Tatishvili era stata sanzionata perché accusata di non aver mantenuto uno standard professionale. E' l'effetto della nuova First Round Performance Rule, la regola sul livello di prestazione al primo turno, introdotta per contrastare l'abbondanza di ritiri per infortuni preesistenti nei primi turni dei major. Tatishvili, che rientrava dopo 31 mesi di infortunio, il match l'ha completato, perdendo 60 61 in 55 minuti. E ha presentato 40 pagine di appello in cui ha fatto notare quattro elementi critici nella decisione iniziale del board:

-il ranking protetto non può costituire parte della violazione, mentre la durata del match di per sé non basta a stabilire che la giocatrice sconfitta non ha rispettato gli standard;
-i giudici, dice, si sono limitati a decidere che Anna "non era sufficientemente preparata per giocare uno Slam";
-l'imposizione della sanzione per via della First Round Performance Rule non fornisce ai giocatori un'idea di quel che devono fare per rispettare il non meglio definito "standard professionale" e nessuno, sostiene, le avrebbe detto perché il suo match era sotto osservazione;
-la sanzione non sarebbe equa perché un giocatore sconfitto nelle qualificazioni di singolare maschile in 43 minuti non è stato punito.

"Consentire a un referee da solo o, come in questo caso, con diversi non specificati amministratori dei tornei, di sanzionare un atleta sulla base di una decisione ex post, soggettiva e senza spiegazioni avrà un effetto insidioso per lo sport" si legge nella memoria presentata dai suoi avvocati. "L'effetto è ancora più evidente perché la regola non offre alcuna indicazione su cosa voglia effettivamente dire giocare secondo uno standard professionale" concludono i legali.

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